
«Giù a valle il mare sconfinato e più su, percorrendo con lo sguardo la linea verde delle colline, le case incastonate nei declivi, una addossata all’altra come vigneti». Sotto l’ombrellone del vicino, in un giorno assolato di quasi Ferragosto, un uomo dall’accento nordico descrive alla folta compagnia di forestieri la bellezza appena scoperta della cittadina di San Lucido. Le sue mani, accompagnando le parole, tracciano segni invisibili nell’aria: le dita unite e distese disegnano la linea piatta del mare, quindi la dolce parabola delle colline, e infine, come stringessero un pennello, si raccolgono, puntellando qui e lì il paesaggio di piccole case.
Questo lo schizzo di un paese perduto nel Sud Italia e nella più vasta provincia calabrese, quella di Cosenza; un paese dal nome bizzarro ch’era quello di un monaco benedettino in odor di santità, San Lucido, che richiama insieme fede e splendore, abitato da poche migliaia di persone e «bello, il più bello di tutti». Questa la fotografia di una cittadina che un giorno non troppo lontano si vantò di essere la perla del Tirreno e che non ha perso, nel frattempo, neppure un grammo della sua grazia.
Adagiata su un’altura, la “perla” è ancora capace di sedurre il viaggiatore, stagliandosi nitida sullo sfondo del cielo. Una terrazza bianca e alberata, la via Panoramica, forma un semicerchio intorno al centro abitato e, come una madre, stringe in un abbraccio le case, che si avvinghiano le une alle altre nell’angusto spazio della rupe. Chi vede San Lucido per la prima volta non può che rimanere incantato da questo presepe di tetti rossi e antichi palazzi nobiliari e campanili.
Ma il cuore della cittadina non è meno ricco di fascino. Il borgo antico è dominato dalla chiesa parrocchiale San Giovanni Battista, ch’è il patrono del paese, e dai ruderi del castello, raso al suolo da un violento terremoto, cento anni fa esatti. Nonostante oggi rimanga ben poco dell’antico maniero, esso mantiene intatta la sua antica possanza per ciò che ha rappresentato non soltanto nella storia cittadina, ma in quella italiana: da qui, per esempio, partì la prima crociata; tra le sue mura vide la luce il cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria, promotore della rivoluzione sanfedista del 1799. La Storia, insomma, è passata dal castello di San Lucido.
All’ombra dei suoi resti, le viuzze lastricate in pietra nera, le fontane vecchie, le belle e raffinate chiese, le piazze raccolte, le case fiorite, i balconi spagnoleggianti, le antiche scalinate per il mare preservano la memoria e l’incanto del borgo, che rimane un luogo denso di suggestioni. E ancora tutto da scoprire. Non a caso l’amministrazione comunale ha deciso di riservare al centro storico un posto d’onore nel programma delle manifestazioni estive. Qui, nel cuore di San Lucido, s’è svolta la maggior parte delle iniziative: dalle rassegne dedicate all’artigianato locale come “San Lucido in centro” alla rappresentazione teatrale “In principio era il caos”, fino alla “Settimana della cultura” che si chiuderà oggi proprio in uno dei luoghi più significativi del centro storico, Piazza Monumento.
Manifestazioni, queste, che sono riuscite a richiamare nella località tirrenica moltissime persone, segnando l’inizio di una seconda giovinezza per San Lucido. Grazie ad un maggior coinvolgimento dei giovani nella vita del paese. La programmazione vivace che ne è scaturita ha certo invogliato il turista a recarsi o a trattenersi nella cittadina; ma senza dubbio, se un incremento delle presenze c’è stato, esso è da ricondurre soprattutto alla garanzia di un mare cristallino, trasparente come non lo si vedeva da anni. La più bella cartolina da spedire a chi è rimasto in città.
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Sono nato in questo splendido paese 56 anni fa. Ogni volta che ne sento parlare mi viene un nodo in gola. I miei genitori e i miei fratelli sono nati tutti li e ora i miei genitori non ci sono più come il mio ultimo zio che era rimasto a San Lucido tal Placido Russo. Io vivo a Roma da quando avevo 1 anno e sono tornato nel mio paese, l’ultima volta 6 anno fà. Ti ringrazio molto Francesca di aver creato questo sito che mi da la possibilità di sapere e essere vicino al mio paese e spero che a differenza di 6 anni fa qualcosa si stia muovendo, mi sembra di si, finalmente. Io come detto vovo a Roma e sono un ufficiale di Polizia Provinciale e vorrei fare qualcosa per questo splendido luogo cn un mare meraviglioso. Rimango a disposizione e ancora grazie.
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sono nato in questo paese bellissimo,ma x mia sfortuna sono dovuto emigrare in liguria
oggi 60 anni, non so cosa darei x tornarci a vivere in questo luogo incantevole!!!
ma ringrazio te francesca calvano di aver creato questo sito ,dove posso leggere tutto sul mio paese .a volte la nostalgia e tanta da piangere ma avendo scoperto questo sito mi sento più sollevato ti prego scrivimi spesso cosi potrò sapere tutto ciò che accade nel mio paesemi metto a disposizione tua grazie ancora vittorio
PSsto sognando quando da giovane venivo a fare i bagni allo scoglio in quel mare meraviglioso mi tuffavo e penso chissà se questo sogno si avvererà di nuovo!!!!!!!!!!!!!!!!!! -
Sai Francesca, anni fa ti parlo degli anni 80 San Lucido la chiamavano la perla del mediterraneo,vivo a Pavia da quando mio padre per colpa del lavoro che veniva a mancare ,e’ stato costretto ad emigrare come tanti altri,San lucido e ‘ spettacolare o la si ama o la si odia, io la amo, ho passato tutta la mia giovinezza a san lucido, ho casa appena fuori da paese,ed e normale che anche una settimana specialmente d’ estate , possa soggiornarvi , ma una cosa vorrei dire .Possibile che un paese come il nostro non possa fruttare al 100 per 100 il turismo?invece di pensare che il turismo esiste solo per 2 settimane all ‘anno?Propiamente le 2 settimane centrali di agosto?non hanno mai pensato in 30 anni di fare dei villaggi turistici,quando se ti sposti di qualche km li trovi,negli anni 1987 il lunbgomare era un fiume di gente,come dice un noto cantautore,ora on piu’.grazie comunque per il sito e fantasdtico.
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Francesca sei bravissima, racconti benissimo la storia dall´uomo nordico ,anche la bellissima foto, dove non c´e niente nascosto, si vede cosi bellissimo tutto il bello di nostro san lucido.
anche ho letto il commento di Franco ,Vittorio e Alfredo, loro vivono in italia so benissimo la nostalgia che si sente stare lontano del paese dove si nasce. sono nato a san lucido, da 55 anni vivo in argentina, potete immaginare la nostalgia di stare cosi lontano , mi manca tanto, grazie Francesca Calvano per le fotografie , il tuo bello racconto, e delle belle storie che racconti di nostro bello San Lucido.

I miei articoli su San Lucido sono tutti i giorni su “Gazzetta del Sud”!
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