San Lucido – Nuovo orario d’apertura al comune sanlucidano

Municipio di San Lucido. Il viale una volta (più) alberato e poi le scale che portano dritte fino al grande portone dell’edificio. Sull’uscio, la sorpresa: imposte chiuse, municipio inaccessibile. Un cartello avvisa che «gli uffici comunali sono aperti da lunedì a venerdì dalle ore 8,00 alle ore 11,30, martedì e giovedì dalle ore 16,00 alle ore 18,30». Guardiamo l’orologio e scopriamo ch’è già mezzogiorno e dunque che siamo in ritardo. Che da oggi in poi, quando sono le 12, saremo sempre in ritardo. Di ben mezz’ora. Dunque deponiamo mestamente ogni speranza di entrare in comune, proponendoci di tornare domani. Naturalmente prima.

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Tuttavia leggere il resto dell’avviso riaccende una speranza: «Oltre tale orario – si legge – possono accedere agli uffici comunali solo le persone autorizzate utilizzando il portone di ingresso secondario». Proviamo ad acquisire lo status di persona autorizzata e raggiungiamo l’ingresso secondario. Un grande portone vetrato, persino più bello ed artistico di quello principale. Ma soprattutto, per noi ritardatari, l’unico modo per accedere agli uffici municipali. Dietro i vetri del portone c’è il centralino. Gli impiegati hanno il preciso compito di filtrare le visite. Quelle fuori orario sono possibili solo una volta verificata la disponibilità degli uffici a ricevere il pubblico in via straordinaria. Una volta ottenuto il lasciapassare, si diventa «persone autorizzate».

Trafila bizzarra? Assolutamente no per il sindaco Antonio Staffa, dal momento che si tratta semplicemente di fissare un orario di ricevimento dell’utenza, come avviene per tutti gli uffici pubblici. «È una disposizione che serve per migliorare il servizio agli utenti e il lavoro dei dipendenti e a fare in modo che il comune non diventi un mercato», sostiene il primo cittadino, che precisa inoltre: «Il comune rimane comunque aperto a tutti. Con questo sistema vengono semplicemente disciplinate entrate e uscite. Tutti gli autorizzati possono accedere passando dal centralino». Intanto c’è chi obietta che il nuovo sistema, chiudendo gli accessi, non consentirebbe di attuare il piano di sicurezza in caso di emergenza. Ma Staffa ribatte deciso che «se le porte sono chiuse, si aprono» e «se il comune non è sicuro, lo chiudiamo».

  1. Carlino’s avatar

    Caro Sig. Sindaco
    un metro sopra il cartello messo sul lato interno del portone d’ingresso, poprio questa mattina, mentre lei è in viaggio di nozze, ho notato che ce n’è un altro, con la seguente scritta: “USCITA DI SICUREZZA”.
    Se lei alle 11,30 lo chude, in caso di incendio o qualcos’altro, quei poveracci che in Comune ci lavorano, come fanno a “SCAPPARE”? SI BUTTANO DAI BALCONI?
    Allora Sindaco, sia COERENTE con quanto detto nell’articolo e siccome il “Comune non è sicuro” LO CHIUDA. PER QUEL CHE SERVE, ORMAI, NON SARA UN GROSSO DANNO.
    Carlino

  2. sanlucidomonaour’s avatar

    Il buon senso contadino non prevede che la porta della stalla sia sempre aperta……..

    Comunque concordo con questa proposta di chiudere il comune: in caso di incendio, con la porta chiusa o aperta, i “poveracci” dipendenti non sanno muoversi né, per scappare, aprire una porta (almeno secondo Carlino che presumo li conosca bene).

    Sig. Sindaco, sarà bene fare il giro della stalla per un controllo…….

  3. Carlino’s avatar

    Caro Sanlucidomonaour
    “presumi” proprio male e non hai capito assolutamente niente di quello che intendevo dire.
    L’orario di apertura e chiusura degli Uffici è una cosa “OTTIMA”.
    Il problema è un altro. Mai sentito parlare di “SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO” e di “MORTI BIANCHE”?
    Proprio perchè c’è ancora tanta gente che la pensa come te, che sottovaluta il problema o che se ne frega altamente della vita degli altri pensando solo ed unicamente al proprio interesse personale (la SICUREZZA COSTA) ce ne sono purtroppo ogni giorno.
    Hai letto qualc’osa di quel ragazzino che, solo qualche settimana fà, è morto seduto sul banco di scuola, che non era nemmeno il suo ma di un compagno che, quelgiorno, per sua sfortuna, aveva fatto “filone”? Ti rendi conto che la cosa è seria e che non si può giocare sulla pelle degli altri: se vai sul motorino e vuoi andare senza casco, è una tua scelta e va rispettata. Ma tu non puoi cetamente imporre ad un tuo amico di non metterlo neanche lui, deve essere lui a scegliere se metterlo oppure no.
    Per quanto riguarda,poi, i lavoratori del Comune, io non ho assolutamente detto che siano talmente cretini da non essere in grado di aprire una porta: vorrei solo farti capire che in situazioni particoari, quando magari sei in preda “AL PANICO” anche una cosa semplicissima, come aprire una porta, può diventare molto, ma molto difficile.
    Come vedi, il mio intervento, da te tanto criticato, voleva solo essere un consiglio, non una critica all’orario.
    Se mi hai capito bene, se non mi hai capito fa lo stesso.
    Tu dici che “Il buon senso contadino non prevede che la porta della stalla sia sempre aperta”. Io, purtroppo, di stalle non me ne intendo. Ti dispiacerebbe spiegarmi meglio cosa volevi dire?
    Grazie
    Carlino

  4. sanlucidomonamour’s avatar

    Buongiorno Carlino,
    prima di tutto un grazie per il commento al mio post, è comunque una risposta e un invito al colloquio che accetto volentieri; poi eccoti le mie risposte, che sono in ordine inverso alle tue osservazioni.

    Il buon senso del contadino, che si identifica con la diligenza del capofamiglia, consiste nel regolamentare la vita della stalla, dove si alloggiano al coperto , si nutrono e si curano gli animali che vengono utilizzati, che lavorano per la vita dell’azienda agricola; in questa diligenza rientra anche l’opportunità di far vivere al sole e all’aperto gli animali e nel contempo la sicurezza che non escano dalla proprietà .

    Ho usato questo paragone per commentare, data la novità del la regolamentazione dell’orario di accesso al Comune, l’invito al Sindaco :”LO CHIUDA. PER QUEL CHE SERVE, ORMAI, NON SARA UN GROSSO DANNO”.

    Mi astengo dal giudizio politico (non di parte), e mi soffermo sugli aspetti “tecnici”:
    - ho patito sulla mia pelle l’applicazione della legge 626 sulla sicurezza sin dalla sua prima stesura
    - anche nel Comune deve essere nominato un responsabile della sicurezza
    - deve esistere un piano antincendio
    - deve essere costantemente monitorata ogni situazione al di fuori della norma
    - devono essere applicate le manutenzioni
    - tutti devono essere informati e se del caso addestrati.

    Un punto mi sembra fondamentale: all’ingresso del Comune non vi è – come di solito – un usciere, uno sportello per le informazioni, un quadro esplicativo dell’ubicazione degli uffici.
    Questo è quello che manca, perché gli utenti sappiano dove andranno, dove sono, come si fa per uscire in caso di emergenza e qualcuno provveda di conseguenza fuori dell’orario di aapertura degli uffici ad aprire il portone d’ingresso.

    Certo, con riferimento anche alla spiritosa vignetta di MFC, un edificio moderno, un palazzo di vetro, sarebbe dotato di un ingresso con apertura verso l’esterno e maniglia …….. ma questo costerebbe molto; speriamo che i soldi per la nuova sede del Comune arrivino, che la si costruisca, ma nel frattempo applichiamo il proverbio “di necessità virtù”.

    Ciao Carlino e, visto l’approssimarsi del fine anno, tanti auguri di ogni serenità.

    P.S. – noto un certo scetticismo sulla stessa esistenza del Comune, non tanto del Sindaco, ho capito male?

  5. Carlino’s avatar

    Cao sanlucidomonamour
    sono veramente felice per il Tuo nuovo intervento, dal quale si evince chiaramente che anche Tu, contrariamente a quanto avevo pensato dopo la lettura del primo intervento, sei pienamente daccordo con me che la sicurezza sul luogo di lavoro è più importante dell’orario di apertura al pubblico degli Uffici, che è una cosa che si poteva fare benissimo anche senza chiudere l’unico portone d’ingresso, cosa molto pericolosa, mettendo nell’androne dell’ingresso un semplice “USCIERE”, come hann fatto quasi tutti gli altri Comuni del circondario.
    Tu dici che hai patito sulla Tua pelle l’applicazione giusta della legge 626: mi dispiace; non sarà certo stata una bella esaperienza, ma è servita certamente a farti maturare e crescere ed a farti capire l’importanza dell’argomento.
    Grazie per gli auguri, che ricambio sinceramente: che il 2009 possa portare a Te ed ai Tuoi cari tutto quello che desiderate.
    E’ stato veramene un piacere dialogare con Te e mi piacerebbe farlo di persona, anche se so che la cosa è un pò difficile da orgasnizzare.
    Con simpatia ed affetto
    Carlino