San Lucido - I fattori C e l’infinita guerra del voto

di Maria Francesca Calvano • 22 Giugno 2008 • Categoria: Esclusivi, san lucido
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Assistendo al consiglio comunale del 20 giugno, s’è avuta come l’impressione che i due mesi che ci separano dalla vittoria elettorale di Antonio Staffa non siano mai trascorsi. Che i palchi dei comizi siano ancora issati sulle piazze ad aspettare che un nuovo candidato dica la sua.

E’ parso come di fare un grande, incredibile salto indietro e di tornare a quando in gioco c’era ancora l’amministrazione del paese e le liste, proponendosi alla cittadinanza, avevano una loro tesi da sostenere per convincere l’elettorato di rappresentare la migliore proposta, la migliore squadra.

Un’impressione dovuta ad una semplice circostanza: i rappresentanti delle liste che, dal settimo cielo raggiunto sulle ali della convinzione di avere la vittoria in tasca, sono poi precipitate in minoranza, non hanno pensionato il cavallo di battaglia elettorale. Nonostante la guerra del voto si sia conclusa da due mesi e mezzo.

L’unica differenza rispetto alle modalità della campagna elettorale, se c’è, è data dall’affinamento della tecnica. A competizione conclusa, sono più raffinati i metodi utilizzati perché giunga all’elettorato il messaggio del quale, a suo tempo, sia la lista Direzione San Lucido di Roberto Pizzuti, sia la lista Progetto Democratico di Mario Amendola si sono fatte portatrici, e cioè di avere come avversarie solo liste di incompetenti, che non sarebbero state in grado, laddove avessero improbabilmente vinto, di amministrare un paese. Una era LiberaMente di Vittorio Calomeni; l’altra, Rinascita Democratica di Antonio Staffa.

In campagna elettorale si poteva ancora affermare a chiare lettere che «amministrare - come disse un candidato della lista Direzione San Lucido - non è come organizzare un carnevale» o più in generale, come più volte sostenuto dai candidati di Progetto Democratico, che amministratore non ci si improvvisa. Ci vogliono lustri di esperienza per poter salire al soglio municipale e da lì governare, lustri di esperienza che entrambi i candidati a sindaco delle liste possono vantarsi di possedere.

Ad elezioni passate invece, per dire in sostanza che siamo amministrati da “incapaci” si ricorre ai fattori C. C come cavillo e come calcolo. Il cavillo è un sempreverde. Al calcolo invece si ricorre in casi particolari, come per esempio il consiglio comunale del 20 giugno, tutto incentrato sulla contabilità. Cavillo e calcolo hanno trovato in quella sede il momento del massimo trionfo.

Ricorrendo al fattore cavillo, si può dimostrare, che si è affermato, che tutti gli atti finora prodotti sono illegittimi. A questo fattore ha fatto ricorso soprattutto Mario Amendola, citando una serie infinita di decreti legge che pure i revisori dei conti sembravano cercare in remoti cassetti della memoria.

Ricorrendo al fattore calcolo, si può dimostrare, come è stato sottinteso, che nessuno ha saputo far di conto nello stilare il bilancio di previsione. Questo metodo ha potuto trovare grazie al contributo di tutta l’opposizione, a parte un taciturno Vittorio Calomeni. Opposizione che ad un certo punto si è rivolta alla calcolatrice del cellulare per pervenire a corretta sommatoria di euro.

I fattori C, se utilizzati in coppia e con finalità di contrasto rispetto alla parte avversa, possono avere l’utile risultato di dimostrare che quest’ultima ha prodotto qualcosa di irregolare, perché lo dice il cavillo e lo prova il calcolo. I fattori C confermano indiscutibilmente che il “nemico” ha prodotto qualcosa di irregolare per il semplice motivo che non è in grado di fare altrimenti. Dopotutto amministratori mica si nasce. Si diventa.

12 Risposte »

  1. Non so se la parafrasi dal celeberrimo fattore K di epoca pre-unificazione germanica sia voluta; in ogni caso e’ ben trovata. Si potrebbe percio’ roncheyanamente affermare che Staffa e la sua giunta non potranno mai governare proprio a causa dei fattori C. La storia ha pero’ provveduto, appena un decennio dopo, a far giustizia di cotanto fattore (tanto che oggi abbiamo Giorgio Napolitano come presidente della repubblica), seguita a ruota da tangentopoli. Chissa’ se la cronaca spazzera’ via anche i secondi. In effetti un assaggio lo ha gia’ dato con il fattore PR (che non sta per Partito Radicale, ma per Progetto Ribaltone), che nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto portare la cloche dell’amministrazione sotto le loro “esperte” mani. Purtroppo per costoro, il pronostico non e’ stato rispettato.. potrebbe non esserlo nemmeno quello dei fattori C. E piu’ che a Staffa e ai suoi, lo auguro a San Lucido.

  2. Sfoderando poco furbescamente la mia ignoranza, ammetto che solo la tua citazione mi ha spinta a cercare il significato di questo fattore K. Di quello originale, intendo. Devo dire che i punti di contatto ci sono tra il fattore K e i nostri fattori C… avrò fatto un’associazione inconsapevole.. chissà :) I fattori C sono immobilizzanti, ma non bastano. Sembrano invenzioni da scienziato inapplicabili alla realtà come, hai detto bene, lo è stato il Progetto Ribaltone. In teoria, aveva basi solide, gentilmente fornite da sentenze precedenti che avevano - giusto per citare un altro fattore, il fattore B come Berlusconi, così etichettato da Giovanni Sartori - sovvertito il voto già altrove. In pratica, il Progetto Ribaltone ha fatto tutto meno che raggiungere il risultato sperato: una volta eliminato l’asse Pizzuti-Borsani che il Ribaltone aveva marchiato ormai come “imbroglione” in base ad una falsa interpretazione della sentenza, non avrebbero potuto governare che loro, gli esperti, proponendosi candidi e immacolati all’elettorato. La partita, come nel calcio, doveva svolgersi tra due squadre. Ma, come si dice?, la realtà spesso ha più fantasia dell’immaginazione, ed è emersa dal nulla la proposta Staffa. Sappiamo com’è andata a finire..

  3. Pietro Nenni diceva che a fare a gara di purezza, c’e’ sempre qualcuno piu’ puro che ti epura. Si potrebbe parafrasare in: a fare a chi e’ piu’ bravo a ribaltone, c’e’ sempre qualcuno piu’ ribalto che ti ribalta :p

  4. :p Anche i comuni mortali hanno diritto ad un ribaltone (del pronostico elettorale), e l’hanno esercitato. Chi di ribaltone ferisce.. ;)

  5. mmm….sta cosa di ribaltoni,fattori c o b mi inquieta…..Io vorrei proporre alla Giunta qualche fattore alla consiglio:
    1-fattore S: ovvero sviluppo per il paese;
    2-fattore P: ovvero progresso per la comunità;
    3-fattore G: ovvero dar parola ai giovani (e io sto ancora aspettando l’istituzione della consulta);
    Non sarebbe meglio, in un momento come questo, unirsi e fare qualcosa di buono piuttosto che stare ognuno sulle sue? Non sarebbe bello che maggioranza e opposizione collaborino al fine di garantire un futuro immediato quantomeno dignitoso alla cittadina? Spero di avere risposte presto….molta gente come me, che ama questo paese nonostante abbia 1001 problemi, attende queste risposte. Staremo a vedere….

  6. rettifico a scanso di incompresioni ed equivoci : “vorrei proporre al consiglio qualche fattore:” e non “Io vorrei proporre alla Giunta qualche fattore alla consiglio:”

  7. @ JollyRoger

    Mi pare che la voglia di unire le forze sia piuttosto secondaria rispetto a quella di eliminare l’avversario colpevole di aver ottenuto più voti. Per il Progetto Ribaltone non è stato diverso.

  8. @Maria Francesca Calvano
    ad ogni modo credo che unire le forze sia più urgente che Ribaltare l’avversario a forza di fattori A-B-C-D-E-F-G ecc …. possibile che non si riesce a cambiare???? :’(

  9. Mi permetto di dissentire (se è ancora concesso) . “Amministratori non si nasce ma si diventa”, ma si dovrebbe avere l’umiltà di cercare di imparare qualcosa in più di quello che non si sa, o che non si fa…è facile voler essere o fare qualcuno o qualcosa, senza neanche cercare di imparare ad esserlo. Qui si ha la presunzione di essere dei grandi statisti senza neanche saper fare di calcolo!E’ la proporzione che non tiene…

  10. Mi permetto di dissentire (se è ancora concesso) . “Amministratori non si nasce ma si diventa”, ma si dovrebbe avere l’umiltà di cercare di imparare qualcosa in più di quello che non si sa, o che non si fa…è facile voler essere o fare qualcuno o qualcosa, senza neanche cercare di imparare ad esserlo. Qui si ha la presunzione di essere dei grandi statisti senza neanche saper fare di calcolo!E’ la proporzione che non tiene…Lo vogliamo capire che questi hanno l’obbligo di amministrarci e si deve pretendere lo facciano nel migliore dei modi, almeno non sbagliando i conti!

  11. @ la perla del tirreno

    Si conceda di dissentire, dato che con questo commento conferma la tesi del fattore C ;)

  12. @ La perla del Tirreno:
    Per l’intanto chi sbaglia “il conto” dei commenti e’ proprio Lei, invece.. La Sua foga La tradisce, temo. Ancora una volta La invito a riflettere sulla massima evangelica del bruscolo e della trave..

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