San Lucido – Rsu, gestione all’Alto Tirreno per altri dieci giorni

Ci sono cose nella vita che non si possono comprare. Per tutto il resto, oltre ad una nota e pubblicizzata carta di credito, c’è l’ordinanza urgente. L’asso nella manica delle amministrazioni comunali quando si tratta di riempire il vuoto lasciato da gare d’appalto mai partite o da incarichi non affidati. Strumento attraverso il quale il comune di San Lucido, per esempio, sta cercando di attraversare il guado periglioso che divide l’era Appenninica dal futuro prossimo della nettezza urbana.

La fase di passaggio dalla gestione della società mista Appennino paolano all’affidamento del servizio ad un’altra ditta si sta rivelando tutt’altro che semplice. E certo non sorprende, visto che da almeno un anno e mezzo il municipio tenta di abbandonare la Spa senza mai addivenire ad una soluzione reale. sanlucidoIl coro di critiche che, nel gennaio 2007, si era levato pressoché unanime dai banchi del consiglio comunale aveva partorito una commissione all’ambiente partecipata da maggioranza (quella uscente, guidata da Carlo Borsani) e minoranza e incaricata di trovare un’alternativa all’Appennino paolano, nella ferma convinzione di dover riorganizzare i servizi rsu. L’impegno bipartisan ha avuto però come unico risultato una fattura di 4mila euro da parte di una ditta di Lamezia Terme che ha studiato per l’Ente la fattibilità di un’azienda municipalizzata.

Infatti, mentre già s’immaginavano camion per la raccolta dei rifiuti griffati “comune di San Lucido”, la commissione agonizzava. Colpita a morte da polemiche, sfuriate e recriminazioni interne. Svanito il sogno, è svanita la possibilità di organizzarsi per tempo, prima che un Appennino paolano già traballante precipitasse definitivamente.

Da quel momento in poi, la formula magica per far sparire gli altipiani di spazzatura dal perimetro dei cassonetti ogni qualvolta, per un motivo o per un altro (quasi sempre per lo sciopero degli operai non stipendiati) l’Appennino non eroga i servizi è sempre stata: “Alto Tirreno Cosentino Spa”. Dal giugno 2007, quando il comune vi ricorse per la prima volta, ai giorni nostri. Formula magica che ritorna nell’ordinanza firmata di recente dal sindaco Antonio Staffa, con la quale si intima all’Alto Tirreno (appunto) di effettuare i servizi rsu ancora per dieci giorni (dunque fino al 23), prolungando gli effetti dell’ordinanza precedente, quella del 3 giugno.

La società scaleota dunque rimane titolare, per ora, della nettezza urbana. Ancora una volta, in virtù di un’ordinanza urgente. E naturalmente di un preventivo: venti giorni di lavoro costeranno alle casse comunali 25mila euro circa.

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  1. edvard munch’s avatar

    Tanto non riescono a risolvere nulla.
    Continueranno a buttare la spazzatura fuori dai bidoni.L’operazione far cadere l’amministrazione e ormai partita,purtroppo quando i poteri forti rimangono fuori da tutti gli interessi comunali,iniziano a giocare sporco(in tutti i sensi).
    Stanno creando ad arte i disagi più vari e bizarri che si siano mai visti.Spero che questa amministrazione si faccia scivolare addosso tutte queste polemiche e disagi creati da vecchi politicanti che hanno fallito quando gli è stata data l’opportunità.
    in bocca a lupo per tutto a staffa e soci……..già il fatto che non prendono una lira dalle casse comunali per il loro interessi……….già il fatto che non sistemano parenti e amici…….si già questo è una grande rivoluzione

  2. Oracle’s avatar

    Sono d’accordo con edvard munch, questa gente che sta cercando in tutti i modi di far cadere l’amministrazione comunale sta rovinando del tutto San Lucido. Oltre a questo hanno ancora il coraggio di presentarsi alle elezioni, andando al comune magari per i loro interessi, quando stanno cercando in tutti i modi di “sporcare” il paese in cui vivono sia loro che i loro figli.
    Comunque sia spero solo che queste persone vengano punite per quello che stanno facendo e faccio anche io un in bocca al lupo all’amministrazione Staffa. Saluti.