Ed anche la lista di Mario Amendola si è presentata ufficialmente alla cittadinanza. Nel comizio del 2 aprile hanno preso la parola lo stesso candidato a sindaco, Francesco Polizza e Franco Nunziata.
Dai discorsi fatti si evincono gli argomenti sui quali Progetto Democratico fa leva in questa campagna elettorale: la squadra Amendola intende rappresentare se stessa come garanzia di «un governo stabile e per cinque anni», come «il giusto mix tra gioventù ed esperienza, in cui i giovani ci sono», e come «una lista che più completa non poteva essere, visto che ci sono sia i partiti sia i non tesserati».
Inoltre intende proporsi come l’unico luogo della politica, data per assente nei precedenti comizi: «La politica non s’improvvisa», hanno ripetuto gli intervenuti criticando alcuni punti dei programmi delle altre liste, verso le quali non sono mancate le stoccate. «Nella lista di mio cognato – Roberto Pizzuti – ci sono gli artefici dello tsunami Borsani, un film muto che abbiamo già visto», ha detto Nunziata, che ha inoltre indicato la propria candidatura con Amendola e senza il cognato come «un sacrificio familiare».
Ma soprattutto Nunziata ha promesso che creerà 300 posti di lavoro in cinque anni, di cui 150 all’ex Onpi, e qualche posto da disoccupato per i dirigenti comunali inadempienti. Progetto Democratico, estremamente critico verso le amministrazioni Pizzuti e Borsani, esorta ad «un voto di discontinuità rispetto al passato più recente», in continuità invece con quello più remoto, visto che il sindaco che la lista vorrebbe è lo stesso di vent’anni fa.
Proprio Amendola ha chiuso il comizio, affermando di non aver formato una lista unitaria «per i paletti posti» e criticando l’avversario Pizzuti: «Il suo comizio è stata una continua esaltazione della propria gestione e di quella di Borsani, ma c’è poco da esaltarsi. Ha parlato di un danno amministrativo dovuto al ricorso, ma a quello provocato dai suoi consiglieri quando l’hanno fatto cadere non pensa? Come spiega ai suoi elettori che due di loro si ripresentano con lui, così come un assessore che l’ha sfiduciato un anno fa? ».
Bocciando in toto il governo Pizzuti-Borsani, Amendola ha infine affermato: «Amministreremo bene e per cinque anni. Dopo di me, dal ‘97 ad oggi, tutte le amministrazioni sono cadute in anticipo».

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