Quanto pacifico è stato il dibattito tra le parti per quanto riguarda le case popolari, tanto acceso lo scambio di vedute – lo si chiami così – sul punto successivo, riguardante il «clima ambientale di intimidazione e di calunnie coperte da anonimato in atto nel comune di San Lucido», come definito nell’ordine del giorno.
LE CASE POPOLARI. La buona notizia è che le case popolari potrebbero essere presto consegnate agli aventi diritto, dal momento che il comune ha già redatto una graduatoria provvisoria. La cattiva notizia è che bisognerà attendere che l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale pubblica (Aterp) stili quella definitiva, che proceda all’assegnazione degli appartamenti e infine che li ristrutturi, essendo abbandonati a se stessi da decenni.
Secondo quanto riferito al consiglio dal sindaco Antonio Staffa, l’argomento case popolari ha fatto discutere le televisioni locali, la cui attenzione sul caso è stata richiamata da una cittadina che da troppo tempo attende la consegna di un alloggio. «San Lucido è andata a finire su Ten e su RaiTre – fa sapere Staffa all’assise – grazie all’intervento di una cittadina sanlucidana che aspettava da tempo questi alloggi. Ci sembrava giusto perciò comunicare al consiglio l’iter del procedimento». Approvato il 29 settembre dello scorso anno lo schema di convenzione con l’Aterp, si attende ora che l’Agenzia lo sottoscriva e che compia una serie di passaggi, fino alla graduatoria definitiva e alla consegna e ristrutturazione degli alloggi. «Probabilmente verrà presto fatto, in quanto l’intervento della televisione ha permesso che si ripulisse il piazzale. Dunque l’intervento di questa cittadina è stato positivo», sostiene Staffa, che evidenzia inoltre: «Dopo dodici giorni che l’Aterp ci sollecitava, abbiamo approvato lo schema di convenzione. E’ il caso di ricordare che l’Aterp aveva fatto comunicazione nel ‘99, 2001, 2002, 2003, 2007».
«Quando si fa una cosa è sempre poco per questo paese – afferma Mario Amendola dai banchi dell’opposizione. Ci fa immensamente piacere che l’amministrazione si stia prodigando per l’assegnazione delle case». Il capogruppo di Progetto democratico inoltre chiede in quali condizioni si trovano gli alloggi; Staffa risponde che «all’interno non sembra ci siano danni. Possiamo immaginare che sia tutto come alla consegna».
DANNEGGIAMENTI E VOLANTINI. Tutt’altro clima in Assise durante la discussione del quinto punto, riguardante i danni alle proprietà di alcuni consiglieri e i volantini anonimi diffusi tra la cittadinanza. Fatti questi che «denigrano purtroppo coloro che hanno cercato prima di noi di dare un’identità pulita al nostro paese», dichiara il presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco, introducendo il dibattito sull’argomento. «Spero con tutto il cuore – si augura quindi – che i colpevoli possano essere trovati. La nostra società è sana e deve distinguersi come tale. Questo è il mio auspicio per il futuro».
Dopo di lui, il consigliere di maggioranza Albino Sessa, bersaglio di un volantino, nel leggere un documento che verrà poi allegato al verbale della seduta, parla di «attacchi vili alle persone», «non per condannare eventuali brogli o scorrettezze politiche, ma tesi a discreditare l’onore, l’orgoglio, l’operato e l’operosità di chi lavora e di chi si presta a titolo gratuito per migliorare San Lucido». Sessa nota che «un simile attentato è potuto scaturire solo da qualcuno che è vicino. Sono state citate parole dette da me e solo chi era a conoscenza le poteva sapere». «Finora – si difende il consigliere – ho cercato di apportare il mio modesto ed onesto contributo. Se qualcuno crede il contrario, si faccia avanti e non vigliaccamente sparli di notte e alle spalle. Invito tutto il consiglio comunale, maggioranza e minoranza, all’impegno comune per giungere all’obiettivo dello sviluppo di San Lucido, emarginando chi butta fango sull’operato di quest’amministrazione».
Ma, nel suo intervento, Sessa parla anche di «clima di intimidazione, con un profondo imbarbarimento della vita politica. Anche in qualche consiglio comunale si è tenuto un atteggiamento scurrile, secondo me non corretto e coerente con quello che dovrebbe essere lo status di consigliere, nei confronti del direttore generale».
E proprio su queste parole si scatena il putiferio. Amendola chiede «quali sono stati gli atteggiamenti scurrili nei confronti del segretario», osserva che «se uno ha atteggiamenti scurrili non è degno di stare in consiglio comunale», non ricorda di averne mai visti in assise e, rivolgendosi con toni alquanto accesi a Sessa, criticandone le affermazioni, afferma: «Ti prego di mandarmi la cassetta dove sono espressioni scurrili e mi dimetto subito, se no dovrai farlo tu».
L’intero periodo incriminato viene infine cancellato dal documento su proposta di Staffa, «in modo tale da uscire in maniera unanime sulla condanna del clima dell’ultimo periodo. Altrimenti si svuota di significato il punto. Non ha senso condannare determinati atteggiamenti e poi entrare in polemica. E’ importante che il consiglio comunale che rappresenta tutta la cittadinanza condanni questo clima. Per prevenire questi atteggiamenti, chi li compie deve sapere che tutti quanti siamo contrari».
(continua…)



«Una bellissima avventura», aggiunge ripensando ai tre anni trascorsi alla guida della Società. «Economicamente però avverto un cedimento», ammette poi.