July 2008

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«Siamo stati sempre certi ch’è meglio un’amministrazione sgangherata di un commissariamento, e magari alla fine ci accorgeremo che quest’amministrazione non lo è affatto: c’è tutto da guadagnare per San Lucido, i presupposti ci sono tutti». Il movimento politico Verso il futuro, coordinato da Salvatore Minervino, che alle ultime elezioni si è candidato con la lista di Mario Amendola (oggi all’opposizione) ma col quale ci sarebbero stati alcuni contrasti, traccia il bilancio di novanta giorni di amministrazione Staffa, salvatore minervino«davvero pochi per giudicare e saremmo presuntuosi a non ammetterlo, ma – per il futuro – saremo attenti e propositivi se occorrerà».

«Conoscendovi siamo sicuri della vostra buona fede e perciò nessuno potrà intralciare il vostro cammino amministrativo, anche se di errori ne farete», dichiara il movimento rivolgendosi a Staffa e ai suoi, richiamandoli però «a più umiltà e rispetto verso tutti. L’opposizione, signor Sindaco, fa il suo mestiere; spesso non la si condivide, ma dev’essere rispettata», afferma.

Per quanto riguarda nello specifico la gestione amministrativa, Verso il futuro sottolinea innanzitutto come «tutto» ciò che il movimento ha «detto e scritto durante il commissariamento si è avverato: parte del cimitero è sotto sequestro, l’Appennino paolano Spa è finito malissimo per la cattiva gestione e per quanto riguarda l’Enel Sole Dio ci salvi dal buio». Il movimento invita inoltre ad «affrontare drasticamente la questione pubblica illuminazione» come il «delicatissimo problema» di lsu e lpu: «Signor Sindaco, sappiamo che c’è un suo preciso impegno, ma assolva ad esso con serenità come siamo certi che sa fare». Bisognerebbe inoltre «aumentare l’organico della polizia municipale», mentre «un discorso a parte» meriterebbe l’ex Onpi, «quando invece tutto tace».

Infine i lavori pubblici e l’urbanistica. Verso il futuro, vista l’assenza per motivi di salute del dirigente di uno dei due settori tecnici comunali, Garofalo, domanda: «Ora pesa tutto su Furioso? A San Lucido ci sono seri e bravi professionisti. Sindaco, dia questo segno di cambiamento: laddove è possibile li impegni tutti a rotazione».

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Estate a San Lucido 2008. Questo il nome del programma messo a punto per la bella stagione dall’amministrazione comunale e dall’associazione Pro Loco e finanziato per 5mila euro dalla Provincia di Cosenza. È stato reso pubblico il 21 luglio, nello stesso giorno in cui si è svolta la prima manifestazione in calendario, il Carnevale estivo. Per gli amanti delle onde si è tenuta lunedì scorso il Contest Surf della Tirrenia Waves. Il mese di luglio si chiude coi festeggiamenti per il quarantesimo compleanno della Pro Loco, il 30 luglio.

Agosto si aprirà all’insegna della musica, col concorso canoro Note storiche di giorno 1, e proseguirà allo stesso modo, col concerto del coro Magnificat di giorno 3 e Non solo varietè del 9 agosto. Ma c’è spazio anche per l’arte tipica (Colori, suoni, sapori, cultura e artigianato del Tirreno cosentino, 5, 6 e 7 agosto), la danza (Gran Galà giorno 10 e Musica e danza giorno 17), il canto (Cantapluto giorno 8 e Lucival Baby giorno 24), il cinema (proiezione del film Onora il padre e la madre, il 13 agosto), la solidarietà (manifestazione a favore dei bambini della Bielorussia, giorno 14), l’incanto (con Notte magica, giorno 18), il teatro (con In principio era il caos del 19), lo sport (La notte del beach soccer, 21 agosto). Inoltre, come da tradizione, San Lucido Mare&Monti di giorno 14 e la Festa del mare del 22. L’amministrazione punta però tutto sull’ultimo appuntamento della stagione, la Settimana della cultura, dai 25 al 30 agosto, in collaborazione con Rubettino. E a proposito di cultura: il 7 agosto sarà presentata l’ultima fatica di don Raimondo Verduci: “Il credo di un biologo: Jean Rostand. Certezze e dubbi”.

…e iinoltre comunica il Gruppo Giovani San Lucido:

BANDABARDO’ IN CONCERTO
DOMENICA 10 LUGLIO
SAN LUCIDO (CS)

IL GRUPPO GIOVANI SAN LUCIDO alle recenti elezioni comunali è stato investito dalla popolazione, in modo plebiscitario e trasversale del grave compito di invertire la tendenza del centro Tirrenico Cosentino. IL GRUPPO GIOVANI SAN LUCIDO non ha di certo perso tempo e, consapevole delle potenzialità che possono derivare da un’attenta e lungimirante valorizazione del Turismo, ha subito intrapreso una serie di iniziative rivolte ad attirare i giovani nel proprio territorio. Con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e con l’aiuto dei commercianti sensibili alle sorti di San Lucido, IL GRUPPO GIOVANI SAN LUCIDO è ORGOGLIOSO di invitarvi al Concerto della mitica BANDABARDO’ che si terrà domenica 10 Agosto nella Piazza del Centro Storico, naturalmente ad ingresso gratuito.

programma estate 2008 san lucido agosto parte prima

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bidone scoglio gli scoglionati

Ieri mattina i «nati allo Scoglio», indicati con un gioco di parole, hanno posto sulla spiaggia, addossato al muro e incatenato perché non venga rubato, un bidone con un cartello: «Aiutateci a mantenere la spiaggia pulita» (foto). La firma indica chiaramente il fastidio procurato da quanti sporcano il suggestivo angolo di litorale che rappresenta un simbolo di San Lucido. L’amministrazione comunale di Antonio Staffa ha plaudito all’iniziativa che denota quell’attenzione all’ambiente che l’esecutivo s’aspetta dalla cittadinanza e per la quale ha avviato una campagna di sensibilizzazione tramite la diffusione di un vademecum e un convegno tenutosi circa un mese fa.

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…E UNO SFONDO PER GLI APPASSIONATI DELLO SCOGLIO

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…E GLI SCOGLIO… NATI MAGLIETTATI!

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SCOGLIO… NATI A FERRAGOSTO (CON TANTO DI FIRST LADY)

scoglionati 2008 first lady

scoglionati 2008 first lady

SCOGLIO… NATI FUORI STAGIONE

scoglionati fuori stagione

scoglionati fuori stagione 2

BELLO E ARRABBIATO

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Bilancio del consiglio comunale riunitosi a San Lucido il 25 luglio scorso: ufficializzazione di una nomina a capogruppo di maggioranza e tre incompatibilità. La nomina è quella di Francesco Sgroi, già vicesindaco e assessore; le incompatibilità invece riguardano il consigliere di minoranza Vittorio Calomeni, ch’era assente ingiustificato, e i consiglieri di maggioranza Franco Nesci e Armando Mazza. Gli ultimi due hanno sostenuto, documenti alla mano, di non essere incompatibili con la carica ricoperta: la causa di Nesci si è conclusa nel 2003; Mazza ha fatto sapere di aver rinunciato ad ogni emolumento derivante da un contenzioso col comune aperto dalla madre, comunque ritenuto da questi non rilevante.

Ciononostante, è stata contestata la loro compatibilità esattamente come per Calomeni, risultato titolare di una lite pendente col comune per non aver raggiunto un accordo con l’Ente relativamente all’importo di un lavoro effettuato. I suoi colleghi d’opposizione Mario Amendola e Roberto Filippo del gruppo Progetto Democratico hanno sostenuto la necessità di «prendere tempo», di «fare solo una discussione generale e poi nella prossima tornata scrivere nome e cognome (sull’ordine del giorno, ritenuto impreciso, ndr) in modo che uno si possa preparare». A loro parere infatti Calomeni non si è presentato in assise perché non era al corrente che sarebbe stato discusso il suo caso (ma il presidente del consiglio Giuseppe Moramarco ha precisato che ci sono state comunicazioni verbali con lui sull’argomento), altrimenti avrebbe prodotto documentazione in sua difesa, come hanno fatto Mazza e Nesci. Atto che a poco è servito, dato che infine il consiglio ha contestato la posizione di tutti e tre, su proposta di Sgroi avallata da Moramarco. Mazza, Nesci e Calomeni dovranno perciò eliminare, laddove esistenti, le cause d’incompatibilità entro dieci giorni.

Amendola e Filippo si sono astenuti dal voto. Roberto Pizzuti e Loredana Pastore hanno invece votato a favore, come la maggioranza.

La solidarietà al popolo tibetano (alla quale prossimamente si aggiungerà quella a tutti i popoli oppressi, come richiesto da Filippo e promesso da Staffa) è stata l’occasione per i gruppi di minoranza per esprimere anche solidarietà nei confronti di lsu e lpu in servizio presso l’ente (un consiglio comunale informale sulla vicenda si terrà il prossimo 4 agosto, quando si discuterà anche sul Piano strutturale comunale) e alla comandante dei vigili urbani, Ivana Cosco, che avrebbe presentato una denuncia alla Procura della Repubblica.

Filippo ha sostenuto infatti che la nomina da parte del sindaco Antonio Staffa di Bruno Bruno come responsabile del settore vigilanza e security equivalga a quella di un comandante della comandante, analogamente a quanto fece Pizzuti anni or sono incaricando Francesco Sbano. E lo stesso Pizzuti ha sostenuto che «per aver compiuto un atto uguale» è stato «esposto a pubblico ludibrio. La prendo – ha dichiarato – come una giustificazione».

Istituita anche la consulta giovanile, lodata dall’assessore al sociale Antonella Gioia, illustrata dalla consigliera di maggioranza Debora Alò e apprezzata dai gruppi di minoranza. Filippo e Amendola tuttavia hanno proposto l’istituzione di una consulta degli anziani per far tesoro della loro esperienza. Inoltre l’assessore Gioia ha fatto sapere che la commissione per le pari opportunità approderà presto in consiglio.

Infine sono state approvate a maggioranza le integrazioni al piano annuale e a quello triennale dei lavori pubblici. Staffa ha chiarito alcuni punti relativi agli incarichi; Amendola ha parlato di «illegittimità» nell’approvazione delle integrazioni.

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Va bene che il suo nome non compariva espressamente nel testo dell’ordine del giorno, ma che Vittorio Calomeni non fosse al corrente del fatto che il consiglio comunale avrebbe discusso il suo (fino ad allora presunto) caso di amministratore incompatibile, come Mario Amendola e Roberto Filippo hanno sostenuto, pare probabile quanto la neve sugli ombrelloni a Ferragosto.

Il caso del candidato a sindaco della lista LiberaMente è esploso, tutt’altro che in sordina, due mesi fa, vittorio calomeniquando qualcuno sostenne che avesse due cause in corso col comune di San Lucido che avrebbero potuto determinare la sua incompatibilità con la carica di consigliere. E il caso non scoppiò senza ch’egli se ne accorgesse, visto che ebbe modo di replicare e di sostenere di essere assolutamente compatibile, di non avere cause col comune, se non un certo decreto ingiuntivo, da lui considerato del tutto innocuo (ma che si sarebbe rivelato piuttosto insidioso). In municipio però, nonostante l’ostentata tranquillità dell’interessato, si cominciava a dare un’occhiata alle carte.

Le verifiche divennero più celeri in seguito al protocollo di una lettera indirizzata al sindaco Antonio Staffa, al presidente del consiglio Giuseppe Moramarco e al segretario Fedele Vena e firmata da Giuseppe Cavaliere, privato cittadino sì, ma anche colui che, se Calomeni dovesse decadere dalla carica, lo sostituirebbe dietro i banchi dell’opposizione. Cavaliere invitò formalmente a verificare le posizioni di tutti gli amministratori. E verifica fu.

L’indagine venne annunciata ufficialmente in assise il 20 giugno, circa un mese fa, e i risultati sono approdati in consiglio il 25 luglio. Primo punto all’ordine del giorno: l’esame della compatibilità dei consiglieri comunali. Nonostante l’argomento lo riguardasse molto da vicino, e sebbene fosse contenuto in un atto pubblico e ufficiale come la convocazione del consiglio comunale, Calomeni non si sarebbe sentito chiamato in causa. Ignaro, non al corrente, non informato: così lo hanno dipinto Amendola e Filippo nell’assise del 25 luglio. La tesi sostenuta: non leggendo il proprio nome, Calomeni non si è presentato. Dopotutto, cosa c’entra lui col discorso dell’incompatibilità?

Calomeni non c’è. Peccato, perché avrebbe potuto produrre documenti in sua difesa, osservano Amendola e Filippo, suggerendo inoltre, vista l’assenza, di non prendere alcuna decisione in merito. Di parlare così, tra amici, dell’avvincente e sempreverde tema dell’incompatibilità senza decidere nulla, senza contestare la posizione di qualcuno che non può nemmeno difendersi dall’infamante accusa, immobilizzato dalla sua stessa assenza. Suvvia, non è cortese.

Improvvisamente dunque diviene importante quanto il diretto interessato ha da dire in sua difesa. Se lo stesso principio “probatorio” fosse stato applicato ai consiglieri di maggioranza Armando Mazza e Franco Nesci, se egual rilevanza fosse stata attribuita ai documenti che questi hanno presentato per provare l’inconsistenza delle accuse mosse loro contro, minoranza senza calomeni consiglio 250708probabilmente ai due non sarebbero state contestate cause d’incompatibilità senza che ne abbiano.

Ma le cose sono andate diversamente. Mazza e Nesci sono incompatibili immaginari. Incompatibili dichiarati del tutto inutilmente, come per seguire il copione di una bizzarra messinscena, in cui l’imputato viene condannato proclamandone nello stesso tempo l’innocenza.

In fondo, sono loro, con i loro documenti infruttuosi ai fini della decisione, a pagare il prezzo del compromesso al quale la maggioranza ha deciso di giungere: dichiarare due dei suoi incompatibili per smontare l’accusa da parte di Amendola (che le rimprovera un certo dispotismo nelle decisioni) secondo la quale Staffa&Co. avevano già stabilito tutto. Potendo contare però sulla certezza di non subire le conseguenze dell’atto, proprio per l’inconsistenza delle basi su cui esso si fonda.

Amendola invece, se da una parte ha ottenuto che non solo l’alleato Calomeni portasse il marchio dell’incompatibilità ma che ugual destino toccasse a due avversari, dall’altra ha mancato l’obiettivo principale: evitare che si decidesse in merito. Non solo: la dichiarazione d’incompatibilità dei due consiglieri di maggioranza Nesci e Mazza è un generoso regalo a Roberto Pizzuti e Loredana Pastore, colleghi d’opposizione ma comunque antagonisti: erano stati loro, infatti, a puntare il dito contro i due. Le insistenze di Amendola e Filippo nel cercare di salvare Calomeni dalla dichiarazione d’incompatibilità hanno finito così per favorire Pizzuti e Pastore, che di fatto hanno vinto una battaglia considerata persa e nella quale avevano deposto le armi.

Ma la crociata pro Calomeni di Amendola e Filippo ha davvero del cavalleresco? Probabilmente l’assenza del diretto interessato avrebbe dovuto convincere l’assemblea a non determinarsi senza di lui, perché in fondo non è carino parlare (male) degli assenti. Cavalleria, dunque? In realtà, più che una questione di cavalleria, è una questione di Cavaliere.

Infatti, se Calomeni dovesse decadere dalla carica di consigliere comunale di minoranza, sarebbe Giuseppe Cavaliere a prendere il suo posto. Sarebbe lui a rappresentare l’ago della bilancia tra il gruppo Progetto Democratico (Mario Amendola e Roberto Filippo) e il gruppo Direzione San Lucido (Roberto Pizzuti e Loredana Pastore), giuseppe cavalieree questo sconvolgerebbe sicuramente gli equilibri interni all’opposizione. Se attualmente, con Calomeni, la bilancia pende chiaramente dalla parte di Amendola e Filippo, con Cavaliere sarebbe necessario tararla nuovamente. Egli infatti non ha mai rinunciato alla propria indipendenza di decisione (giusta o sbagliata che venga considerata), neppure quando rischiava di perdere (come poi è successo) l’ambitissima poltrona da assessore e la fiducia dei vertici, dal sindaco al vicesindaco fino a tutti i colleghi di giunta.

La sua posizione di “autonomo ad oltranza” rende certo più difficile il compito a quanti cercano di farne un alleato, con accordi più o meno sottobanco, palesi ma non palesati come quello tra Amendola, Filippo e Calomeni. È obiettivamente difficile che possa avvenire un avvicinamento rispetto a Pizzuti e Pastore, visti i gravi screzi fra loro quando appartenevano alla stessa maggioranza; più facile che tentino un approccio Amendola e Filippo, come avvenne quando, approfittando proprio di quei dissidi, si misero a corteggiarlo.

Non che Cavaliere necessariamente debba cedere. Anzi. La sua, probabilmente, sarebbe una figura terza e indipendente rispetto ai due gruppi d’opposizione. Una figura scomoda, sia per l’uno sia per l’altro. Con l’entrata di Cavaliere, Pizzuti e Pastore ci guadagnerebbero un nemico; Amendola e Filippo un alleato mancato. Chi, tra loro, ha (più) paura del Cavaliere?

Tra le panchine della villa comunale, una trentina fra lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità del comune di San Lucido proclamano lo stato d’agitazione. È venerdì 25 luglio e l’incontro tenuto il giorno prima presso la Regione Calabria tra l’amministrazione comunale e i sindacati non è andato come avrebbero voluto e nessuno ha voglia di parlarne: «Alla proposta del comune di stabilizzare quattro di noi, i sindacati hanno risposto negativamente», ci racconta, a fatica, uno di loro.

Subito dopo il summit la Cgil ha inviato un fax in municipio, preannunciando lo sciopero ad oltranza di lsu e lpu, a partire dal giorno seguente e fino a risoluzione della vertenza. L’amministrazione, messa con le spalle al muro, dovrà cedere e concedere. Dopo una settimana di trattative, dunque si sciopera, finalmente. O forse no: la maggior parte dei lavoratori decisi ad incrociare le braccia, a parte quelli che sono in ferie (due, che dopo un’ora annunciano di esser rientrati in servizio) e quelli che hanno il turno nel pomeriggio, hanno timbrato regolarmente il cartellino. Ufficialmente stanno lavorando; concretamente, sono in sciopero. E, secondo quanto ci è stato riferito, non sarebbe la prima volta.

«Chi ha timbrato o è dentro o è fuori, e chi sciopera perde la giornata lavorativa», avverte il sindaco Staffa, una volta raggiunti i lavoratori all’ombra degli alberi della villa. «Se questo sciopero è regolare, farlo è un vostro diritto; in caso contrario, dovrete risponderne davanti alla legge», aggiunge. La legge, appunto. Visto che lsu e lpu, nonostante abbiano timbrato il cartellino, non tornano al lavoro, Staffa chiama i carabinieri, che arriveranno poco dopo. Ma non ci sarà bisogno del loro intervento: la folla degli “scioperanti a metà” improvvisamente si dirada, anche perché il sindaco ha minacciato di chiudere il portone del municipio.

Dunque bisogna decidere, e subito, se tornare al lavoro, anche oggi come tutti i giorni, oppure firmare l’uscita. Imboccata la seconda strada, lasciato cioè il posto di lavoro, lo sciopero può iniziare, stavolta con i crismi della legalità. Ma praticamente tutti optano infine per la prima soluzione: la villa si svuota, i precari tornano al lavoro.

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La mattina dopo il Carnevale estivo Francesco Sgroi sorride soddisfatto: «È andata bene, posso dire che la manifestazione è riuscita e ne sono molto contento. C’erano tantissime persone, tremila, e già da ottobre lavoreremo perché il Carnevale estivo del 2009 sia ancora più grande e più ricco», annuncia il vicesindaco pensando ai tre carri che, francesco sgroitra musica, luci e tanta gente, hanno sfilato la sera del 21 luglio per le vie di San Lucido.

L’associazione Pro Loco, che ha affiancato l’amministrazione comunale nell’organizzazione, insieme con il Comitato 2003, l’associazione U Gafiu e l’associazione Giovani, ne aveva annunciati soltanto due: uno sull’antico Egitto e l’altro sulla lotta tra il Bene e il Male. «Il terzo, quello del Cigno, ci è stato gentilmente prestato dal comitato Amici di Paola», spiega Sgroi. È l’unico carro “d’importazione”. Gli altri due sono sanlucidanissimi: la direzione artistica di quello egizio è di Leda Miceli, mentre il carro su Bene e Male è una creazione di Debora Zingales.

«Ringrazio le associazioni, i commercianti, le scuole di danza e di ballo che hanno contribuito», aggiunge il vicesindaco, che per realizzare l’evento, arricchito da uno spettacolo di ballerine sudamericane, trampolieri ed artisti di strada, e supportarne i costi, ha speso di tasca sua cinquecento euro, sacrificando alla festa, tanto cara ai sanlucidani e capace di richiamare gente dai paesi limitrofi, quasi tutta la sua indennità di carica, che in tutto ammonta a seicento euro. La manifestazione è costata complessivamente alle casse comunali 5mila euro, di cui mille concessi dalla Provincia di Cosenza. Inoltre vari sponsor hanno contribuito a coprire le spese.

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mihaela mahu fiore

Qualcuno ha messo un fiore sul cancello di quella che era l’abitazione di Mihaela Petronela, la giovane ventottenne di origine rumena deceduta a causa delle gravi ustioni riportate nell’incendio appiccato alla porta della sua casa nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorsi da ignoti.

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villa comunale fontana grande distrutta

La fontana grande della villa comunale si presenta così. I soliti vandali hanno praticamente demolito la vasca con lo zampillo dell’acqua. Attualmente la fontana è in ristrutturazione: è stata svuotata, ripulita e tinteggiata in bianco (al posto del celeste acceso di prima). Un solo dettaglio: sono almeno due settimane che si trova in queste condizioni. A quanto pare, non c’è personale disponibile a completare il lavoro. Attendendo ancora un po’, sarà necessario ristrutturare il ristrutturato.

Si riunisce questa sera alle ore 20.00 il consiglio comunale di San Lucido. Quattro i punti all’ordine del giorno. A parte il secondo (solidarietà “al popolo tibetano e alla politica non violenta di dialogo”), gli altri punti riguardano più da vicino la vita cittadina. Innanzitutto la compatibilità degli amministratori.

Il capitolo sull’argomento si era aperto a poche settimane dall’insediamento, quando era scoppiato il caso Calomeni. vittorio calomeniIl consigliere di minoranza aveva allora smentito le voci: «Non esiste alcuna incompatibilità e chi sostiene il contrario lo fa per interessi personali». L’unica pratica in corso, aveva aggiunto, «è un decreto ingiuntivo promosso due anni fa, che non credo possa determinare incompatibilità».

Un mese dopo Giuseppe Cavaliere, da privato cittadino, aveva protocollato in municipio formale richiesta di verifica della compatibilità di tutti gli amministratori, richiesta che il presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco dichiarò accolta, annunciando di aver avviato un’indagine interna.

Nell’attesa di conoscerne i risultati, dall’opposizione il gruppo Direzione San Lucido, coordinato da Roberto Pizzuti, due settimane fa aveva dichiarato incompatibili due consiglieri di maggioranza: Franco Nesci e Armando Mazza. Il primo in quanto «parte attrice» in una causa civile e il secondo «ricorrente nei confronti del Comune di San Lucido per il riconoscimento della morte, a suo dire derivante da causa di servizio, del proprio genitore Mazza Franco, già dipendente comunale».

Questi tuttavia respingono le accuse. «Ci si aggiorni meglio perché non ho nessun contenzioso col comune», sostiene Mazza. «La causa si è già risolta anni fa», dichiara Nesci. Tornando ai punti all’ordine del giorno, rilevante quello sull’approvazione di statuto e regolamento della consulta giovanile.

Infine, un argomento che farà senz’altro discutere: l’integrazione del programma triennale dei lavori pubblici e del programma annuale.

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