San Lucido – Il Tribunale da’ ragione a Chirizzi sulle “parcelle idriche”

Le ragioni di Chirizzi hanno infine avuto la meglio. Ieri, nel primo pomeriggio, il Tribunale di Paola ha rigettato le istanze del comune di San Lucido che s’era opposto al pagamento di alcuni decreti ingiuntivi promossi dall’avvocato, confermando con la sua decisione la sussistenza di tali decreti e condannando l’Ente anche al pagamento delle spese processuali. Ma facciamo un passo indietro.

I crediti vantati da Chirizzi si riferiscono ad un numero piuttosto consistente di cause intentate anni addietro da altrettanti cittadini di San Lucido nel tentativo di non pagare la tassa comunale per il servizio idrico, essendo – incredibile ma vero – la loro zona di residenza sprovvista d’acqua potabile. Il municipio tuttavia ritiene che la tassa sia dovuta, così decide di resistere in giudizio, facendosi rappresentare e difendere proprio da Chirizzi, il quale riesce infine a uscire vittorioso dalle aule di tribunale. Il legale dunque redige le parcelle professionali, in base alla convenzione stipulata col comune, e le trasmette all’Ente.

Le somme alle quali Chirizzi ritiene di aver diritto non vengono tuttavia riconosciute tra i debiti da sanare, né prima dall’ufficio del commissario prefettizio Carlo Ponte, né poi dal consiglio comunale. Il sindaco Antonio Staffa, in particolare, nel valutare i debiti fuori bilancio come riconoscibili e non, durante l’assise ad hoc riunitasi il 16 ottobre, si richiama proprio alla posizione assunta in precedenza dal commissario «in base al requisito della certezza».

Chirizzi dunque ricorre al Tribunale di Paola per l’emissione dei decreti ingiuntivi; il tribunale gli dà ragione, ma il comune decise di opporsi, facendosi difendere dall’avvocato Vincenzo Ferrari. Ieri pomeriggio, dunque, l’epilogo. «Sono pienamente soddisfatto perché è stata riconosciuta in toto la legittimità dei miei crediti», ha commentato a caldo Chirizzi, che nella controversia è stato difeso e rappresentato dall’avvocato Edoardo Giardino.

  1. MIKAEL’s avatar

    AAAAAAAHHH, Signor Sindaco Antonio Staffa, ma che ragionamenti sono? Siccome il precedente (C. Ponte) ha ritenuto “giusto” (nella sua ingiustizia) non pagare il lavoro di una persona, allora è matematicamente “giusto” non pagare?! Mi pare una spesa (di tasca nostra) che si poteva benissimo evitare…ora dobbiamo pagare sia le parcelle dovute, più gli interessi (immagino) che le spese processuali (per aver fatto perdere tempo alla Giustizia Italiana), oltre che la parcella per l’avvocato Ferrari…

    Cioè, da A che doveva sborsare il Comune di San Lucido ora ci troviamo a sborsare A+B+C+D

  2. ma.cosa.dici’s avatar

    ma tu conosci l’entità delle parcelle?
    conveniva chiamare LO GIUDICE o TAORMINA…

    VERGOGNA

  3. Maria Francesca Calvano’s avatar

    Secondo quanto reso noto nel corso del consiglio comunale sui debiti fuori bilancio, l’insieme delle parcelle allora non riconosciute dovrebbe ammontare a 37mila euro circa. In quell’occasione, la maggioranza votò contro il riconoscimento per «mancanza del requisito della certezza, come già stabilito dal commissario».