Tra le panchine della villa comunale, una trentina fra lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità del comune di San Lucido proclamano lo stato d’agitazione. È venerdì 25 luglio e l’incontro tenuto il giorno prima presso la Regione Calabria tra l’amministrazione comunale e i sindacati non è andato come avrebbero voluto e nessuno ha voglia di parlarne: «Alla proposta del comune di stabilizzare quattro di noi, i sindacati hanno risposto negativamente», ci racconta, a fatica, uno di loro.
Subito dopo il summit la Cgil ha inviato un fax in municipio, preannunciando lo sciopero ad oltranza di lsu e lpu, a partire dal giorno seguente e fino a risoluzione della vertenza. L’amministrazione, messa con le spalle al muro, dovrà cedere e concedere. Dopo una settimana di trattative, dunque si sciopera, finalmente. O forse no: la maggior parte dei lavoratori decisi ad incrociare le braccia, a parte quelli che sono in ferie (due, che dopo un’ora annunciano di esser rientrati in servizio) e quelli che hanno il turno nel pomeriggio, hanno timbrato regolarmente il cartellino. Ufficialmente stanno lavorando; concretamente, sono in sciopero. E, secondo quanto ci è stato riferito, non sarebbe la prima volta.
«Chi ha timbrato o è dentro o è fuori, e chi sciopera perde la giornata lavorativa», avverte il sindaco Staffa, una volta raggiunti i lavoratori all’ombra degli alberi della villa. «Se questo sciopero è regolare, farlo è un vostro diritto; in caso contrario, dovrete risponderne davanti alla legge», aggiunge. La legge, appunto. Visto che lsu e lpu, nonostante abbiano timbrato il cartellino, non tornano al lavoro, Staffa chiama i carabinieri, che arriveranno poco dopo. Ma non ci sarà bisogno del loro intervento: la folla degli “scioperanti a metà” improvvisamente si dirada, anche perché il sindaco ha minacciato di chiudere il portone del municipio.
Dunque bisogna decidere, e subito, se tornare al lavoro, anche oggi come tutti i giorni, oppure firmare l’uscita. Imboccata la seconda strada, lasciato cioè il posto di lavoro, lo sciopero può iniziare, stavolta con i crismi della legalità. Ma praticamente tutti optano infine per la prima soluzione: la villa si svuota, i precari tornano al lavoro.
Tags: Lavoro
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bravo sindaco finalmente in questo comune si respira aria di legalita’
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Quando la parola d’ordine e’ “o tutto o niente” (nella fattispecie: “o tutti o nessuno”), di solito si ottiene il “niente”. E pure lo sciopero diventa precario.
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LSU,LPU…per quanto ne so io sono progetti nati con una scadenza e da tanti anni rinnovati…Loro percepiscono un sussidio di disoccupazione quindi secondo me, non devono avere NESSUNA pretesa, devono solo ringraziare la Regione per il sussidio che a volte, è regalato.. E poi non li ha costretti nessuno a restare, è stata una loro scelta, ed erano consapevoli che erano precari…Suvvia siamo di San Lucido e ci conosciamo…si sa chi lavora e chi no…chi è sempre in malattia, chi vuole scioperare e chi vuole solo fare “rivoluzione” per il gusto di farla…( come i bambini che non entrano in classe perchè non funzionano i termosifoni…)Per accedere a un posto di dipendente pubblico serve un concorso pubblico , chi è capace entra chi no può svolgere tanti altri lavori…io penso che il Comune non sia un centro per l’impiego e che dovrebbe assumere chi merita …chi produce e non chi fa comunella negli uffici senza avere un compito preciso…Condivido il comportamento del Sindaco… sono sempre di più orgogliosa di averlo votato…
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@Sanlucidana Doc:
Non conosco la situazione in modo abbastanza approfondito da poter dare un giudizio, ma una cosa e’ certa: questo e’ quel che si dice “parlar fuori dai denti”. -
@ ghostdog
allora informati e poi dai tu dei chiarimenti…il posto di lavoro ce lo dobbiamo guadagnare, senza chiedere e implorare nessuno per darcelo…giustifico solo chi per motivi di salute ” non può” affrontare una ricerca di lavoro…in questo caso bisogna aiutare…ma solo n questo caso..niente scuse…<> -
@ Sanlucidana Doc:
Lascio volentieri questo compito a chi e’ piu’ competente di me in materia. Non sono tuttologo. La mia osservazione (bonaria, peraltro) non era sul merito, ma sul metodo. Vedo pero’ che non ha colto. Le suggerisco di rilassarsi, prima leggere e rispondere ai commenti altrui.

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