San Lucido – E’ morta Mihaela Mahu

Mihaela Mahu non ce l’ha fatta. La ventottenne rumena rimasta gravemente ferita il 14 giugno scorso, quando ignoti hanno incendiato la porta della casa in cui abitava col marito Daniel Mahu, è deceduta ieri al Centro grandi ustionati di Brindisi. Gli inquirenti starebbero per chiudere il cerchio intorno al responsabile o ai responsabili dell’accaduto. Confermata la pista passionale: quello che sarebbe dovuto essere un “avvertimento” di una donna gelosa per una presunta relazione della ragazza con un uomo del paese si è trasformato in tragedia.

LA NOTIZIA – 15 giugno 2008

L’incendio appiccato nella notte tra il 13 e il 14 giugno al portone di un’abitazione a San Lucido è la causa delle gravi ustioni riportate da Mihaela Petronela, 28 anni, che si trova ora ricoverata in prognosi riservata presso il Centro grandi ustionati di Brindisi. La donna, inserviente in un ristorante, abita in un monolocale del centro storico con il marito, Daniel Muhu, 33 anni, manovale presso una ditta edile del luogo. Rumeni entrambi, risiedono e lavorano a San Lucido da due anni.

Le gravi ustioni riportate dalla donna sono dovute al suo tentativo di uscire dall’appartamento una volta accortasi che andava a fuoco il portone in legno. miheala mahu incendio san lucido porta casa donnaProprio passando attraverso l’uscio, dopo che il marito aveva già lasciato il monolocale riportando lievi ustioni, Mihaela è stata avvolta dalle fiamme che hanno intaccata la coperta con la quale aveva pensato di proteggersi dal fuoco. Invece il tessuto si è incendiato, e in un attimo il fuoco l’ha avvolta completamente.

Le sue urla hanno richiamato l’attenzione di alcuni giovani del posto che, con un estintore e dell’acqua, sono riusciti a spegnere le fiamme e a salvarla da più gravi ustioni. Nello stesso tempo sono state allertate le forze dell’ordine e i pompieri e sono partite le chiamate al 118. Sul posto sono giunti i carabinieri di San Lucido e di Paola, oltre ai vigili del fuoco. L’ambulanza ha trasportato la donna presso il vicino ospedale San Francesco di Paola, per poi essere trasferita in elisoccorso, a causa delle gravi ferite riportate, al Centro grandi ustionati di Brindisi, dove si trova in prognosi riservata.

Gli inquirenti, in base a tale ricostruzione dei fatti, addebitano ai responsabili il reato di danneggiamento a mezzo incendio ed, escludendo moventi razzisti, legano piuttosto l’accaduto a motivi passionali. I carabinieri della Compagnia di Paola hanno sentito alcune persone che conoscono Mihaela e intendono verificare se avesse un legame sentimentale con un uomo sposato. Le indagini sono affidate ai carabinieri di San Lucido, ai comandi di Antonio Cangeri, e coordinate da Francesco Greco della Procura della Repubblica di Paola. Il sindaco della cittadina, Antonio Staffa, augurando alla donna una pronta guarigione, ha fermamente condannato l’accaduto.

L’APPROFONDIMENTO

Sono le due di notte circa. Sull’uscio di una casa del centro storico di San Lucido, qualcuno sparge benzina sul portone in legno dell’abitazione, poi gli dà fuoco. È l’ingresso del monolocale dei coniugi Daniel e Mihaela Mahu, che a quest’ora dormono. Lasciato il loro paese d’origine, la Romania, due anni fa sono arrivati a San Lucido, dove risiedono e lavorano regolarmente. Daniel ha 33 anni e fa il manovale; Mihaela ne ha 28 ed è inserviente in un ristorante. È lei, che da poco è rientrata a casa, a svegliarsi per l’acre odore di fumo. Si accorge che la porta brucia rapidamente. Il marito lascia il monolocale per primo. La donna, per proteggersi dalle fiamme, si mette addosso una coperta. Ma, uscendo, il fuoco intacca subito il tessuto e, in un attimo, l’avvolge. Mihaela chiama aiuto, ma in piena notte è difficile che qualcuno possa sentire, nonostante qui, nel centro storico, le case siano addossate l’una all’altra. Terrorizzata, grida con tutta la forza che ha in corpo per richiamare l’attenzione.

Alessia fa la fioraia e stanotte deve lavorare: bisogna infatti che ogni cosa sia pronta in tempo per il matrimonio dell’indomani mattina. Ma sono quasi le due e sua madre, ch’è con lei, propone di andare a dormire: dopotutto non rimane molto da fare. Alessia però insiste per restare in negozio altri cinque minuti. All’improvviso delle grida, ma non fa molto caso: saranno i soliti rumori dalla piazza vicina. Però quelle che sente sembrano essere urla di donna e di dolore. Si accosta ad una piccola finestra sul retro del negozio che dà sui vicoli del centro storico: è come se qualcosa stesse bruciando. Quindi corre a vedere cosa succede e trova alcuni ragazzi, allertati come lei dalle urla. Sono quelle di Mihaela avvolta dalle fiamme. Alessia torna in negozio e prende l’estintore. È uno di quei ragazzi ad usarlo per spegnere il fuoco che strazia la ragazza, salvandole la vita.

Mentre partono le telefonate di allarme, si riempiono secchi d’acqua per domare l’incendio. Mihaela sta male. Qualcuno l’avrebbe sentita domandare perché, perché proprio lei, che non ha fatto niente a nessuno. I carabinieri, i pompieri e l’ambulanza arrivano sul posto. Mihaela, trasportata in ambulanza all’ospedale San Francesco di Paola, viene trasferita immediatamente in elisoccorso al Centro grandi ustionati di Brindisi per le gravi bruciature riportate su gran parte del corpo. Il marito invece rimane lievemente ustionato.

Gli inquirenti, in base a questa ricostruzione dei fatti, addebitano ai responsabili il reato di danneggiamento a mezzo incendio ed, escludendo moventi razzisti, legano piuttosto l’accaduto a motivi passionali. Secondo le agenzie battute nella giornata di ieri, i carabinieri della Compagnia di Paola hanno sentito alcune persone che conoscono la donna e intendono verificare se la giovane avesse un legame sentimentale con un uomo sposato.

Le indagini sono affidate ai carabinieri di San Lucido, ai comandi di Antonio Cangeri, e coordinate da Francesco Greco della Procura della Repubblica di Paola.

La cittadina è sotto shock e mostra tra l’altro una certa «indignazione» perché la zona dell’accaduto, con le coperte, il sangue e i capelli della donna, non è stata posta sotto sequestro.

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Da parte sua, l’amministrazione comunale, augurando alla donna «una pronta guarigione», fermamente «condanna l’accaduto e attende i risultati delle indagini – ha dichiarato il sindaco Antonio Staffa – per poi decidere come intervenire».

LE INDAGINI – 16 giugno 2008

Gli inquirenti contano di rintracciare nella vita privata di Mihaela Mahu, la donna di 28 anni rimasta gravemente ustionata a causa dell’incendio appiccato alla porta della sua abitazione nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorsi a San Lucido, una traccia che possa condurre fino al movente che ha spinto persone ancora ignote a compiere il gesto. I carabinieri della stazione locale, ai comandi di Antonio Cangeri, coordinati dal pm Francesco Greco della Procura della Repubblica di Paola, nella settimana in corso potrebbero dunque cercare una prima pista d’indagine nell’analisi dei tabulati relativi all’utenza cellulare della donna. Attraverso la mappatura dei suoi contatti telefonici gli inquirenti potrebbero ricostruire le relazioni personali della ragazza e cercare di capire chi possa serbare astio nei suoi confronti o verso il marito, Daniel Mahu, di 33 anni.

I due, entrambi di origine rumena, coniugati, vivono insieme in un monolocale del centro storico di San Lucido, dove lavorano. Lei è inserviente presso un ristorante locale, lui fa il manovale per una ditta edile. mihaela mahuGli esecutori del fatto hanno dato alle fiamme nottetempo proprio il portone di legno del loro appartamento, una volta cosparso di benzina. I coniugi, che a quell’ora dormivano, accortisi del fumo si sono precipitati fuori casa. L’uomo ha riportato lievi ustioni, mentre la donna, nell’attraversare l’uscio, è stata avvolta dalle fiamme, le quali hanno intaccata la coperta che la ragazza si era messa addosso per cercare protezione dal fuoco. Il tessuto della coperta si è incendiato, causandole gravi ustioni.

Per una serie di circostanze fortunose, Mihaela Mahu, urlando, è riuscita a richiamare l’attenzione di alcuni giovani del paese, che si trovavano nelle vicinanze. Sono loro che, coraggiosamente, hanno provveduto con un estintore a spegnere il fuoco che avvolgeva la donna e le fiamme che intanto divoravano il portone della sua casa con secchi d’acqua. Mihaela tuttavia era già ferite gravemente all’arrivo dell’ambulanza, tanto da richiederne l’immediato trasferimento in elisoccorso dall’ospedale San Francesco di Paola, dov’è stata trasportata in un primo momento, al Centro grandi ustionati di Brindisi, presso il quale si trova ricoverata in condizioni gravi ma stazionarie.

Nella cittadina sanlucidana, oltre ad un sentimento di indignazione per l’accaduto, c’è forte la speranza che la ragazza possa presto riprendersi. Il sindaco Antonio Staffa ha formulato gli auguri di pronta guarigione da parte dell’amministrazione comunale e attende l’esito delle indagini degli inquirenti. Indagini che da subito, come dicevamo, hanno imboccato la pista passionale, concentrandosi sulla vita privata della donna. Infatti i carabinieri della Compagnia di Paola, subito dopo il fatto, hanno sentito alcune persone che conoscono la donna e intendono verificare se questa avesse un legame sentimentale con un uomo sposato.

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  1. Ildebrando’s avatar

    Spero proprio che questa morte non sia vana, ma che faccia riflettere sul senso civile di questo paese e sul rispetto di chi ci circonda.
    Un pensiero per questa ragazza è doverso e obbligato non solo da un profondo senso religioso ma sopratutto civile.

  2. ghostdog’s avatar

    Mi dispiace tantissimo. Questa e’ una pagina nera per tutta San Lucido.

  3. Maria Francesca Calvano’s avatar

    E adesso si rifletta sul significato di questa morte assurda.

  4. CORRI SAN LUCIDO...’s avatar

    E’ inutile dire che non trovo alcun significato in una morte del genere….è assolutamente disumano morire così, non so…oppure è solo la grande tristezza e lo sgomento che mi lasciano un non so che di irreale. Ora, a quanto ne so, la famiglia vorrebbe trasportare la salma in Romania e vorrebbe una risposta anche dell’Amministrazione…che purtroppo non arriva e penso, con tristezza, non arriverà. Abbiamo dato prova di essere così lontani da ciò che ci circonda che non ho visto un comunicato stampa o un volantino o altro da parte dei nostri rappresentanti….mi rammarica molto. Ma adesso la cosa che vorrei fare di più è aiutare questa povera famiglia a riportarsi a “casa” la defunta….potremmo attivarci tutti, che ne pensate?

  5. Ildebrando’s avatar

    Rispetto!
    Non strumentalizziamo eventi così tragici per alimentare fuochi di paglia!

  6. CORRI SAN LUCIDO...’s avatar

    Appunto….si dovrebbe esigere un pò di rispetto dai rappresentanti di un paese civile…

  7. Ildebrando’s avatar

    @corri san lucido

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    NO COMMENT!

  8. ghostdog’s avatar

    @ Corri San Lucido:
    Mi permetto di aggiungere la mia voce a quella di Ildebrando, pur se con tono diverso. Le vorrei far notare, caro Corri San Lucido, che NON ogni commento e’ buono per far polemica politica. Ve ne sono alcuni ove sarebbe decenza e rispetto astenersi. Credo questo sia uno di quelli. C’e’ tanto spazio piu’ acconcio altrove, in questo blog; per favore utilizzi quello.

  9. Zebra’s avatar

    E’ terribile.
    P.S.
    Forse entrambi, e mi riferisco a Ildebrando che ghostdog, siete in malafede, o aldilà delle parole voi riuscite a scorgere nei cuori delle persone, certe cose non si possono dire e basta?