May 2008

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«Ogni gradino è il sududore di un uomo»: insieme con l’inciviltà di cui è indubbiamente portatore, l’ermetico verso che da due giorni campeggia su via Silica a San Lucido ci regala una sillaba più del dovuto, rivelando inediti legami con la migliore tradizione letteraria. Scritto in nero con la vernice spray, il leggiadro verso viene incontro a quanti percorrono l’antica scalinata del paese. Ma non è il solo: come tutti i versi, anche questo è accompagnato. Altri, non meno aggraziati, deliziano i passanti: «sporchi comunisti», «dux», «ss», un (per noi illetterati) oscuro riferimento a «Vigna Clara» ed un «93».

Ma il poeta non dimentica gli amanti dell’immagine: per loro c’è lo schizzo di un fascio littorio (venuto ahinoi male) e un altro disegno (uscito disgraziatamente peggio). Quest’ultimo dovrebbe rappresentare la morte, con la falce impietosa in mano, ma ardua è per noi l’interpretazione. Inoltre: una croce celtica, una svastica e altri simboli. Si potrebbe dire, con una variazione sul verso, che ogni gradino è l’indecenza di un uomo.

silica vandalisilica vandalisilica vandalisilica vandali

Triste scenario in via Silica. Basterebbe la scarsa dimestichezza con le arti grafiche dimostrata per consigliare all’autore di esercitarsi nel disegno in privato e rendere partecipi dei propri capolavori pochi eletti; tuttavia simili episodi costringono a riaprire il manuale del buon cittadino e parlare ancora una volta di rispetto degli spazi pubblici. Perché, nonostante i riferimenti politici, l’opera d’arte pare avere più che altro carattere vandalico. E non è un dato insolito: San Lucido presenta scritte simili un po’ ovunque. Lo stesso municipio cittadino è macchiato dallo spray fin dove arriva la mano dell’uomo.

Tocca rammentare a quanti ne fanno (ab)uso privato che si tratta di luoghi che appartengono a tutti e che a nessuno è concesso deturpare. La via Silica, in particolare, è uno degli angoli cittadini più belli. Larghi gradoni conducono dalla zona alta del paese alla marina, offrendo agli occhi lo scorcio luminoso del litorale.

Consumata e rosicchiata dal tempo, resa inaccessibile da una frana nel 2003, recentemente la Silica è stata per buona parte ristrutturata. La giunta uscente affidò un anno fa i lavori su appalto alla ditta cosentina Nicola Clausi, con una spesa di 43mila euro. L’intervento non è ancora giunto a conclusione: bisogna infatti completare la pavimentazione e ripristinare l’impianto elettrico. Obiettivo finale: restituire a sanlucidani e turisti la possibilità di recarsi al mare a piedi, evitando il traffico e l’afa delle strade asfaltate, e godersi intanto lo spettacolo di una via di rara bellezza.

La Silica oggi è ricoperta di mattonelle bianche come il latte, che immacolate dovrebbero rimanere. Se non per senso civico, almeno perché la vernice spray, converranno gli artisti, dopotutto non è chic.

GUARDA IL VIDEO DELLA SILICA PRIMA DEI LAVORI

il gatto e la volpe

Il gatto e la volpe incedono afflitti,

anche stavolta sono stati sconfitti,

dalla giovane armata Brancaleone,

sicuro, hanno avuto un’imprevista lezione.

“Eppure io ero fermamente convinto

che questa volta avremmo stravinto,

sarà, ma la gente è troppo ignorante”

Dichiara la volpe con voce tonante.

“La colpa è degli altri”, miagola il gatto,

ancora incredulo ed esterrefatto,

“non è concepibile in tutta onestà

che frammenti di partiti sparsi qua e là

in misura del tutto marginale,

hanno potuto causarci del male.

La sommatoria dei voti ci dava ragione,

com’è che abbiam perso questa occasione?

Schierato con noi era il centrosinistra,

invece il nemico notoriamente è di destra.

“I conti non tornano qualcosa non quadra,

la prossima volta cambieremo la squadra.

Il Sindaco, invece, per non avere poi colpe,

stabiliamolo adesso”, guaisce la volpe.

E alla faccia degli altri e della democrazia,

studiano bene la strategia,

si danno la mano, stringono il patto,

“la prossima volta dovrai essere tu, gatto”.

Sicuri di avere la soluzione perfetta,

si avviano mesti, destinazione piazzetta.

Poveri illusi, portate pazienza,

avete peccato “d’inesperienza”.

Il proprio volere non s’impone sugli altri,

pensando d’esser più furbi e più scaltri.

Adesso non resta nient’altro da fare,

il prossimo turno dovrete aspettare,

sperando che basti la sonora lezione,

e che il tempo lenisca il vostro magone.

Allora, coraggio, null’altro vi resta,

che per il momento abbassare la cresta,

perché Antonio Staffa con tutta la cricca,

di certo stavolta non faranno cilecca.

E in ogni caso, ad ogni buon modo,

il nostro paese non sarà più un “culabrodo”.

Così si conclude la nostra storia…

dei nostri due eroi, non c’è stata gloria.

E a noi spettatori della sceneggiata

resta il ricordo di una frase illustrata,

come se fosse un triste presagio

della disfatta e del loro naufragio,

disse la volpe toccandosi il cuuore:

“Più macello di così si muuore”.

Anonimo

La delusione di Nunziata, per quanto frequente, finirà col divenire proverbiale. Come si ricorderà, a pochi giorni (solo tre) dall’insediamento della giunta Staffa, espresse tutto il proprio malcontento sullo svolgimento di quella prima assise. «Un consiglio comunale scarno di contenuti politici ed amministrativi, rigorosamente tecnico, brevissimo. Nessuna dichiarazione da parte dei singoli assessori, né dal presidente del consiglio comunale, nessun ringraziamento, nessuna apertura di dialogo con la minoranza» fu il giudizio apposto il 6 maggio sul nunziatiano registro. Come evidenziato in un precedente articolo, in realtà la seduta si svolse in maniera diversa.

Ma veniamo ad oggi. «La nuova amministrazione Staffa continua a deludere»: venti giorni dopo Nunziata aggiorna il registro. L’occasione è data questa volta dall’iniziativa del vicesindaco Francesco Sgroi, che abbiamo battezzato “Lucida San Lucido”, realizzata sabato 24 maggio, alla vigilia della prima domenica turistica della stagione: alcuni tra gli amministratori locali, aiutati da volontari, hanno impugnato gli strumenti da lavoro e ripulito il lungomare nella zona che va dallo Scoglio ai pennelli. Per testimoniare l’impegno diretto del municipio nella promozione del turismo e nella salvaguardia dell’ambiente. Per presentare ai villeggianti della prima ora la cartolina di un paese pulito.

È questa la posa della prima pietra, sulla quale costruire, con l’apporto di tutta la cittadinanza, una nuova cultura, fondata sull’esempio e sull’impegno personale e improntata allo sviluppo turistico ed economico dell’intera cittadina. La prima e l’ultima volta che era stato organizzato qualcosa di simile correva l’anno 1999: a una settimana dall’insediamento in municipio, nel mese di giugno, la vicesindaco Floriana Chiappetta radunò le associazioni e tutti insieme pulirono la spiaggia di buon’ora. Quella di sabato scorso rappresenta la ripresa di un filo perduto per troppo tempo, che la gente ha accolto con favore ed entusiasmo.

Ma mentre sindaco, vice, assessori, consiglieri e volontari ripulivano marciapiedi, aiuole, scarpate e strade da spazzatura ed erbacce, sotto lo sguardo incredulo e compiaciuto dei cittadini affamati di novità nella gestione della cosa pubblica, qualcun altro storceva il naso. Come Nunziata, intento ad osservare tanto lavorare con aria scettica e a sostenere quanto oggi è stato pubblicato. «L’ultima trovata del neoeletto sindaco di trasformarsi in operaio e netturbino, insieme ai suoi consiglieri, per ripulire il lungomare cittadino», scrive Nunziata, «appare come una sceneggiata sterile e propagandistica che, al di là della giornata per l’ambiente (annunciata dall’amministrazione, ndr) sarebbe stato meglio sostituire con provvedimenti amministrativi più energici e coraggiosi».

Nunziata dunque non annovera tra i «provvedimenti coraggiosi» l’iniziativa di sabato scorso. Ed ha ragione: ci vuole certamente più coraggio a sopportare lo spettacolo di un lungomare sporco. Ci vuole più coraggio a permettere che i turisti delusi e arrabbiati cancellino San Lucido dalla cartina geografica. Ci vuole più coraggio a non muovere un dito, nonostante se ne abbia la possibilità, davanti alla bellezza mortificata della zona marina. Ci vuole più coraggio, senz’altro, a non offrire anche le proprie braccia alla causa. A restare nelle trincee dell’opposizione, e da lì sentenziare contro ciò che la gente con soddisfazione approva, respirando quel profumo di novità che non può arrivare fin dentro a sedi di partito blindate e ai capannelli degli oppositori che non mollano, fin dentro alle narici d’altri come Nunziata.

È un vento, quello del cambiamento, che spira in una direzione che una politica troppo impegnata ad opporsi, ostinatamente contraria, dedita a piantare cavalli di frisia per fermare il nemico, non può avvertire.

Nota: quest’articolo è una pubblicazione esclusiva del sito.

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Pulizie di primavera a San Lucido. Alcuni componenti dell’amministrazione comunale, affiancati da volontari, ieri mattina si sono armati di scope, rastrelli e buona volontà ed hanno tirato a lucido il lungomare del paese nella zona che va dallo Scoglio ai pennelli, per testimoniare l’impegno del municipio per l’ambiente ed il turismo.
pulizia spiaggia lucida san lucido

L’iniziativa è partita dal vicesindaco e assessore al turismo Francesco Sgroi, che ha coinvolto il sindaco Antonio Staffa e l’amministrazione in quello che rappresenta un primo spot di lancio: seguiranno infatti manifestazioni estese a tutta la cittadinanza, tra le quali una giornata ecologica in collaborazione col Wwf.

L’operazione che, con un gioco di parole, potrebbe essere battezzata “Lucida San Lucido”, è durata tutto il giorno. Il gruppo di volontari ha ripulito marciapiedi, cespugli, liberato i prati dalle erbacce e raccolto rifiuti, così da presentare ai primi turisti una San Lucido quanto mai linda e pinta.

Non è la prima volta che a San Lucido gli amministratori stessi si rimboccano le maniche e puliscono la spiaggia e il lungomare all’arrivo della stagione estiva. Nel giugno 1999, a un paio di settimane dall’insediamento in municipio, la vicesindaco e assessore Floriana Chiappetta prese per prima l’iniziativa e, con le associazioni del territorio, ripulì la spiaggia dai rifiuti e dall’immondizia. Una concezione dell’impegno politico come servizio e come testimonianza, nella coscienza del proprio ruolo istituzionale, ripresa ieri, dopo nove anni, da un altro vicesindaco. Ora tocca ai cittadini seguire l’esempio.

VIDEOGALLERY

(si ringrazia Pietro Serpa per la gentile concessione delle foto)

pulizia spiaggia lucida san lucido youtube

PHOTOGALLERY

(…e si ringrazia anche Umby Noah per l’invio dei suoi scatti)

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Compatibile o non compatibile? Rimane irrisolto, per il momento, il dilemma sulla posizione di Vittorio Calomeni, ex candidato a sindaco approdato dietro i banchi d’opposizione. Da parte sua, il consigliere non si pone il problema. Sostiene infatti che «non esiste alcuna incompatibilità» e afferma perciò di ricoprire regolarmente la carica di consigliere di minoranza.

Confortato dalla condotta del segretario comunale («se fossi incompatibile, mi avrebbe dichiarato non eleggibile il giorno stesso dell’insediamento»), non fa mistero dell’esistenza di «un decreto ingiuntivo promosso due anni fa» per ottenere dall’Ente alcune somme non percepite. Una controversia che non lo rende, a suo avviso, incompatibile con la carica di consigliere e alla quale, in caso contrario, potrebbe pure decidere di rinunciare, «chiedendo al giudice di soprassedere».

Ma se Calomeni ostenta una certa sicumera nel sostenere le proprie ragioni, il segretario comunale Fedele Vena, che abbiamo sentito in merito alla questione, non fornisce alcun dato certo: «Tutto – dichiara – è ancora da verificare». Il municipio dunque non conferma e neppure smentisce, al momento, l’esistenza di contenziosi tra l’Ente e Calomeni, tantomeno si pronuncia sulla compatibilità di quest’ultimo con l’incarico. Si limita a menzionare una certa lite riguardante i lavori pubblici (il decreto ingiuntivo di cui parla Calomeni?) e un ricorso relativo al concorso per la direzione dell’ufficio tecnico comunale svoltosi nel 2001.

Al fine di dissipare ogni dubbio in merito, il Comune potrebbe decidere di esaminare il caso d’ufficio, ma soltanto, precisa Vena, «se l’Ente dovesse scorgere un interesse a procedere, visto che a noi non importa se il consigliere è Calomeni oppure no: noi ci preoccupiamo di difendere gli interessi dell’Ente». Ma anche una sola segnalazione formale del caso da parte di un privato cittadino potrebbe mettere in moto il meccanismo di verifica. Ciò obbligherebbe l’assise cittadina ad affrontare la questione e a risolverla confermando Calomeni nel suo incarico oppure dichiarandolo decaduto da esso. Nel secondo caso, il consigliere potrebbe opporsi in sede giudiziaria alla revoca, per difendere una carica, dice, «appoggiata dalla maggior parte del gruppo».

Il 23 maggio Calabria Ora ha pubblicato una nota di Mario Amendola, capogruppo di Progetto Democratico, riguardante la prima seduta del consiglio comunale (tenutasi il 3 maggio) riguardo alla quale, ricordo ai miei lettori, ho scritto tre articoli: il primo del 4, il secondo dell’8 e il terzo del 10 maggio. Recita la nota: «L’assemblea si è svolta in maniera molto civile ed i nostri due rappresentanti – uno dei quali è lo stesso Mario Amendola che firma la nota, l’altro è Roberto Filippo – hanno doverosamente esternato gli auguri di buon lavoro al sindaco e alla giunta. L’unico episodio negativo si è verificato quando il presidente dell’assemblea appena eletto ha negato la parola al nostro capogruppo, senza alcun motivo».

Passando oltre le solite divisioni in buoni e cattivi, andiamo alla parte più interessante per me e per voi lettori che avete seguito con un certo trasporto la vicenda: l’intesa Amendola-Calomeni sull’eventualità di promuovere insieme un Progetto Ribaltone 2 nel caso, poi verificatosi, in cui avessero perso le elezioni. Amendola e Progetto Democratico smentiscono nella nota l’avvicinamento a Calomeni, salvo poi votare tutti insieme appassionatamente in consiglio comunale, come evidenziato nell’articolo dell’8 maggio.

«Ripetitivo e stucchevole appare ricordare le denunce fatte da Filippo ad Amendola venti anni or sono», scrive il capogruppo. Tuttavia fu proprio Calomeni a rispolverare quelle denunce. L’articolo ha riportato, virgolettandole, le dichiarazioni da lui rese dai palchi dei comizi, quindi già nel corso della campagna elettorale.

«A San Lucido, come in tutta Italia, le alleanze si fanno e disfanno ad ogni competizione elettorale e l’ultima lo dimostra in maniera eloquente», sostiene Amendola. Certo nessuno si stupirebbe se coloro che stringono tali alleanze non rappresentassero centinaia di persone che, col loro voto, hanno dato mandato agli eletti di sostenere in consiglio comunale le loro posizioni, idee e ideali. Gli elettori, i simpatizzanti, i candidati della lista Calomeni hanno affermato a gran voce la volontà di sbattere la porta in faccia alla vecchia politica. Calomeni, allineando il proprio voto a quello di Amendola e Filippo, ha di fatto spalancato quella porta.

Infine, e non per la necessità di replicare a quanto pubblicato, vista l’estraneità rispetto all’argomento degli articoli, Amendola aggiunge: «Una cosa però è certa: né Amendola né Filippo hanno fatto diventare i propri terreni da franosi a fabbricabili».

Sono state celebrate ieri pomeriggio, nella chiesa parrocchiale San Giovanni Battista, le esequie di Francesco Carnevale. L’uomo, sessant’anni, aveva perso la vita tragicamente il 19 maggio scorso a San Lucido. Come ha chiarito l’autopsia effettuata il 22 maggio presso l’ospedale di Cetraro, la morte è avvenuta a causa di un gravissimo trauma cranico, procurato dall’impatto violento del capo con una pietra, impatto dovuto alla caduta dell’uomo dall’escavatore a bordo del quale stava effettuando alcuni lavori per conto della ditta edile Ridenti.
funerale francesco carnevale

Francesco Carnevale, conosciuto come Ciccio, era molto stimato nella cittadina. In tantissimi hanno voluto porgergli l’ultimo saluto partecipando, ieri pomeriggio, alla funzione ed hanno atteso per ore di poter esprimere vicinanza alla famiglia affranta, alla moglie Eva Sotero e ai figli Luigi, Maurizio, Marinella, Sabrina ed Alessandro, anche loro conosciuti e stimati.

I familiari hanno affidato il loro dolore ad una lettera. Una lettera «a Ciccio», «un marito, un padre, un figlio, un fratello, uno zio, un amico fuori dal comune, dalle mille qualità». Per lui parole piene di affetto e di disperazione: «Avevi la dote di farti amare da tutti. Sei stato sempre un uomo disponibile e sicuro di te stesso. Amavi la tua famiglia e il tuo lavoro, e anche se questo ti ha portato via da noi, il tuo amore non lo dimenticheremo mai. Quando si stava con te si provava gioia e non dolore, felicità e non tristezza, serenità e non malinconia. Ricorderemo i momenti in cui tu eri con noi. In questo giorno, che non dimenticheremo mai, possiamo dirti addio con le labbra, ma non con il cuore. Aspettiamo il tempo in cui potremo ricordarti con un sorriso e non con una lacrima. Ti vorremo bene per l’eternità».

E di eternità ha parlato don Franco Spadafora nell’omelia. «Quando arriva l’ora dell’appuntamento con la morte – ha detto il parroco, che ha celebrato le esequie – il Signore viene a prenderci perché il posto che ci ha preparato per la nostra esistenza eterna è pronto per noi. È allora che avviene quel passaggio dalla storia all’eternità, dallo spazio all’infinito». «Ciccio era un uomo affezionato alla famiglia, al dovere, al lavoro, un uomo rispettato, un amico. Tutte qualità che certamente ognuno di noi ricorda».

E se don Spadafora ha parlato della morte sul lavoro come «una tecnica per andare ad occupare il posto che il Signore ha preparato per noi», ha pure invocato «più garanzia, più sicurezza, più certezza. Tutti noi abbiamo il dovere di impegnarci perché i nostri ragazzi, i nostri padri possano andare a lavorare e tornare a casa. Lotteremo sempre e pregheremo per avere sicurezza sul lavoro e sulle strade». La bara di Francesco Carnevale ha lasciato la chiesa ricoperta da tantissime corone di fiori.

Se c’è un requisito che un consigliere, sia esso di maggioranza o di opposizione, può vantarsi di non possedere, è quello di avere cause in corso contro il comune che governa. Si tratta anzi di una caratteristica che non può mancare al perfetto amministratore, poiché da essa dipende la legittimità stessa della carica ricoperta. Il mandato elettorale obbliga infatti il consigliere a coltivare gli interessi collettivi prima di quelli individuali: eventuali contenziosi creerebbero perciò un “conflitto d’interessi” che determinerebbe incompatibilità con la carica consiliare e porterebbe di conseguenza alla revoca dell’incarico.
municipio san lucido

L’articolo 63 del Testo unico degli enti locali stabilisce infatti che «colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia» non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale.

Questo, per esempio, il caso di Bruno Bruno, che nel 2006 si era dimesso dalla carica di consigliere di minoranza perché, nel caso in cui avesse deciso di mantenere l’incarico onorando il voto popolare che l’aveva voluto all’opposizione, avrebbe dovuto prolungare il periodo di aspettativa non retribuita (concessogli in occasione della candidatura a sindaco) per tutta la durata del mandato. Inoltre egli avrebbe dovuto rinunciare alla lite allora pendente col comune di San Lucido per il recupero di somme stipendiali.

Secondo alcuni, analogo potrebbe essere il caso di Vittorio Calomeni che avrebbe due contenziosi aperti: uno riguarderebbe alcuni lavori pubblici; l’altro coinciderebbe con un ricorso presentato contro il comune nel 2001 e ancora irrisolto, relativo al concorso da dirigente tecnico svoltosi in quell’anno.

Nessuno tuttavia ha finora sollevato la questione, né la maggioranza né la minoranza. Del resto Vittorio Calomeni smentisce decisamente tale circostanza: «Non esiste alcuna incompatibilità, e chi sostiene il contrario lo fa per interessi personali. E poi se così fosse, il segretario comunale mi avrebbe dichiarato non eleggibile il giorno stesso dell’insediamento». L’unica pratica in corso, ricorda Calomeni, «è un decreto ingiuntivo promosso due anni fa, che – sostiene – non credo possa determinare incompatibilità».

Un’eventuale segnalazione del caso avvierebbe una verifica delle posizioni consiliari che porterebbe direttamente alla discussione in assise. In ogni caso, l’interessato può rinunciare alle liti pendenti e sciogliere così le cause d’incompatibilità.

Dopo la costituzione del Partito della Libertà, con la fusione dei direttivi locali di Forza Italia e Alleanza nazionale avvenuta a fine marzo, un altro fiocco azzurro per il centrodestra di San Lucido: nella cittadina è nato il Circolo della Libertà “Nuovi Orizzonti”, presieduto da Valeria Pizzuti, figlia dell’ex vicesindaco Roberto Pizzuti, e diretto da Mattia Polizza e Alessio Luchetta.

«Anche San Lucido si è distinta per la nascita di un Circolo della Libertà, che in campo nazionale si riferisce all’attuale Sottosegretario al Turismo on. Michela Vittoria Brambilla – annuncia una nota diramata ieri agli organi di stampa. In vista delle elezioni politiche, che si sono poi svolte con grande successo per il Popolo della Libertà, molti cittadini sanlucidani hanno voluto concorrere all’affermazione del centrodestra, ed hanno per questo motivo costituito già da tempo il Circolo – ma se ne ha notizia soltanto adesso – per collaborare attivamente durante la campagna elettorale, presenziando a tutte le manifestazioni politiche che si sono succedute sul territorio. Anche con l’impegno del Circolo di San Lucido “Nuovi Orizzonti”, quindi, i risultati hanno consentito ai candidati vicini al territorio di essere eletti al Parlamento».

Un impegno del centrodestra che dev’essersi concretizzato in cabina elettorale piuttosto che nelle piazze, almeno a San Lucido, dove si è tenuta una sola manifestazione partitica per le elezioni politiche, quella della Sinistra Arcobaleno con Francesco Forgione, il primo aprile scorso.

Il circolo si farà promotore di «iniziative culturali e sociali volte alla diffusione dei principi e dei valori della democrazia liberale, poiché il nostro sistema politico-amministrativo, specie in Calabria, non è affatto perfetto, in quanto lascia spazio a tante ingiustizie, a tante emarginazioni, ad una disoccupazione demoralizzante. Tuttavia il sistema stesso ha in sé gli strumenti per migliorarsi, e tutti i soci del Circolo vogliono contribuire tangibilmente a cambiare le regole di un gioco che in Calabria è rotto da tempo».

Il circolo esprime in particolare l’intenzione di «far sentire la propria voce sulle problematiche del territorio, ed essere propositivo nei confronti degli amministratori locali, specialmente per quanto riguarda la politica turistica, in considerazione che questo settore rappresenta certamente la più importante prospettiva di sviluppo e di crescita sia economica che sociale».

Nei prossimi giorni sarà allestito un gazebo sulla piazzetta Panoramica per la raccolta delle adesioni.

(ANSA) – SAN LUCIDO (COSENZA), 19 MAG – Un operaio di 60 anni e’ morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere edile a San Lucido, nel Cosentino.L’uomo era a bordo di un mezzo meccanico che, per cause in corso di accertamento, si e’ ribaltato, schiacciandolo. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini.Gli investigatori stanno accertando la regolarita’ dei lavori e la situazione occupazionale della vittima.

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