December 2008

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«L’organismo ha finalità positive; sarebbe normale, perciò, che la sua costituzione non fosse oggetto di polemiche strumentali. Sarebbe ora che nel nostro paese si cominciasse a pensare alla sostanza piuttosto che fermarsi alla forma». Così Antonella Gioia replica alle osservazioni che i consiglieri di minoranza Roberto Pizzuti e antonella gioiaLoredana Pastore hanno affidato all’interrogazione del 26 novembre scorso riguardante la costituzione del Comitato per le pari opportunità.

L’assessore alle politiche sociali risponde ai consiglieri del gruppo Direzione San Lucido con una nota del 5 dicembre, inviata per conoscenza anche agli altri rappresentanti dell’opposizione. «Al fine di dare una risposta chiara ed esauriente – si legge nel documento – si precisa che obiettivo di questa Amministrazione è la predisposizione di un Piano di azioni positive, ai sensi della legge 125 del 1991, così come modificata ed integrata dal decreto legislativo 196 del 2000».

Le norme citate sanciscono l’obbligatorietà del Piano di azioni positive e del Comitato di pari opportunità, la cui costituzione è necessaria per ottenere i finanziamenti di cui possono beneficiare le pubbliche amministrazioni. Lo sottolinea la consigliera provinciale di pari opportunità Rosellina Madeo in una lettera inviata al sindaco il primo ottobre scorso: «Le pubbliche amministrazioni che sono ancora sprovviste al loro interno del Comitato di pari opportunità e del Piano triennale di azioni positive non potranno richiedere finanziamenti a valere sulla legge 125/91 stante proprio l’obbligatorietà sancita dalla stessa legge, così come modificata dal D. lgs. 196/2000». Madeo aggiunge inoltre che «l’iter per la costituzione dei Comitati e per la predisposizione dei Piani, che già più volte questo ufficio vi ha invitato a seguire, non è complicato».

Pizzuti e Pastore nella loro interrogazione avevano sostenuto, al contrario, che lo stesso decreto «prevede solo a livello nazionale, regionale e provinciale, e non a livello comunale, la costituzione dei Comitati di Pari opportunità». Tuttavia Madeo aveva fornito, il 18 luglio 2007, istruzioni precise al comune affinché costituisse il Comitato e predisponesse il Piano.

«Questa amministrazione sta seguendo il percorso per arrivare alla predisposizione del Piano», scrive l’assessore Gioia agli esponenti d’opposizione, delineando quindi le tappe così come definite dalla consigliera Madeo. Il Pap «ha lo scopo di rimuovere gli ostacoli che di fatto si frappongono alla parità di trattamento tra uomo e donna nell’ambito lavorativo» e resta in vigore tre anni; il Comitato rimane invece in carica quattro anni.

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Una buona notizia per lsu e lpu di San Lucido: lo scorso 4 dicembre, con una delibera, la giunta Staffa ha stanziato circa 21mila euro da utilizzare per anticipare lo stipendio che la Regione Calabria non invierà sui conti correnti dei lavoratori prima di gennaio. La cifra, maggiore rispetto a quella che il municipio aveva promesso, corrisponde ad una mensilità dei lavoratori di pubblica utilità e alla somma integrativa dei socialmente utili. I mandati per il pagamento sono stati già inviati alla banca per gli adempimenti del caso.

«Abbiamo fatto il massimo», dichiara il vicesindaco Francesco Sgroi, il quale aveva assunto dinanzi ai lavoratori e al sindacalista della Cisl Lucio Cataldi l’impegno preciso di risolvere la vertenza nel migliore dei modi possibili: «L’anticipazione ci sarà – aveva assicurato il 28 novembre, a margine del primo summit tra le parti. La volontà politica c’è». Rimaneva imprecisata tuttavia l’entità della somma da anticipare: «Dipende dalla disponibilità economica», aveva fatto sapere il vicesindaco. Nei giorni successivi si era dunque giunti a determinare la cifra di 15mila euro, che il 2 dicembre il sindaco Antonio Staffa e gli assessori avevano comunicato ai lavoratori e alla Cgil, rappresentata dal segretario provinciale Franco Voce. Tuttavia, la somma non era ancora materialmente disponibile. «Speriamo nelle entrate dei prossimi giorni», avevano detto gli assessori Salerno e Filippo. Dunque, lo scorso giovedì, la delibera salva-precari.

Ma presto potrebbe arrivarne un’altra, quella di adesione al bando regionale per la stabilizzazione. Il comune, secondo quanto riferito da Voce in seguito all’incontro di giorno 2, avrebbe intenzione di accedervi per 12 lavoratori.

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Margherita è una montagna russa. Una montagna russa a grandezza naturale. Con lei si scende e si sale, e sarebbe divertente se non fosse che in realtà Margherita non è una giostra, ma il nome di una località (collinare) di San Lucido. E se attraversarla produce lo stesso, vertiginoso effetto, scivolando in automobile su e giù lungo balze d’asfalto, in realtà c’è davvero poco da divertirsi: la zona è un’immensa montagna russa a causa del forte rischio frana, dovuto ad un ampio e preoccupante dissesto idrogeologico che abbassa il livello delle strade e incrina gli edifici.

Le cose però potrebbero presto cambiare. Grazie ad un intervento programmato dalla Regione Calabria per la mitigazione del rischio, finanziato tramite fondi Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per 300mila euro, di cui si dà notizia tramite il Bollettino ufficiale del 13 novembre.

Sulla scorta delle osservazioni effettuate nel corso di un sopralluogo, sono state definite le principali azioni da intraprendere. Si va dalla raccolta delle acque sorgive alla verifica periodica dell’integrità e dell’efficienza delle reti idriche e fognarie, fino alla revisione e al ripristino del sistema di raccolta e convogliamento delle acque lungo la strada provinciale San Lucido-Falconara. Previsti inoltre uno studio geologico, geotecnico ed idrogeologico e il monitoraggio degli spostamenti in superficie e in profondità e delle condizioni strutturali e statiche degli edifici e delle opere di contenimento.

Per Pietro Covelli, segretario locale del Pdci, il merito di tutto questo va «in gran parte» all’assessore regionale del suo stesso partito, Michelangelo Tripodi. «Mi corre l’obbligo di ringraziarlo ancora una volta, anche per il fatto che è riuscito a ripristinare i fondi su altro capitolo di spesa, dopo il clamoroso taglio effettuato dal governo Berlusconi per togliere l’Ici a persone che, probabilmente, potevano pagarla con tranquillità. Si realizza, finalmente e in modo definitivo, l’iter procedurale per l’intervento, dando piena ragione alle mie osservazioni sui reali pericoli della zona Margherita. Ora la palla passa ai nostri amministratori che dovranno provvedere agli adempimenti previsti».

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Quindicimila euro è la somma che il comune di San Lucido si è impegnato ad anticipare a favore dei ventinove lavoratori di pubblica utilità impiegati presso di esso, senza stipendio dal mese di settembre. Esplorate le proprie possibilità economiche, l’Ente è giunto a determinare l’entità della cifra corrispondente ad una sola mensilità. Si tratta di un modo per rimediare, seppure parzialmente e certamente non in modo risolutivo, al ritardo accumulato dalla Regione Calabria nell’erogazione dei salari; un ritardo che si protrarrà con ogni probabilità fino al prossimo gennaio.

Il municipio, nel summit del 2 dicembre, ha dunque assunto un impegno preciso dinanzi alla Cgil rappresentata da Franco Voce e a numerosi lavoratori. Ma l’Ente, vista la sua difficile condizione finanziaria, è realmente in grado di venire incontro alle esigenze dei lavoratori?

«Tutto è nelle mani del Signore», chiosa il dirigente del settore amministrativo Carmine Leonardis in conclusione dell’incontro. O forse, molto più semplicemente, tutto dipende dal bilancio. Considerato che lo stanziamento di un milione di euro annualmente erogato dalla Regione a favore del comune tarda ad arrivare, il municipio è costretto ad anticipare innanzitutto questa somma per retribuire i dipendenti. Ne deriva perciò una scarsa disponibilità economica, tale che le speranze degli lpu sono ora legate alle entrate dei prossimi giorni. A fondi che ad oggi, materialmente, non esistono nelle casse comunali.

«Speriamo nelle entrate dei prossimi giorni», ci dicono gli assessori Renato Filippo e Franco Salerno. «Da parte nostra – promettono – tenteremo il tutto per tutto, fino all’ultimo giorno utile, affinché l’anticipazione possa concretizzarsi».

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Municipio di San Lucido. Il viale una volta (più) alberato e poi le scale che portano dritte fino al grande portone dell’edificio. Sull’uscio, la sorpresa: imposte chiuse, municipio inaccessibile. Un cartello avvisa che «gli uffici comunali sono aperti da lunedì a venerdì dalle ore 8,00 alle ore 11,30, martedì e giovedì dalle ore 16,00 alle ore 18,30». Guardiamo l’orologio e scopriamo ch’è già mezzogiorno e dunque che siamo in ritardo. Che da oggi in poi, quando sono le 12, saremo sempre in ritardo. Di ben mezz’ora. Dunque deponiamo mestamente ogni speranza di entrare in comune, proponendoci di tornare domani. Naturalmente prima.

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Tuttavia leggere il resto dell’avviso riaccende una speranza: «Oltre tale orario – si legge – possono accedere agli uffici comunali solo le persone autorizzate utilizzando il portone di ingresso secondario». Proviamo ad acquisire lo status di persona autorizzata e raggiungiamo l’ingresso secondario. Un grande portone vetrato, persino più bello ed artistico di quello principale. Ma soprattutto, per noi ritardatari, l’unico modo per accedere agli uffici municipali. Dietro i vetri del portone c’è il centralino. Gli impiegati hanno il preciso compito di filtrare le visite. Quelle fuori orario sono possibili solo una volta verificata la disponibilità degli uffici a ricevere il pubblico in via straordinaria. Una volta ottenuto il lasciapassare, si diventa «persone autorizzate».

Trafila bizzarra? Assolutamente no per il sindaco Antonio Staffa, dal momento che si tratta semplicemente di fissare un orario di ricevimento dell’utenza, come avviene per tutti gli uffici pubblici. «È una disposizione che serve per migliorare il servizio agli utenti e il lavoro dei dipendenti e a fare in modo che il comune non diventi un mercato», sostiene il primo cittadino, che precisa inoltre: «Il comune rimane comunque aperto a tutti. Con questo sistema vengono semplicemente disciplinate entrate e uscite. Tutti gli autorizzati possono accedere passando dal centralino». Intanto c’è chi obietta che il nuovo sistema, chiudendo gli accessi, non consentirebbe di attuare il piano di sicurezza in caso di emergenza. Ma Staffa ribatte deciso che «se le porte sono chiuse, si aprono» e «se il comune non è sicuro, lo chiudiamo».

S’è aperta pure a Fiumefreddo Bruzio la campagna di tesseramento propedeutica alla nascita del circolo locale del Partito democratico. Il comitato cittadino per le adesioni comunica con una nota che anche nell’antico borgo del cosentino s’è dato avvio alla delicata fase della raccolta delle adesioni, in seguito alla quale si celebrerà il congresso che dovrà eleggere gli organismi locali, dalla figura del segretario ai membri del direttivo. Il comitato invita dunque tutti i fiumefreddesi che intendono sostenere il partito di Walter Veltroni a recarsi ogni sera, dalle ore 19.30 alle ore 21.00, presso la sede scelta per il tesseramento, il “Laboratorio politico”, situato nel centro storico. Qui, fino al prossimo 7 dicembre, ci saranno ad attenderli i membri del Comitato, che a turno provvederanno alle iscrizioni.

Due le modalità di adesione: come tesserato (tecnicamente, elettore passivo) o come simpatizzante (elettore attivo). L’una permette di partecipare più attivamente alla vita di partito perché offre al cittadino tesserato la possibilità di proporre la propria candidatura per le cariche e di far parte del direttivo. L’iscrizione in quanto simpatizzante, invece, consente al cittadino di essere semplicemente riconosciuto come elettore del partito nell’ambito congressuale, una prerogativa che ovviamente appartiene di diritto al cittadino tesserato. Entrambi sono chiamati ad esprimere il proprio voto durante il congresso, che dovrà essere celebrato una volta chiusa la fase della raccolta delle adesioni.

La tessera di partito ha un costo di 15,00 euro per gli adulti e di 5,00 per studenti, pensionati e disoccupati. Sempre di 5,00 euro è il costo dell’iscrizione al partito come simpatizzante.

«La scelta è caduta concordemente sul tuo nome, per cui ti nomino Commissario della Sezione Popolari Udeur di San Lucido». Con queste parole il segretario provinciale del partito, Pasqualino Perfetti, incorona Gianni Nervino. L’investitura gli è stata comunicata ieri con una nota, inviata anche a Clemente Mastella e ai commissari regionali Giulio Serra e Lucio Sbano.

«Caro Gianni – vi si legge – d’accordo con il Segretario nazionale e con i Commissari regionali siamo venuti nella determinazione di nominare un Commissario nervino.jpgdi Sezione nella città di San Lucido. Siamo infatti in una fase importante della riorganizzazione del partito ed intendiamo essere politicamente presenti in una città come la tua, che vanta una solida tradizione politica e culturale». Dunque la nomina: «La scelta è caduta concordemente sul tuo nome – fa sapere Perfetti a Nervino – per cui ti nomino Commissario della Sezione Popolari Udeur di San Lucido. Siamo certi che espleterai al meglio questo gravoso e delicato compito, anche in preparazione degli appuntamenti elettorali della prossima primavera».

I Popolari si riorganizzano quindi in vista del voto, un appuntamento al quale il Campanile intende arrivare preparato. Del resto, solo pochi giorni fa aveva annunciato Mastella durante un’intervista con Mario Adinolfi su Redtv: «Dovunque potremo ci presenteremo, l’Udeur ci sarà, per un’area di centro con il cuore saldamente radicato nel Mezzogiorno, ma con un senso unitario ben consapevole. Se la legge dovesse rimanere questa, saremmo presenti anche in Europa».

«Insieme ai Commissari regionali, resto a disposizione tua e degli amici di Partito», conclude Perfetti. Un «fraterno abbraccio» per finire, con tanti «auguri di buon lavoro».