San Lucido – Caso Mahu, presto le indagini sui tabulati

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Gli inquirenti contano di rintracciare nella vita privata di Mihaela Mahu, la donna di 28 anni rimasta gravemente ustionata a causa dell’incendio appiccato alla porta della sua abitazione nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorsi a San Lucido, una traccia che possa condurre fino al movente che ha spinto persone ancora ignote a compiere il gesto. I carabinieri della stazione locale, ai comandi di Antonio Cangeri, coordinati dal pm Francesco Greco della Procura della Repubblica di Paola, nella settimana in corso potrebbero dunque cercare una prima pista d’indagine nell’analisi dei tabulati relativi all’utenza cellulare della donna. Attraverso la mappatura dei suoi contatti telefonici gli inquirenti potrebbero ricostruire le relazioni personali della ragazza e cercare di capire chi possa serbare astio nei suoi confronti o verso il marito, Daniel Mahu, di 33 anni.

I due, entrambi di origine rumena, coniugati, vivono insieme in un monolocale del centro storico di San Lucido, dove lavorano. Lei è inserviente presso un ristorante locale, lui fa il manovale per una ditta edile. mihaela mahuGli esecutori del fatto hanno dato alle fiamme nottetempo proprio il portone di legno del loro appartamento, una volta cosparso di benzina. I coniugi, che a quell’ora dormivano, accortisi del fumo si sono precipitati fuori casa. L’uomo ha riportato lievi ustioni, mentre la donna, nell’attraversare l’uscio, è stata avvolta dalle fiamme, le quali hanno intaccata la coperta che la ragazza si era messa addosso per cercare protezione dal fuoco. Il tessuto della coperta si è incendiato, causandole gravi ustioni.

Per una serie di circostanze fortunose, Mihaela Mahu, urlando, è riuscita a richiamare l’attenzione di alcuni giovani del paese, che si trovavano nelle vicinanze. Sono loro che, coraggiosamente, hanno provveduto con un estintore a spegnere il fuoco che avvolgeva la donna e le fiamme che intanto divoravano il portone della sua casa con secchi d’acqua. Mihaela tuttavia era già ferite gravemente all’arrivo dell’ambulanza, tanto da richiederne l’immediato trasferimento in elisoccorso dall’ospedale San Francesco di Paola, dov’è stata trasportata in un primo momento, al Centro grandi ustionati di Brindisi, presso il quale si trova ricoverata in condizioni gravi ma stazionarie.

Nella cittadina sanlucidana, oltre ad un sentimento di indignazione per l’accaduto, c’è forte la speranza che la ragazza possa presto riprendersi. Il sindaco Antonio Staffa ha formulato gli auguri di pronta guarigione da parte dell’amministrazione comunale e attende l’esito delle indagini degli inquirenti. Indagini che da subito, come dicevamo, hanno imboccato la pista passionale, concentrandosi sulla vita privata della donna. Infatti i carabinieri della Compagnia di Paola, subito dopo il fatto, hanno sentito alcune persone che conoscono la donna e intendono verificare se questa avesse un legame sentimentale con un uomo sposato.

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  1. Ildebrando’s avatar

    Siamo tutti indaffarati a vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro che non ci accorgiamo neanche di ciò che succedde attorno a noi. Pronti a criticare, ma non ad essere solidali, a spendere una , e dico una, parola di conforto per chi sta vivendo una tragedia. Ma d’altronde noi ci occupiamo solo di essere vecchi bacchettoni e aspri giudici dell’azioni di chi ci governa, invece di manifestare un pò di vero calore umano. VERGOGNA!!!!

  2. ghostdog’s avatar

    Anche se con differente linguaggio, mi unisco alla rampogna del sagace Ildebrando. Ha decisamente colto nel segno. Ci angustia assai piu’ il pericolo della spazzatura per la strada, che di un piromane in liberta’. Le nostre paure dicono anch’esse molto di noi.

  3. Maria Francesca Calvano’s avatar

    @ Ildebrando e ghostdog

    Notavo, difatti, l’assenza di commenti riguardo ad un fatto così grave e, di contro, l’abbondanza di condanne verso i danneggiatori della Silica, per esempio. Sarebbe dovuto accadere il contrario, e fa impressione che si condanni con tanta diligenza il vandalo ma non il piromane che ha messo in pericolo una vita umana e non certo imbrattato qualche mattonella. Ma evidentemente prendersela con un soggetto indeterminato o con l’avversario politico è più semplice.

  4. ghostdog’s avatar

    Beh, il sagace Ildebrando ha usato il termine “bacchettoni”.. io avrei adoperato “pruderie”, ma il senso e’ chiaro ;) Fuor d’ironia, spero presto di leggere unn post con buone nuove, riguardo questa bruttissima faccenda.

  5. Ildebrando’s avatar

    Ringrazio per il sagace.. spero solo che realmente ci sia una vera coscienza civile che ci porti ad amare il nostro paese-non quello fatto di pietra ma quello fatto di carne, d’altronde anche il problema dei rifiuti non è legato forse ad un discorso di amore e rispetto dell’altro? Se ognuno di noi – compresi gli amministratori -avesse inseto in sè il rispetto dell’altro e l’amor proprio starebbe più attento alla politica ambientale del prorpio paese. Alcuni amici vestiti di blù e con un fazzolettone al collo tempo fa mi insegnarono una delle frasi del loro amico B.P.: “lascia il mondo un pò migliore di come l’hai trovato”..bhè se ognuno attuasse questa massima non saremmo costretti a chiacchierar sui rifiuti o ad assistere alle drammatiche scene di Napoli e dintorni.
    è vero che gli amministratori devo badare al nostro comune, ma è pur vero che tutto parte anche dal basso e dal senso civile del cittadino, che permettetemi con grande rammarico devo affermare che in questa paese manca.
    Speriamo che ci sia una vera rivoluzione mentale in questo paese che porti ad una maggiore sensibilità.. ma la rivoluzione parte dalla educazione e con tutta franchezza quest’amministrazione qualcosa sta facendo, ne è testimonianza il convegno sull’ambiente tenutosi lo scorso sabato..ma ahimè è stato solo per pochi intimi..sarà meglio per la prossima volta.

  6. Maria Francesca Calvano’s avatar

    @ Ildebrando

    Conosco bene quella frase :) E non vale soltanto per l’ambiente. Lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato significa anche offrire le nostre mani per crescere, per progredire, ognuno coi propri talenti. Dovrebbe essere un punto di partenza per i nostri giorni, invece è un punto d’arrivo. Succede che dobbiamo imparare ad amare il mondo e la nostra terra, imparare ad essere noi, in prima persona, a metterci al servizio. Noi ad offrire le nostre mani prima di pretendere che lo facciano gli altri. Per questo sono d’accordo sul fatto che bisogna partire dal basso.
    Il convegno di sabato è stato poco partecipato. Del resto San Lucido non ha mai brillato, almeno negli ultimi sei anni che non me ne perdo uno, per partecipazione ai convegni. Forse perché sono ritenuti noiosi, e in effetti qualcuno lo è, ma molti altri no. Ma per rimediare un po’ alle molte assenze, ci scriverò presto un articolo sopra :)