È stata rimandata al 13 ottobre l’udienza che si sarebbe dovuta tenere ieri davanti al giudice per le indagini preliminari in merito al caso delle “gomme d’oro”. Il gip si pronuncerà dunque fra qualche mese sul rinvio a giudizio o il proscioglimento dell’imputato Santo Garofalo, architetto e attuale dirigente dell’area urbanistica dell’ufficio tecnico comunale di San Lucido e all’epoca dei fatti responsabile del settore. Garofalo è difeso dall’avvocato Francesco Scrivano del foro di Paola.
La fissazione dell’udienza, lo ricordiamo, aveva fatto seguito alla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Domenico Fiordalisi presso lo stesso Tribunale di Paola, con la quale il 26 febbraio scorso si era riaperto il caso delle “gomme d’oro”. Il pm contesta a Garofalo il reato di abuso d’ufficio «per aver emesso le sei richieste di preventivo dal n. 12413 al n. 12418 del 21 novembre 2002 per la fornitura di pneumatici occorrenti allo scuolabus e all’autocarro comunale e per aver emesso la determinazione n. 382 del 26 novembre 2002 relativa all’impegno di spesa corrispondente, in violazione agli artt. 6,7 e 14 del titolo IV del Regolamento comunale per le forniture ed i servizi da eseguirsi in economia, per favorire la ditta Dalmazio De Virgilio di San Lucido, procurandole un vantaggio economico consistente nell’aggiudicazione della fornitura dei pneumatici dello scuolabus del comune di San Lucido ad un prezzo maggiore del 33,80% rispetto a quello offerto dalla ditta Eurogomme di Giuseppe Cavaliere. In particolare l’art. 6 del Regolamento prevedeva che per l’individuazione delle migliori offerte poteva seguirsi sia il sistema del prezzo più basso sia quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa».
Invece «l’arch. Garofalo non fissava i criteri di preferenza con idoneo punteggio nelle richieste di preventivo; non seguiva il sistema del prezzo più basso; non indicava le caratteristiche tecniche equivalenti in relazione alle altre marche»; inoltre «di fatto la previsione di più marche di pneumatici nelle richieste di preventivo veniva collegata ad una valutazione a posteriori, da svolgersi con criteri sconosciuti». «Grazie a dette violazioni di legge – concludeva la richiesta di rinvio a giudizio di febbraio – e con immotivato ed irrazionale provvedimento di determina, la gara veniva aggiudicata alla ditta Dalmazio De Virgilio invece che alla ditta Eurogomme di Giuseppe Cavaliere, la quale avrebbe determinato per l’amministrazione un vantaggio di 110,40 euro ovvero un risparmio del 33,80 percento».
Dunque, in relazione a tale richiesta di rinvio a giudizio per Santo Garofalo, il giudice per le indagini preliminari aveva fissato l’udienza per il 5 giugno, rimandata ieri al 13 ottobre. Sul tavolo del magistrato sarebbe finito anche un documento recante la firma di Garofalo reso pubblico a fine marzo, che ricordava l’archiviazione del caso nel 2005 prima della riapertura dello stesso nel 2008, e aggiungeva che «a fronte di una spesa di 600,00 euro necessaria per la fornitura dei pneumatici per lo scuolabus, la pubblica amministrazione per i capricci del signor Cavaliere Giuseppe ha speso ad oggi circa 9mila euro per avvocati. Con detta somma la pubblica amministrazione avrebbe potuto comprare un camion di gomme».
Nota: questo articolo è la versione integrale di quello pubblicato lo stesso giorno da Calabria Ora.
Tags: Contenziosi, Gare
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Un bravo e competente dirigente UT sa bene che deve sempre e comunque “aderire” perfettamente al fondo stradale della normativa vigente, scegliendo “pneumatici omologati” e non altri, proprio per non incorrere in questi slittamenti e brutti “incidenti” di percorso. E’ parte ESSENZIALE del suo mestiere. E la camionata di gomme sperperata da Giuseppe Cavaliere certo pare poca cosa di fronte all’intera STIVA piena di tir carichi di cause e contenziosi che la gestione Garofalo ha saputo procurare al comune di San Lucido, in questi anni. Una pletora di autisti anch’essi “capricciosi”, che evidentemente ha ignorato il noto adagio: “scherza coi fanti (che di pneumatici tra l’altro non ne usano), ma lascia stare i Santi”. Ma a sua volta, ahinoi, il Santo scherzo’ col Cavaliere, invece che col fante, e ora rischia di barattar la sua preziosa aureola con un bel cerchio alla testa.
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Che vergogna…la solita commedia san lucidana che ci riporta alla luce le vergogne del passato…Credo che in molti vorrebbero non sentir parlare più delle schifezze fatte negl passato (giudicabile Universalmente come CUPO-TRISTE-VERGOGNOSO)
Amarezza!Profonda! Tristezza quando si assiste a scene che vedono alcuni noti dirigenti delle stanze più importanti del Municipio San Lucidano non riuscire minimamente ad essere un pò umili ammettendo per una volta di aver sbagliato (e magari vederli Uscire di scena per sempre…)..NO! La loro preoccupazione ora sono le casse del comune..ah sì?! O_O Non sembrava quando facevano altre cose… Ringraziamo (santo o fante?) Giuseppe Cavaliere che ha aperto gli occhi e le coscienze di molti nostri paesani che si ostinavano a scambiare il marciume con il buono e viceversa…Standing Ovation al nostro Cav. Giuseppe!
Ma come è andata a finire la vicenda KALO-MEN? Ha ceduto la poltrona o sta ancora lì seduto? Ma “alzati” Kalo-men e dai il posto a Giuseppe Cavaliere che almeno ci farà divertire un pò nei consigli…
Buona Continuazione! -
-La principale assemblea ateniese era l’ekklesía. Essa era di fatto coincidente con lo stato ateniese in quanto costituita dalla totalità di tutti i cittadini forniti di diritti politici. Proprio per queste caratteristiche, l’ekklesía era anche sinonimo dell’ordinamento politico della città, la democrazia. L’ekklesía non aveva un ufficio di presidenza permanente. La pritania svolgeva le funzioni di ufficio di presidenza indispensabili per la direzione dei lavori e per dare un minimo di ordine all’assemblea. Il presidente della pritania (EPISTATE o EPISTATO), che mutava ogni giorno, era anche il presidente dell’assemblea. Se la pritania aveva nel suo insieme una funzione “presidenziale”, l’epistate esercitava, per il giorno e la notte di presidenza dell’assemblea, una funzione assimilabile a quella di “capo dello stato”. L’epistate veniva sorteggiato e non poteva mai esserlo per più di una volta. Per dare un’idea dell’importanza attribuita dagli ateniesi a questo sistema, si deve tener presente quale fu la sua evoluzione. Alla fine del V secolo si introdusse un’ulteriore modifica per impedire la coincidenza tra presidente della pritania e presidente del consiglio e, quindi, dell’assemblea. Lo scopo era quello di prevenire la possibilità del determinarsi di qualsiasi forma di influenza politica dovuta alla identità tra le due presidenze e alla continuità in carica del comitato di presidenza. Per ogni seduta dell’assemblea e del consiglio si sorteggiavano nove próhedroi (presidenti), uno per ciascuna delle nove tribù che in quel momento non avevano l’ufficio di presidenza. Tra questi próhedroi si sorteggiava quindi il presidente della seduta del consiglio.-
“V’era sulla piazza principale di Corinto una statua scolpita da Silanione e catalogata da Plinio: rappresentava Epistato. Chi era Epistato? L’inventore dello sgambetto. Ciò riassume la Grecia e la gloria.” – Victor Hugo – Gli incompatiboli
Pardon, lapsus.. intendevo in realta’: I miserabili. ;)

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