San Lucido – Il consiglio comunale del 26 gennaio (parte prima)

Approvazioni scontate. Comunicazioni di servizio. Proclami retorici. Sarebbero dovuti essere questi gli unici ingredienti del consiglio comunale del 26 gennaio scorso, stando all’agenda dei lavori. Dunque una seduta tutto sommato tranquilla, eccetto il pepe aggiunto dall’ultimo punto, sul quale si sarebbe dovuto scatenare lo scontro interno alla maggioranza. Ma tutte le previsioni sono state disattese.

INIZIO IN SORDINA. Primo punto, approvazione dei verbali della seduta precedente, quella del 29 dicembre. Inizio in sordina. Il presidente del consiglio Giuseppe Moramarco elenca i verbali da approvare. Dall’opposizione Mario Amendola, capogruppo di Progetto democratico, solleva «con sommo rincrescimento» alcune eccezioni a proposito della mancata modifica di un testo; il collega Roberto Pizzuti, capogruppo di Direzione San Lucido, chiede la revoca di una delibera alla luce dei rilievi della Corte dei conti che si andranno a discutere subito dopo. Motivi questi in base ai quali la minoranza (assente Vittorio Calomeni) vota contro l’approvazione dei verbali. Favorevole la maggioranza.

NUOVE REGOLE SUGLI INCARICHI. Si passa all’adeguamento del regolamento comunale per il conferimento di incarichi sulla base delle determinazioni della Corte dei conti dell’8 gennaio scorso. Tra le altre cose, la Corte impone al comune: «Affinché i provvedimenti di affidamento degli incarichi non rischino di risultare inficiati da vizio di eccesso di potere, occorre che il regolamento prescriva che i singoli bandi debbano assegnare e rendere previamente pubblici riferimenti ponderati precisi ai singoli criteri prescelti, in modo da assicurare comunque la trasparenza e l’oggettiva verificabilità della scelta del soggetto cui conferire l’incarico». La maggioranza di Antonio Staffa chiede al consiglio comunale di «recepire integralmente le eccezioni della Corte dei conti» e di dare indirizzo alla giunta per la modifica del regolamento.

LE OBIEZIONI DELLA MINORANZA. La proposta della maggioranza viene accolta di buon grado dal gruppo Direzione San Lucido, che vota favorevolmente, a patto che «le modifiche apportate al regolamento dalla giunta siano rese note al consiglio affinché ne prenda atto» e che s’intervenga su alcune delibere d’assise collegate al regolamento stesso. Differente la posizione del gruppo Progetto democratico. «Votiamo contro poiché la maggioranza non ha inteso portare in consiglio comunale le determinazioni specifiche ordinate dalla Corte dei conti. Di conseguenza il consiglio comunale non è nelle condizioni di poter deliberare sugli specifici rilievi mossi dalla stessa Corte, ma su intendimenti generici da parte della maggioranza», dichiara Amendola. Egli chiede inoltre alla maggioranza se «ha intenzione di assumere personale esterno per l’organo di direzione politica», il cosiddetto staff, considerato che «il regolamento lo prevede».

NIENTE STAFF PER STAFFA. «Non è nostra intenzione avvalercene – chiarisce il primo cittadino – ma questo è evidente, dal momento che non l’abbiamo fatto. Non ne abbiamo bisogno. Il riferimento agli articoli 90 e 110 sta ad indicare che il regolamento non tratta questa materia». «E’ così – gli dà man forte il vicesindaco Francesco Sgroi. Le collaborazioni in base a tali articoli non sono disciplinate dal regolamento».

COMUNICAZIONI DI SERVIZIO. Punti tre e quattro: “comunicazione sullo stato d’attuazione del procedimento inerente il Piano strutturale comunale” e “comunicazione sullo stato d’attuazione del procedimento inerente l’assegnazione e la consegna degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”. Sulla carta, due semplici, pacifiche, miti informative al consiglio. Nei fatti, altra cosa, almeno per quanto riguarda il primo punto. Sull’informazione al consiglio riguardante le case popolari non c’è – e non ci potrebbe essere, del resto – spazio per la polemica; la stessa cosa non può dirsi per quanto concerne invece il Piano strutturale comunale.

LA RELAZIONE TECNICA. L’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano dà lettura della relazione stilata dall’architetto Elio Furioso, dirigente di uno dei due settori tecnici comunali, incaricato della redazione del Piano e del Regolamento edilizio urbanistico annesso. Nel documento, Furioso scrive che si provvederà ad individuare le figure del geologo e dell’agronomo, indispensabili per la stesura del Piano, entro quindici giorni. Dopodiché verrà dato avvio agli studi preliminari dai quali scaturirà una prima stesura del Piano da adottare in consiglio comunale «entro il termine presunto della fine di marzo 2009»; man mano si seguirà dunque l’iter, fino all’adozione definitiva che dovrà avvenire entro il 19 giugno 2010.

I DUBBI DELL’OPPOSIZIONE. L’opposizione, da parte sua, nutre dubbi essenzialmente sui tempi – che a suo avviso non potranno essere rispettati – e sui costi – che finiranno per lievitare – della redazione del Piano. Visto che «non c’è nessun impegno preciso» sulle scadenze, osserva Amendola, i tempi di adozione del Piano potrebbero non essere rispettati. Il capogruppo di Progetto democratico inoltre sottolinea come il reclutamento tramite concorso di un altro professionista che vada a sostituire Furioso presso l’Utc, renderebbe quest’ultimo un tecnico esterno: ciò farebbe lievitare la sua parcella professionale. Dunque la spesa per la redazione del Piano e del Regolamento urbanistico potrebbe aumentare notevolmente. «Pagheremo per dieci volte», profetizza Amendola. «Non ce la faremo a fare tutto nei tempi e con la somma stabilita (che ammonta a 45mila euro, ndr)», aggiunge Pizzuti. «Diamoci una mossa», esorta quindi.

LA DIFESA DELLA MAGGIORANZA. Ma per l’assessore Calvano non c’è motivo di preoccuparsi: «Faremo il possibile perché il Piano venga redatto entro i termini – assicura. L’impegno in tal senso dell’architetto non è formale, ma faremo di tutto perché venga rispettato. Non penso che siamo così in ritardo o che la situazione sia drammatica come si vuole far pensare alla gente». Rassicurazioni anche da Staffa: «Certamente i 45mila euro stanziati non saranno sufficienti ma certamente non arriveremo ai 110mila del bando che lei aveva fatto», sostiene il sindaco rivolgendosi a Pizzuti. «Per quanto riguarda i tempi, sebbene il termine sia solo presunto, non penso che ce ne andremo al 2010». Non basta tuttavia per convincere Amendola e il collega Filippo: «Sono molto perplesso», afferma il primo. «Mi sta passando la voglia di fare politica», aggiunge il secondo.

LA PARTECIPAZIONE. Polemiche dall’opposizione anche per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini alla redazione del Piano. «Gli altri comuni hanno fatto decine di incontri con la cittadinanza e voi ancora dovete nominare geologo e agronomo. Vogliamo sapere quello che volete fare di San Lucido. In consiglio comunale dobbiamo discutere degli strumenti urbanistici, come si fa da quarant’anni», assicura Amendola, attingendo alla sua innegabilmente lunga esperienza dietro i banchi dell’assise. «In quest’occasione, come si può evincere chiaramente dall’ordine del giorno, che parla di una semplice comunicazione al consiglio, l’amministrazione vuole soltanto informare sullo stato d’attuazione del Piano», replica Staffa. «Intendiamo portare ancora il punto in consiglio comunale, proprio per discutere assieme di quello che vogliamo fare per il paese. Ci aspettiamo un contributo da parte di tutti», ha detto Franco Salerno. «La comunicazione di oggi vuole proprio creare l’opportunità di coinvolgere il consiglio. E’ un atto di rispetto nei confronti dell’assise», ha aggiunto Renato Filippo.

DI’ QUALCOSA DI POLITICO. Il sindaco si è poi rivolto direttamente ad Amendola: «Ha ripetuto cose burocratiche, perdendo un’ottima occasione per dire qualcosa di politico sul Piano. Quest’amministrazione e il sindaco, una volta concluso l’iter, diranno cosa pensano in proposito. In quell’occasione anche lei potrà dire la sua», ha detto Staffa.

(continua…)

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  1. Pappaterra’s avatar

    Mary…Brava! sei davvero una professionista, complimenti