January 2009

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Quanto pacifico è stato il dibattito tra le parti per quanto riguarda le case popolari, tanto acceso lo scambio di vedute – lo si chiami così – sul punto successivo, riguardante il «clima ambientale di intimidazione e di calunnie coperte da anonimato in atto nel comune di San Lucido», come definito nell’ordine del giorno.

LE CASE POPOLARI. La buona notizia è che le case popolari potrebbero essere presto consegnate agli aventi diritto, dal momento che il comune ha già redatto una graduatoria provvisoria. La cattiva notizia è che bisognerà attendere che l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale pubblica (Aterp) stili quella definitiva, che proceda all’assegnazione degli appartamenti e infine che li ristrutturi, essendo abbandonati a se stessi da decenni.

Secondo quanto riferito al consiglio dal sindaco Antonio Staffa, l’argomento case popolari ha fatto discutere le televisioni locali, la cui attenzione sul caso è stata richiamata da una cittadina che da troppo tempo attende la consegna di un alloggio. «San Lucido è andata a finire su Ten e su RaiTre – fa sapere Staffa all’assise – grazie all’intervento di una cittadina sanlucidana che aspettava da tempo questi alloggi. Ci sembrava giusto perciò comunicare al consiglio l’iter del procedimento». Approvato il 29 settembre dello scorso anno lo schema di convenzione con l’Aterp, si attende ora che l’Agenzia lo sottoscriva e che compia una serie di passaggi, fino alla graduatoria definitiva e alla consegna e ristrutturazione degli alloggi. «Probabilmente verrà presto fatto, in quanto l’intervento della televisione ha permesso che si ripulisse il piazzale. Dunque l’intervento di questa cittadina è stato positivo», sostiene Staffa, che evidenzia inoltre: «Dopo dodici giorni che l’Aterp ci sollecitava, abbiamo approvato lo schema di convenzione. E’ il caso di ricordare che l’Aterp aveva fatto comunicazione nel ‘99, 2001, 2002, 2003, 2007».

«Quando si fa una cosa è sempre poco per questo paese – afferma Mario Amendola dai banchi dell’opposizione. Ci fa immensamente piacere che l’amministrazione si stia prodigando per l’assegnazione delle case». Il capogruppo di Progetto democratico inoltre chiede in quali condizioni si trovano gli alloggi; Staffa risponde che «all’interno non sembra ci siano danni. Possiamo immaginare che sia tutto come alla consegna».

DANNEGGIAMENTI E VOLANTINI. Tutt’altro clima in Assise durante la discussione del quinto punto, riguardante i danni alle proprietà di alcuni consiglieri e i volantini anonimi diffusi tra la cittadinanza. Fatti questi che «denigrano purtroppo coloro che hanno cercato prima di noi di dare un’identità pulita al nostro paese», dichiara il presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco, introducendo il dibattito sull’argomento. «Spero con tutto il cuore – si augura quindi – che i colpevoli possano essere trovati. La nostra società è sana e deve distinguersi come tale. Questo è il mio auspicio per il futuro».

Dopo di lui, il consigliere di maggioranza Albino Sessa, bersaglio di un volantino, nel leggere un documento che verrà poi allegato al verbale della seduta, parla di «attacchi vili alle persone», «non per condannare eventuali brogli o scorrettezze politiche, ma tesi a discreditare l’onore, l’orgoglio, l’operato e l’operosità di chi lavora e di chi si presta a titolo gratuito per migliorare San Lucido». Sessa nota che «un simile attentato è potuto scaturire solo da qualcuno che è vicino. Sono state citate parole dette da me e solo chi era a conoscenza le poteva sapere». «Finora – si difende il consigliere – ho cercato di apportare il mio modesto ed onesto contributo. Se qualcuno crede il contrario, si faccia avanti e non vigliaccamente sparli di notte e alle spalle. Invito tutto il consiglio comunale, maggioranza e minoranza, all’impegno comune per giungere all’obiettivo dello sviluppo di San Lucido, emarginando chi butta fango sull’operato di quest’amministrazione».

Ma, nel suo intervento, Sessa parla anche di «clima di intimidazione, con un profondo imbarbarimento della vita politica. Anche in qualche consiglio comunale si è tenuto un atteggiamento scurrile, secondo me non corretto e coerente con quello che dovrebbe essere lo status di consigliere, nei confronti del direttore generale».

E proprio su queste parole si scatena il putiferio. Amendola chiede «quali sono stati gli atteggiamenti scurrili nei confronti del segretario», osserva che «se uno ha atteggiamenti scurrili non è degno di stare in consiglio comunale», non ricorda di averne mai visti in assise e, rivolgendosi con toni alquanto accesi a Sessa, criticandone le affermazioni, afferma: «Ti prego di mandarmi la cassetta dove sono espressioni scurrili e mi dimetto subito, se no dovrai farlo tu».

L’intero periodo incriminato viene infine cancellato dal documento su proposta di Staffa, «in modo tale da uscire in maniera unanime sulla condanna del clima dell’ultimo periodo. Altrimenti si svuota di significato il punto. Non ha senso condannare determinati atteggiamenti e poi entrare in polemica. E’ importante che il consiglio comunale che rappresenta tutta la cittadinanza condanni questo clima. Per prevenire questi atteggiamenti, chi li compie deve sapere che tutti quanti siamo contrari».

(continua…)

Approvazioni scontate. Comunicazioni di servizio. Proclami retorici. Sarebbero dovuti essere questi gli unici ingredienti del consiglio comunale del 26 gennaio scorso, stando all’agenda dei lavori. Dunque una seduta tutto sommato tranquilla, eccetto il pepe aggiunto dall’ultimo punto, sul quale si sarebbe dovuto scatenare lo scontro interno alla maggioranza. Ma tutte le previsioni sono state disattese.

INIZIO IN SORDINA. Primo punto, approvazione dei verbali della seduta precedente, quella del 29 dicembre. Inizio in sordina. Il presidente del consiglio Giuseppe Moramarco elenca i verbali da approvare. Dall’opposizione Mario Amendola, capogruppo di Progetto democratico, solleva «con sommo rincrescimento» alcune eccezioni a proposito della mancata modifica di un testo; il collega Roberto Pizzuti, capogruppo di Direzione San Lucido, chiede la revoca di una delibera alla luce dei rilievi della Corte dei conti che si andranno a discutere subito dopo. Motivi questi in base ai quali la minoranza (assente Vittorio Calomeni) vota contro l’approvazione dei verbali. Favorevole la maggioranza.

NUOVE REGOLE SUGLI INCARICHI. Si passa all’adeguamento del regolamento comunale per il conferimento di incarichi sulla base delle determinazioni della Corte dei conti dell’8 gennaio scorso. Tra le altre cose, la Corte impone al comune: «Affinché i provvedimenti di affidamento degli incarichi non rischino di risultare inficiati da vizio di eccesso di potere, occorre che il regolamento prescriva che i singoli bandi debbano assegnare e rendere previamente pubblici riferimenti ponderati precisi ai singoli criteri prescelti, in modo da assicurare comunque la trasparenza e l’oggettiva verificabilità della scelta del soggetto cui conferire l’incarico». La maggioranza di Antonio Staffa chiede al consiglio comunale di «recepire integralmente le eccezioni della Corte dei conti» e di dare indirizzo alla giunta per la modifica del regolamento.

LE OBIEZIONI DELLA MINORANZA. La proposta della maggioranza viene accolta di buon grado dal gruppo Direzione San Lucido, che vota favorevolmente, a patto che «le modifiche apportate al regolamento dalla giunta siano rese note al consiglio affinché ne prenda atto» e che s’intervenga su alcune delibere d’assise collegate al regolamento stesso. Differente la posizione del gruppo Progetto democratico. «Votiamo contro poiché la maggioranza non ha inteso portare in consiglio comunale le determinazioni specifiche ordinate dalla Corte dei conti. Di conseguenza il consiglio comunale non è nelle condizioni di poter deliberare sugli specifici rilievi mossi dalla stessa Corte, ma su intendimenti generici da parte della maggioranza», dichiara Amendola. Egli chiede inoltre alla maggioranza se «ha intenzione di assumere personale esterno per l’organo di direzione politica», il cosiddetto staff, considerato che «il regolamento lo prevede».

NIENTE STAFF PER STAFFA. «Non è nostra intenzione avvalercene – chiarisce il primo cittadino – ma questo è evidente, dal momento che non l’abbiamo fatto. Non ne abbiamo bisogno. Il riferimento agli articoli 90 e 110 sta ad indicare che il regolamento non tratta questa materia». «E’ così – gli dà man forte il vicesindaco Francesco Sgroi. Le collaborazioni in base a tali articoli non sono disciplinate dal regolamento».

COMUNICAZIONI DI SERVIZIO. Punti tre e quattro: “comunicazione sullo stato d’attuazione del procedimento inerente il Piano strutturale comunale” e “comunicazione sullo stato d’attuazione del procedimento inerente l’assegnazione e la consegna degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”. Sulla carta, due semplici, pacifiche, miti informative al consiglio. Nei fatti, altra cosa, almeno per quanto riguarda il primo punto. Sull’informazione al consiglio riguardante le case popolari non c’è – e non ci potrebbe essere, del resto – spazio per la polemica; la stessa cosa non può dirsi per quanto concerne invece il Piano strutturale comunale.

LA RELAZIONE TECNICA. L’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano dà lettura della relazione stilata dall’architetto Elio Furioso, dirigente di uno dei due settori tecnici comunali, incaricato della redazione del Piano e del Regolamento edilizio urbanistico annesso. Nel documento, Furioso scrive che si provvederà ad individuare le figure del geologo e dell’agronomo, indispensabili per la stesura del Piano, entro quindici giorni. Dopodiché verrà dato avvio agli studi preliminari dai quali scaturirà una prima stesura del Piano da adottare in consiglio comunale «entro il termine presunto della fine di marzo 2009»; man mano si seguirà dunque l’iter, fino all’adozione definitiva che dovrà avvenire entro il 19 giugno 2010.

I DUBBI DELL’OPPOSIZIONE. L’opposizione, da parte sua, nutre dubbi essenzialmente sui tempi – che a suo avviso non potranno essere rispettati – e sui costi – che finiranno per lievitare – della redazione del Piano. Visto che «non c’è nessun impegno preciso» sulle scadenze, osserva Amendola, i tempi di adozione del Piano potrebbero non essere rispettati. Il capogruppo di Progetto democratico inoltre sottolinea come il reclutamento tramite concorso di un altro professionista che vada a sostituire Furioso presso l’Utc, renderebbe quest’ultimo un tecnico esterno: ciò farebbe lievitare la sua parcella professionale. Dunque la spesa per la redazione del Piano e del Regolamento urbanistico potrebbe aumentare notevolmente. «Pagheremo per dieci volte», profetizza Amendola. «Non ce la faremo a fare tutto nei tempi e con la somma stabilita (che ammonta a 45mila euro, ndr)», aggiunge Pizzuti. «Diamoci una mossa», esorta quindi.

LA DIFESA DELLA MAGGIORANZA. Ma per l’assessore Calvano non c’è motivo di preoccuparsi: «Faremo il possibile perché il Piano venga redatto entro i termini – assicura. L’impegno in tal senso dell’architetto non è formale, ma faremo di tutto perché venga rispettato. Non penso che siamo così in ritardo o che la situazione sia drammatica come si vuole far pensare alla gente». Rassicurazioni anche da Staffa: «Certamente i 45mila euro stanziati non saranno sufficienti ma certamente non arriveremo ai 110mila del bando che lei aveva fatto», sostiene il sindaco rivolgendosi a Pizzuti. «Per quanto riguarda i tempi, sebbene il termine sia solo presunto, non penso che ce ne andremo al 2010». Non basta tuttavia per convincere Amendola e il collega Filippo: «Sono molto perplesso», afferma il primo. «Mi sta passando la voglia di fare politica», aggiunge il secondo.

LA PARTECIPAZIONE. Polemiche dall’opposizione anche per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini alla redazione del Piano. «Gli altri comuni hanno fatto decine di incontri con la cittadinanza e voi ancora dovete nominare geologo e agronomo. Vogliamo sapere quello che volete fare di San Lucido. In consiglio comunale dobbiamo discutere degli strumenti urbanistici, come si fa da quarant’anni», assicura Amendola, attingendo alla sua innegabilmente lunga esperienza dietro i banchi dell’assise. «In quest’occasione, come si può evincere chiaramente dall’ordine del giorno, che parla di una semplice comunicazione al consiglio, l’amministrazione vuole soltanto informare sullo stato d’attuazione del Piano», replica Staffa. «Intendiamo portare ancora il punto in consiglio comunale, proprio per discutere assieme di quello che vogliamo fare per il paese. Ci aspettiamo un contributo da parte di tutti», ha detto Franco Salerno. «La comunicazione di oggi vuole proprio creare l’opportunità di coinvolgere il consiglio. E’ un atto di rispetto nei confronti dell’assise», ha aggiunto Renato Filippo.

DI’ QUALCOSA DI POLITICO. Il sindaco si è poi rivolto direttamente ad Amendola: «Ha ripetuto cose burocratiche, perdendo un’ottima occasione per dire qualcosa di politico sul Piano. Quest’amministrazione e il sindaco, una volta concluso l’iter, diranno cosa pensano in proposito. In quell’occasione anche lei potrà dire la sua», ha detto Staffa.

(continua…)

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vignetta quesito

Floriana Chiappetta è stata eletta con le primarie tenutesi oggi segretario del circolo locale del Partito democratico. Staccato di cento voti l’altro candidato Pino De Luca. Questi i numeri:

Floriana Chiappetta – voti 191
Pino De Luca – voti 98
Schede nulle – 37
Schede bianche – 13

Questi invece i risultati della votazione per l’assemblea provinciale:

Lista Cittadini Democratici – voti 177
Lista Democratici del Sud – voti 99
Schede nulle – 41
Schede bianche – 22

Floriana Chiappetta è candidata alla carica di segretario del circolo Pd di San Lucido. La dirigente regionale rettifica quanto pubblicato ieri sugli organi di stampa locali sulla base di una nota di amendoliani e nunziatiani, in merito al voto di oggi. Chiappetta smentisce che Pino De Luca è l’”unico candidato”.

«Esprimo grande meraviglia per la falsa informazione propinata addirittura sulle candidature, pubblicizzando l’esistenza di un unico candidato alla segreteria del circolo di San Lucido per le elezioni primarie di oggi, quando le candidature sono ufficialmente due. Tale intervento, pieno di falsità, è ovviamente frutto del timore di perdere, ma non giustifica un comportamento che va in tutt’altra direzione dei principi e dei valori sani che il Partito democratico vuole riaffermare, per giunta in nome del Partito democratico.

La verità sull’incontro citato è che io non ho mai parlato di liste contrapposte, ma solo di offrire la possibilità a iscritti ed aderenti di esprimere il proprio voto su tutte le candidature da essi stessi legittimamente indicate e di evitare forzati accordi che finirebbero col tradire lo spirito democratico insito nelle primarie. Non ho escluso nessuna possibilità di incontro tra le cosiddette “anime” del partito, anzi ho invitato a costruire tutti insieme un programma politico condiviso dal 26 in poi, purché fortemente incentrato sugli ideali di una politica nuova che fa della democrazia il suo vessillo vero e del rispetto verso la persona il suo itinerario principe.

La mia candidatura è stata richiesta dalla maggior parte della cittadinanza aderente ed iscritta ed io ho accettato con grande spirito di servizio, immaginando di affrontare una competizione serena e rispettosa e di offrire agli elettori una pluralità di scelta non solo su persone ma anche su scelte politiche, che sono evidentemente diverse; e l’intervento fatto a nome di Nunziata, Amendola, Cinelli, Cassano e De Luca dimostra ancora di più quanto questi ultimi siano lontani dalla volontà di costruire quella politica che dicono di voler nuova.

Il Partito democratico che voglio costruire aborrisce tatticismi, imbrogli e strategie meschine e sceglie la via della lealtà, della trasparenza e del rispetto. Il mio programma prevede la costituzione, accanto all’organo direttivo, ma parte integrante dello stesso, dell’organizzazione giovanile, che sarà gestita da un folto numero di giovani professionisti e studenti, e dell’organizzazione delle donne. Donne e giovani sapranno apportare un alto contributo in sensibilità ed idealità per una politica realmente nuova nella nostra comunità».

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Anche Rinascita prende le distanze dalla versione dei fatti resa nota da amendoliani e nunziatiani in merito alle primarie del Partito democratico. «Rinascita è un movimento autonomo, di rinnovamento della politica, conta centinaia di sostenitori di varie estrazioni politiche, tutti stufi, scontenti, angosciati del modo in cui i partiti e quindi la classe dirigente ha finalizzato l’azione politica fino ad oggi», si legge in una nota del movimento.

«Guardiamo con attenzione al nascente Partito democratico, soprattutto se saprà rinnovare sia negli uomini che nel modo di fare politica. Nuovi dirigenti che quotidianamente per passione vivino la politica, che rappresentino esclusivamente gli interessi collettivi e siano capaci di dare un taglio netto al vecchio modo torbido di fare politica. In attesa che ciò avvenga, noi del movimento Rinascita ribadiamo ancora una volta la nostra autonomia: siamo un movimento contro, molto critico versi la politica partitica personalizzata, un movimento che ha posto come prerogativa il rinnovamento ed il ritorno dell’eticità negli uomini che intendono fare politica. Trasparenza, onestà ed interessi collettivi: questi sono i valori in cui crediamo».

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esclusivo

E’ una vita che ti candidi o fai candidare alle elezioni e non riesci a vincere? Hai perso e fatto dolorosamente esperienza di quanto può costare caro mettere in atto un piano per annullare il voto? Hai dovuto fare collette varie per coprire le spese e il tuo conto in banca è in rosso? Sei ancora provato dallo sforzo economico? Sei alla ricerca di strategie alternative, che siano adattabili ad ogni tipo di competizione elettorale e soprattutto GRATIS?

Noi sappiamo come aiutarti! La soluzione di tutti i problemi si chiama:

DECALOGO DEL RIBALTONISTA PROFESSIONISTA

Quattro semplici parole, quattro semplici piani che ti permetteranno di non perdere mai più un’elezione! Leggi attentamente i nostri consigli e assapora già ora il gusto dolce della vittoria!

E se sei già stato sconfitto e non vuoi rassegnarti, no problem! Puoi ancora salvare la situazione, grazie al decalogo del ribaltonista professionista!

Attua i nostri piani, il successo è assicurato! Hanno nomi facili da ricordare, perché tu possa sempre tenere a mente il tuo obiettivo!

E ricorda: NON C’E’ DEMOCRAZIA CHE TENGA!

IL DECALOGO DEL RIBALTONISTA PROFESSIONISTA

Piano A, “PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE”: consiste nel fare in modo che il temibile avversario non arrivi affatto a candidarsi. Quando si tratta di candidature interne a qualche gruppo o partito o movimento o simili, uno dei modi più utilizzati per raggiungere tale obiettivo è la cosiddetta strategia del Superamento Name. Consiste nel tentare di sostituire il candidato indesiderato col proprio uomo facendo credere a tutti che il proprio uomo metta tutti d’accordo. In realtà si tratta semplicemente di un’imposizione della propria volontà sotto mentite spoglie. Laddove il temibile avversario dovesse non accettare il Superamento Name, si può sempre dire che non ha voluto dialogare.

Pro: in caso di successo, hai risolto un grande problema. Infatti, senza il temibile avversario in campo, la strada verso l’elezione sarà molto più facile.

Contro: in caso di insuccesso, sarà chiaro a tutti che per te il temibile avversario è appunto temibile.

Piano B, “NON ESISTE ALTRO CANDIDATO AL DI FUORI DEL TUO”: consiste nel fare in modo che la gente creda che il temibile avversario non sia candidato, quando invece lo è. In tal modo, le persone saranno convinte che non esiste candidato al di fuori del tuo, perciò non potranno che votare quest’ultimo.

Pro: in caso di successo, così come per il piano A, si può dire di aver risolto il problema più grande. Nello stesso modo, infatti, sarà avvenuta di fatto l’eliminazione dell’avversario.

Contro: si tratta di una strategia molto rischiosa in quanto è molto facile che la verità venga a galla e il piano smascherato. Il dato “candidatura” è infatti di tipo ufficiale, perciò difficilmente lo si può nascondere o dissimulare, a meno che gli strumenti d’informazione non ti diano una mano, prendendo per buona ogni cosa che esce dalla tua bocca.

Piano C, “LA LEGGE SEI TU”: ostacolare il normale procedimento elettorale, inventando vizi di forma vari. Concluse le operazioni di voto, dirai che i vizi di forma sollevati sono reali SOLTANTO se avrai perso le elezioni, che quindi considererai nulle. Segue ricorso al piano D. Se avrai vinto le elezioni, considererai il voto assolutamente regolare poiché avrai già raggiunto il tuo obiettivo.

Pro: considerato che il cavillo ha la sua importanza nella legge italiana, utilizzarlo per mettere in discussione un iter o un verdetto elettorale è spesso garanzia di successo, perciò la pratica va molto di moda. Se qualche volta dovessi dubitare della bontà del piano, ripensa al Progetto Ribaltone.

Contro: attuare il piano richiede un’indole molto sospettosa per quanto riguarda tutto ciò che compie il temibile avversario e una grande dose di attenzione per ogni minimo movimento dello stesso. Inoltre, facilmente il piano può essere smascherato perché sarà evidente che il tuo atteggiamento è strumentale. Si richiede dunque notevole discrezione.

Piano D, “COSTI QUEL CHE COSTI”: consiste nell’utilizzare il cavillo per mettere discussione l’iter o il risultato elettorale, laddove le procedure di voto siano proseguite nonostante le tue interferenze.

Pro: se tutto va secondo il piano, ci sarà qualcuno a darti ragione e il risultato raggiunto dal temibile avversario verrà annullato e con esso l’espressione democratica di voto degli elettori. Tu avrai così raggiunto il tuo obiettivo di invalidare la vittoria del temibile avversario.

Contro: il piano D potrebbe avere un costo, dal momento che probabilmente dovrai ricorrere ad un legale per far trionfare il cavillo. Inoltre, laddove gli elettori avessero una qualche consapevolezza democratica, essi condannerebbero senza pietà i tuoi piani e ti punirebbero nelle elezioni future. Ti ricordo che, infatti, il fine ultimo è quello di andare tu al potere al posto del temibile avversario, per quanto già invalidare il trionfo del temibile avversario possa essere per te motivo di grande godimento.

NOTA BENE: dal momento che viviamo in democrazia, l’unico modo per raggiungere il potere è quello di prendere più voti degli altri. Il ricorso ai piani finora elencati, una volta noto agli elettori, potrebbe pregiudicare la possibilità che ciò avvenga, dal momento che gli abitanti di un paese democratico non gradiscono, spesso, le macchinazioni sottobanco. Si raccomanda dunque di tenere il ricorso a tali piani nella più attenta segretezza. Al limite, laddove gli elettori dovessero prendere coscienza del fatto, si consiglia vivamente di negare, negare, negare.

E RICORDA: se vuoi vincere, NON C’E’ DEMOCRAZIA CHE TENGA!

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Le ragioni di Chirizzi hanno infine avuto la meglio. Ieri, nel primo pomeriggio, il Tribunale di Paola ha rigettato le istanze del comune di San Lucido che s’era opposto al pagamento di alcuni decreti ingiuntivi promossi dall’avvocato, confermando con la sua decisione la sussistenza di tali decreti e condannando l’Ente anche al pagamento delle spese processuali. Ma facciamo un passo indietro.

I crediti vantati da Chirizzi si riferiscono ad un numero piuttosto consistente di cause intentate anni addietro da altrettanti cittadini di San Lucido nel tentativo di non pagare la tassa comunale per il servizio idrico, essendo – incredibile ma vero – la loro zona di residenza sprovvista d’acqua potabile. Il municipio tuttavia ritiene che la tassa sia dovuta, così decide di resistere in giudizio, facendosi rappresentare e difendere proprio da Chirizzi, il quale riesce infine a uscire vittorioso dalle aule di tribunale. Il legale dunque redige le parcelle professionali, in base alla convenzione stipulata col comune, e le trasmette all’Ente.

Le somme alle quali Chirizzi ritiene di aver diritto non vengono tuttavia riconosciute tra i debiti da sanare, né prima dall’ufficio del commissario prefettizio Carlo Ponte, né poi dal consiglio comunale. Il sindaco Antonio Staffa, in particolare, nel valutare i debiti fuori bilancio come riconoscibili e non, durante l’assise ad hoc riunitasi il 16 ottobre, si richiama proprio alla posizione assunta in precedenza dal commissario «in base al requisito della certezza».

Chirizzi dunque ricorre al Tribunale di Paola per l’emissione dei decreti ingiuntivi; il tribunale gli dà ragione, ma il comune decise di opporsi, facendosi difendere dall’avvocato Vincenzo Ferrari. Ieri pomeriggio, dunque, l’epilogo. «Sono pienamente soddisfatto perché è stata riconosciuta in toto la legittimità dei miei crediti», ha commentato a caldo Chirizzi, che nella controversia è stato difeso e rappresentato dall’avvocato Edoardo Giardino.

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Mattinata decisamente movimentata quella di oggi per alunni e insegnanti di una scuola di San Lucido. È la prima ora di lezione alla scuola primaria Vittorino da Feltri, nel centro del paese. I genitori accompagnano i bambini, i bambini entrano nelle aule, gli insegnanti li invitano ad aprire libri e quaderni. Tutto come al solito. Poi, la paura. In corrispondenza dell’ingresso dell’edificio e negli spazi esterni si avverte un forte odore di gas.

I docenti e i genitori ancora nei paraggi si allarmano. Subito vengono allertati i vigili del fuoco, il responsabile della società del gas, il dirigente scolastico, la vicaria, l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano. Tutti si precipitano presso la scuola. L’edificio viene immediatamente evacuato applicando il piano apposito. I bimbi tornano a casa, alcuni insieme coi loro genitori raggiunti telefonicamente, altri accompagnati dagli insegnanti stessi.

Infine, fortunatamente, l’allarme si è rivelato ingiustificato e la mattinata si è conclusa nel segno della rassicurazione generale. Effettuati tutti i controlli, infatti, non è stato riscontrato alcun problema strutturale. Domani quindi si terranno lezioni regolari.

I goal, le esultanze, le vittorie. La sua squadra in cima alla classifica di prima categoria. Gianluca De Rose, presidente del San Lucido Calcio, pensa a tutto questo guardando all’incontro di domenica contro la Garibaldino a Soveria Mannelli. Affrontarla perciò non fa paura. «Tutte le gare di ritorno sono difficili e vanno affrontate con serietà», sostiene. de-rose.jpg«Una bellissima avventura», aggiunge ripensando ai tre anni trascorsi alla guida della Società. «Economicamente però avverto un cedimento», ammette poi.

Poche parole che significano una cosa soltanto: che urge un aiuto finanziario, il quale dovrebbe giungere dalle casse comunali e magari da altri imprenditori locali. De Rose fa presente che la Società e la scuola calcio ad essa collegata si reggono sui suoi sforzi economici, che si concretizzano in un investimento di «10mila euro circa al mese» col quale pagare «regolarmente» gli stipendi alla squadra e mantenere attiva «una scuola che forma circa cento ragazzi dai cinque ai diciassette anni. Aiutiamo tanti di loro a stare lontano dalla strada, insegniamo loro il valore dello sport e della sana competizione. Una realtà importante per il territorio che non si può abbandonare a se stessa. Sono in ottimi rapporti con l’amministrazione comunale, ma ho bisogno che ora mi supporti».

Al governo cittadino si chiede un sostegno finanziario e nello stesso tempo di «sollecitare imprenditori locali a dare una mano a questa Società, magari dando una svolta al calcio sanlucidano», propone De Rose. «Sento la necessità di coinvolgere le istituzioni. La San Lucido Calcio è frutto di impegno e sacrifici che non possono essere vanificati», afferma il presidente, che nel frattempo promette di «resistere» fino a conclusione di stagione: «Stiamo andando molto bene e manterrò gli impegni con i giocatori, ma dopo il campionato – avverte – non so quello che accadrà». «Non si tratta di recriminazioni – precisa infine De Rose – ma di un invito alla collaborazione».

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