November 2008

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Senza stipendio dal mese di settembre. È la situazione in cui versano i lavoratori di pubblica utilità del comune di San Lucido; con loro, i lavoratori socialmente utili, ai quali non è stata corrisposta la somma integrativa. Per questo motivo, due giorni fa s’è tenuta una riunione tra lsu, lpu e Lucio Cataldi del Cpo-Uil Cosenza, il quale ha illustrato loro il bando pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Calabria il 10 ottobre, in scadenza il 31 dicembre, secondo il quale per ogni assunzione promossa dal comune (che non sia soggetto a patto di stabilità) la Regione s’impegna ad erogare un contributo di 40mila euro in cinque anni, con l’obbligo per l’Ente, trascorso tale periodo, di inserire definitivamente i lavoratori in pianta organica. «Invito il comune a verificare se sussistono le condizioni per poterlo fare, e se sì a procedere. Questi lavoratori sono impegnati dal 1995 e operanti in tutti i settori, tuttavia precari. Penso sia venuto il momento di dar loro certezze e risposte, altrimenti si rischia di mantenerli per sempre tali», sostiene Cataldi.

Il sindacalista spiega che «la Regione ratificherà l’assestamento di bilancio il primo dicembre» e solo successivamente «procederà ai pagamenti»: tempi questi che probabilmente «non consentiranno a questi lavoratori di essere pagati entro Natale, con le conseguenze del caso». Queste istanze ieri mattina Cataldi ha portato all’attenzione del vicesindaco Francesco Sgroi, chiedendo che il comune anticipi «almeno una mensilità».

Sgroi si è detto possibilista. Ma con riserva. «L’anticipazione ci sarà, entro la prossima settimana», ha assicurato, aggiungendo però che «l’entità dipende dalla disponibilità economica. La volontà politica comunque c’è – ha sottolineato il vicesindaco – perché riconosciamo il lavoro di queste persone. Hanno diritto di passare un Natale sereno». Dunque dalla diagnosi sulla situazione finanziaria il verdetto atteso.

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Niente di strano sotto il sole. Parola del caposquadra delle foreste demaniali D’Andrea, di ritorno dal sopralluogo d’ieri mattina presso la villa comunale di San Lucido, effettuato dopo le proteste seguite agli interventi realizzati nei giorni scorsi su alcuni alberi. Il lavoro di potatura e abbattimento ha seguito, garantisce D’Andrea, i crismi della legalità: «Nessuna situazione d’illecito, senza ombra di dubbio», garantisce il caposquadra, che conferma inoltre di aver verificato personalmente la condizione delle piante «un mese fa» e che gli interventi, così come già riferito dagli addetti, sono stati realizzati sostanzialmente per motivi di sicurezza pubblica. Anzi aggiunge che alberi di grandi dimensioni, in un ambiente come quello della villa e dintorni, vista anche la vicinanza con la scuola, «non ce ne dovrebbero essere; là ci vogliono piante piccole», sostiene.

Considerato il pericolo potenziale, «parecchi cittadini si sono complimentati per la rimozione – continua D’Andrea. Penso che alla fine prevalga il buon senso», aggiunge. Inoltre il caposquadra sottolinea: «Abbiamo eliminato una sola pianta (quella ch’era situata in corrispondenza di uno degli accessi laterali alla villa, ndr), perché si trovava tra due muri, che le radici avevano già danneggiato, così come il pavimento; in più, sopra c’erano i fili (dell’elettricità, ndr). Quindi l’albero costituiva veramente un pericolo». Ci sono poi i casi di esemplari abbattuti perché malati, come quello poco distante dalle scale d’ingresso del municipio: «Era una pianta malata, bisognava toglierla, l’avevamo già stabilito – assicura. Non abbiamo nessun interesse – afferma infine – ad eliminare un albero che impiega cinquant’anni per crescere».

La casa cantoniera denominata Casello Cristiano potrebbe divenire presto di proprietà della Pro Loco di San Lucido. L’associazione turistica è infatti intenzionata ad acquisire al proprio patrimonio l’immobile, ubicato in località Deuda e ricadente nel territorio del comune di San Lucido, sottraendolo alla proprietà dell’Amministrazione provinciale di Cosenza. casello-cristiano.jpgI soci della Pro Loco, riunitisi in assemblea generale lo scorso 16 novembre presso la sala polifuzionale cittadina, hanno accolto la proposta del delegato Unpli (Unione nazionale Pro Loco d’Italia) Bonaventura Veltri, e deliberato di inserire nel bilancio di previsione associativo per il 2009 la spesa necessaria per l’acquisizione dell’immobile, ammontante a 13mila euro.

L’operazione s’inserisce in un più ampio progetto, illustrato nel corso della stessa assemblea, volto alla valorizzazione del Valico della Crocetta, presso il quale, tra l’altro, la Pro Loco celebra il 14 agosto di ogni anno la manifestazione “San Lucido Mare&Monti”. Si tratta dunque di un angolo del territorio montano particolarmente caro all’associazione, tuttavia non abbastanza valorizzato. Almeno fino ad oggi.

«La nostra azione è finalizzata a tentare di dare rilancio al nostro turismo progettando nuovi percorsi – si legge nella lettera con cui la Pro Loco informa del progetto il sindaco Antonio Staffa e l’assessore alle attività produttive Renato Filippo – sempre convinti che l’autonomia e la solidarietà istituzionale devono essere punti di riferimento di questo percorso». Laddove l’acquisizione dovesse andare a buon fine, essa potrebbe rappresentare un importante passo verso lo sviluppo di un nuovo turismo, di tipo montano. In una San Lucido che non è soltanto mare.

Da qualche giorno, la vista che si gode da dietro i vetri degli uffici del municipio non è più la stessa. La villa comunale, che ospita la sede dell’amministrazione cittadina, è sostanzialmente quella di sempre: un rettangolo di vegetazione nel cuore della cittadina nel cui perimetro serpeggiano sentieri e zampillano fontane. Qualcosa però, nel giro di tre giorni, è cambiato: alcuni alberi non esistono più, perché segati alla base; altri invece sono stati potati.

Oltrepassato, per esempio, uno degli ingressi laterali alla villa, il grande albero di prima, dai cui rami a Natale da anni pendevano luci, è un grande disco di legno tra mattonelle bianche. Alla stessa sorte sono andati incontro altri due esemplari. Gli alberi abbattuti, ci spiega un operaio dell’Afor, erano «marci dentro». Praticamente senza vita. Clinicamente morti. Perciò alla prima, violenta raffica di vento sarebbero potuti cadere rovinosamente sui passanti. Da qui la necessità di abbatterli, così da preservare l’incolumità cittadina. Numerosi altri alberi invece sono stati semplicemente potati, in alcuni casi per il medesimo motivo, in altri perché i loro rami sfioravano i fili tra i pali della corrente elettrica. Ma l’operazione ha suscitato proteste e polemiche in città. C’è chi ritiene che gli alberi abbattuti non dovessero essere toccati perché in buona salute.

Tuttavia, in base ad una conversazione telefonica con il consigliere Franco Salerno, il sindaco Antonio Staffa ha riferito che «direttamente dall’Afor è venuto il caposquadra della Forestale, D’Andrea» ad «individuare» gli alberi su cui intervenire, che il tutto è stato eseguito in base ad un «piano di lavoro» cui si starebbe lavorando già dal mese di settembre e che comunque l’intervento è stato realizzato da «operai specializzati dell’Afor», quindi da personale qualificato. Pur riponendo la stessa fiducia negli addetti, la presidente della stessa Afor, Franca Arlia, contattata telefonicamente, ha precisato che «non è competenza» dell’organismo fornire disposizioni in merito all’abbattimento di alberi (il discorso cambia invece per quanto riguarda la potatura) e che il caposquadra delle foreste demaniali D’Andrea «non ha confermato» le circostanze riferite. Quest’ultimo stamattina si recherà presso il municipio per ottenere chiarimenti in merito.


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Qui il reportage di Umby Nòah.

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La storia sanlucidana rivive a Vibo Valentia. Franco Petrungaro e Franco Fuoco hanno voluto ricordare la manifestazione artistica più significativa della storia di San Lucido: il Lucival, ideato ed organizzato da Dalmazio Chiappetta e Giovanni Ciorlia nel lontano 1954. Il Lucival ha animato la cittadina per molti anni, conferendole lustro nazionale.

Un filo diretto lega San Lucido a Vibo, ma soprattutto a Monterosso Calabro poiché ha dato i natali a Matteo Puzzello e Clemente Selvaggio, i due autori della canzone “Notte sanlucidana”, simbolo del Lucival perché vincitrice della seconda edizione ed assurta ad inno della cittadina, per il suo valore artistico ed affettivo. La scuola di musica del maestro Pino Puzzello ha accolto quindi una delegazione del comune di San Lucido, costituita dal sindaco Antonio Staffa, dal vicesindaco Francesco Sgroi, dagli assessori Antonella Gioia e Francesco Calvano, dal presidente della Pro Loco Vincenzo Barbagallo, da Bruno Bruno, autore di testi musicali, da Floriana Chiappetta, figlia di uno degli ideatori del Lucival, dagli stessi organizzatori dell’iniziativa Fuoco e Petrungaro, da Peppino Cassano, celebre interprete di Totò nelle varie edizioni, da Franco De Luca, da sempre cultore delle tradizioni cittadine.

Ad accoglierli i parenti di Puzzello e Selvaggio, una delegazione del comune di Vibo, il sindaco e la Pro Loco di Monterosso e di Vibo. Forte la commozione del ricordo e significative le parole espresse da tutti gli intervenuti e dal sindaco Antonio Staffa, che si è detto onorato di rivivere un pezzo di storia sanlucidana così significativo. Infine una proposta è arrivata da San Lucido: ridare vita al Lucival e al festival di Vibo. Perché la storia non abbia solo i colori della nostalgia, ma sappia rivivere nelle sue espressioni più belle.

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[si ringrazia la Pro Loco di San Lucido]

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Giuseppe Moramarco, presidente del consiglio comunale di San Lucido, replica oggi alle ultime affermazioni di Franco Nunziata. «Siamo veramente stanchi e nauseati dai gratuiti interventi al vetriolo da parte dei cosiddetti “Signori della politica”, i Tuttologi, la cui vantata esperienza dovrebbe consigliare loro critiche e suggerimenti propositivi e non sterili attacchi che non hanno ragione di esistere – osserva Moramarco. Se essere esperti di politica significa lo squallore dei contenuti articolistici che quotidianamente leggiamo, col mero intento di denigrare e delegittimare questa Amministrazione, allora consentitemi di essere contento di non avere questa esperienza. Mi sentirei defraudato della mia onestà intellettuale, morale e politica ed è questo che devo ai cittadini sanlucidani, ed è questo che l’intero gruppo di maggioranza dà ai suoi concittadini!».

Dunque, difendendo a spada tratta la compagine amministrativa, Moramarco risponde alle affermazioni che Franco Nunziata aveva affidato agli organi di stampa qualche giorno prima, relativamente agli eventi dell’ultima assise. «Ha ragione il presidente del consiglio comunale Moramarco quando definisce “famiglia allargata” la maggioranza del sindaco Staffa. L’amministrazione oltre ad apparire clientelare, sta diventando familiare. Se è vero come si dice in giro che l’esecutivo abbia assunto in appena sette mesi di gestione ben tre fratelli di due consiglieri di maggioranza. Nulla di illegale, tutto secondo le regole, soprattutto se si tratta di cassintegrati in mobilità», aveva detto Nunziata, osservando tuttavia che «non si era mai verificata una combinazione del genere nella storia di San Lucido».

Aveva aggiunto inoltre Nunziata: «Sarebbe interessante sentire cosa ne pensano i giovani. Quelli della Consulta giovanile, delle Pari opportunità o quelli anonimi del web, quelli che aspettano un posto di lavoro dato in maniera trasparente da questa amministrazione di giovani già vecchi. E cosa dicono quelli di Rinascita che hanno creduto ciecamente nel promesso rinnovamento generazione. È questa la “rivoluzione culturale” dell’amministrazione Staffa? Che beffa! Ma l’aspetto più miseramente politico della vicenda p che ci troviamo innanzi ad un sindaco condizionato, ingessato e preoccupato di cadere. Ma basta far la voce grossa, basta minacciare di votare contro la famiglia, di passare magari con l’altra famiglia, quella dell’opposizione, che avviene il miracolo della delega e del lavoro fraterno per ricomporre la famiglia allargata». «Non ce la date a bere – aveva quindi concluso – come l’acqua di Pollella divenuta miracolosamente potabile, questa storiella del rinnovamento».

Così ribatte oggi Moramarco: «Sono costretto a smentire il dottor Nunziata, per le accuse prive di fondamento legate al mio intervento nell’ultimo consiglio comunale. Non si specula sulla necessità di chiunque abbia bisogno di lavorare e di procurare pane alla propria famiglia, e per chiarire ogni equivoco non abbiamo mai attuato quella politica clientelare così cara agli esperti politicanti, non è nella nostra forma mentis e non fa parte della nostra cultura! Noi abbiamo inteso fruire delle risorse disponibili, a costo zero attraverso l’ufficio di collocamento; risorse, tra l’altro, già utilizzate. Allora, dov’è lo scandalo? Non è forse più scandaloso promettere in campagna elettorale circa 300 posti di lavoro per avere consensi in termini di voto, ben sapendo che ciò non era possibile? Ci dimostri il contrario, e noi come amministratori saremo ben contenti di creare assieme a lei così tanti posti di lavoro! Col termine famiglia allargata ho voluto intendere il rapporto sinergico, collaborativo e disinteressato che caratterizza questa maggioranza, che non ha bisogno di dare “contentini” a questo o a quel consigliere per restare unita. Lo siamo già, con grande convinzione e grande senso del dovere. Inoltre, nel nostro procedere siamo sostenuti da tanti giovani e da tantissimi sanlucidani che vogliono vedere questa cittadina cambiare e riprendere slancio produttivo, economico e sociale. Ben vengano i suggerimenti e gli sproni in tal senso!».

Infine Moramarco esprime «sostegno e piena fiducia» nei confronti di «tutti quelli che lavorano con umiltà e senso del dovere nell’apparato amministrativo nel rispetto delle regole, della trasparenza, della moralità. Persone che nell’ultimo consiglio comunale sono state ingiustificatamente attaccate e mortificate. A tutti loro va il mio più sentito grazie perché insieme siamo una grande forza!!».

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C’era una volta (ed ora non c’è più) il contributo regionale per il risanamento della frana in località Margherita a San Lucido: sfumato, secondo quanto rende noto il segretario della sezione locale del Pdci, Pietro Covelli.

«I tagli della destra colpiscono in modo diretto anche il nostro piccolo paese», si legge in una nota diramata ieri. «Come ormai tutti sanno, l’Ici era stata tolta per le prime case dal governo Prodi per i cittadini con reddito basso per le fasce deboli». Ora la destra, sostiene il segretario, «ha voluto salvaguardare i ricchi e per questo ha eliminato l’Ici anche a lor signori. Di riflesso sono stati tagliati i fondi destinati al Meridione per accontentare la Lega e i suoi amici del nord».

Covelli elenca tagli equivalenti a: «375milioni di euro per la viabilità provinciale; 20 milioni per il 2008, 22 milioni per il 2009 e 7 milioni per il 2010 sulla Salerno – Reggio Calabria; 10 milioni per le autostrade del mare; 13,5 milioni per il porto di Gioia Tauro; 84 milioni per il porto di Villa San Giovanni; 265 milioni per l’ammodernamento della Strada Statale Sibari – Roseto, 106 Jonica; 25 milioni per il tratto Crotone – Cariati; 15 milioni per la tangenziale di Reggio Calabria; 150 milioni per la forestazione e protezione del territorio; 50 milioni per l’acquisto di aliscafi in servizio nello stretto di Messina; 231 milioni per il trasporto marino in alternativa al trasporto gommato sulla Sa-Rc».

Il totale calcolato è di «2 miliardi e 300 milioni di euro per la sola Calabria: tra questi – come anticipato – anche i 300mila euro stanziati dalla Regione e destinati al risanamento ambientale della frana in località Margherita». Così, commenta Covelli, la destra «ricompensa» la fiducia dei cittadini.

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