«Ogni gradino è il sududore di un uomo»: insieme con l’inciviltà di cui è indubbiamente portatore, l’ermetico verso che da due giorni campeggia su via Silica a San Lucido ci regala una sillaba più del dovuto, rivelando inediti legami con la migliore tradizione letteraria. Scritto in nero con la vernice spray, il leggiadro verso viene incontro a quanti percorrono l’antica scalinata del paese. Ma non è il solo: come tutti i versi, anche questo è accompagnato. Altri, non meno aggraziati, deliziano i passanti: «sporchi comunisti», «dux», «ss», un (per noi illetterati) oscuro riferimento a «Vigna Clara» ed un «93».
Ma il poeta non dimentica gli amanti dell’immagine: per loro c’è lo schizzo di un fascio littorio (venuto ahinoi male) e un altro disegno (uscito disgraziatamente peggio). Quest’ultimo dovrebbe rappresentare la morte, con la falce impietosa in mano, ma ardua è per noi l’interpretazione. Inoltre: una croce celtica, una svastica e altri simboli. Si potrebbe dire, con una variazione sul verso, che ogni gradino è l’indecenza di un uomo.
Triste scenario in via Silica. Basterebbe la scarsa dimestichezza con le arti grafiche dimostrata per consigliare all’autore di esercitarsi nel disegno in privato e rendere partecipi dei propri capolavori pochi eletti; tuttavia simili episodi costringono a riaprire il manuale del buon cittadino e parlare ancora una volta di rispetto degli spazi pubblici. Perché, nonostante i riferimenti politici, l’opera d’arte pare avere più che altro carattere vandalico. E non è un dato insolito: San Lucido presenta scritte simili un po’ ovunque. Lo stesso municipio cittadino è macchiato dallo spray fin dove arriva la mano dell’uomo.
Tocca rammentare a quanti ne fanno (ab)uso privato che si tratta di luoghi che appartengono a tutti e che a nessuno è concesso deturpare. La via Silica, in particolare, è uno degli angoli cittadini più belli. Larghi gradoni conducono dalla zona alta del paese alla marina, offrendo agli occhi lo scorcio luminoso del litorale.
Consumata e rosicchiata dal tempo, resa inaccessibile da una frana nel 2003, recentemente la Silica è stata per buona parte ristrutturata. La giunta uscente affidò un anno fa i lavori su appalto alla ditta cosentina Nicola Clausi, con una spesa di 43mila euro. L’intervento non è ancora giunto a conclusione: bisogna infatti completare la pavimentazione e ripristinare l’impianto elettrico. Obiettivo finale: restituire a sanlucidani e turisti la possibilità di recarsi al mare a piedi, evitando il traffico e l’afa delle strade asfaltate, e godersi intanto lo spettacolo di una via di rara bellezza.
La Silica oggi è ricoperta di mattonelle bianche come il latte, che immacolate dovrebbero rimanere. Se non per senso civico, almeno perché la vernice spray, converranno gli artisti, dopotutto non è chic.







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