San Lucido – Storia di un equivoco da Tribunale

Sembra una commedia degli equivoci, invece è la storia (vera) di un’avventura burocratica all’italiana. Ce l’ha riferita il geometra in forze presso l’Utc Battista Romeo, che ne ha fatto le spese penali. Questo il suo racconto.

Siamo nel 2001. Un abitante di vicolo Garibaldi, a San Lucido, chiama prima i vigili urbani e poi i pompieri per il crollo dell’intonaco dai muri della palazzina di fronte casa sua, un vecchio palazzo disabitato a quattro piani. Quindi, attestato nel gennaio 2002 lo stato fatiscente dell’immobile, a febbraio la commissaria prefettizia emette un’ordinanza intimando ai proprietari (Battista Romeo, i suoi fratelli e altri) la rimozione del pericolo entro un dato termine. Questi però non provvedono.

casa di vicolo garibaldi

Decide di farlo il comune, che a dicembre dello stesso anno indice una gara d’appalto secondo il metodo del cottimo fiduciario e con prezzo a base d’asta indicativo e non vincolante di 36mila euro. L’Ente programma di attuare d’ufficio una serie di lavori, tra cui la rimozione del pericolo in vicolo Garibaldi. Tuttavia, racconta Romeo, «l’intervento che avrebbe dovuto interessare l’edificio di vicolo Garibaldi è stato effettuato su un altro immobile», di cui è proprietario sempre lui ma che si trova su via Roma, alle spalle di vicolo Garibaldi.

casa via roma

Quindi la ditta che ha vinto la gara d’appalto (tra l’altro, secondo il geometra, minata da alcuni vizi di forma che ne metterebbero in forse la validità), su indicazione del Comune avrebbe agito su un altro stabile, che fino a questo momento era rimasto del tutto estraneo rispetto ai fatti. Consegnati alla ditta contestualmente alla firma del contratto, nel marzo 2003, i lavori si sarebbero dovuti concludere entro 60 giorni, pena una multa per ogni giorno di ritardo, che non sarebbe stata applicata.

Il primo stato d’avanzamento è però di agosto 2003 e ammonta a 14mila euro circa; il secondo di marzo 2004, stessa cifra. Si potrebbe pensare che la storia sia quella di un “errore”, di un incredibile “scambio d’edificio”, invece è anche quella di un processo presso il Tribunale di Paola, che ha condannato tutti i proprietari dello stabile di vicolo Garibaldi per mancata esecuzione dell’ordinanza di rimozione del pericolo. Ma visto che la gara si proponeva proprio questo scopo, Romeo ha chiesto a vigili urbani e comune di attestare che il pericolo è stato rimosso tramite i lavori appaltati o di riconoscere che così non è stato.

Il suo avvocato, preannunciando una richiesta di risarcimento danni per l’”equivoco” subito, ha chiesto al commissario prefettizio che attesti lo stato dei fatti, ma a tale richiesta avrebbe risposto il direttore generale del comune citando la legge sull’accesso agli atti pubblici. Questi naturalmente sono i fatti secondo Romeo. Si attendono chiarimenti in merito da parte degli uffici comunali.

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  1. Battista’s avatar

    Cara Mariafrancesca
    i chiarimenti che aspettavi dagli Uffici comunale sono arrivati: è stata emanata un altro capolavoro di Ordinanza contingibile ed urgente, con la quale si ordina di rimuoveri i pericoli creati dai lavori eseguiti dal Comune. I pericoli da rimuovere sono i seguenti: una porta aperta e intoinaco già caduto, non in Vicolo Garibaldi ma in un intero “comparto edilizio”. Cose veramente da pazzi. Come vedi la Commedia continua: ne parleremo in seguito. Ciao
    Battista

  2. Mikael’s avatar

    cioè…non ho capito come sia possibile “l’errore dello scambio d’edificio”…ma in principio: questo Battista si meraviglia se deve pagare un intonaco di tasca sua per una casa di sua proprietà?!? Ho capito bene?? E invece è più giusto che la dobbiamo pagare noi sanlucidani…?

  3. Maria Francesca Calvano’s avatar

    I lavori che avrebbe dovuto effettuare lui, insieme con gli altri proprietari dell’immobile, non sono stati eseguiti, e per questo giustamente il Tribunale di Paola li ha condannati tutti. Il passaggio fondamentale sta nel fatto che il comune, in seguito all’ordinanza che obbligava i proprietari ad eseguire i lavori, ha deciso di occuparsene d’ufficio. E lì è nato l’”equivoco”. Ma, chiaramente, resta il fatto che quei lavori non sono mai partiti, né da parte del comune (visto lo scambio di edifici) né da parte dei proprietari dello stabile. Ovvio che gli interventi effettuati sulla casa di via Roma li abbiamo pagati noi cittadini per mezzo delle casse comunali.

  4. Colletto bianco’s avatar

    Fermo restando che a chiunque verrebbe comodo farsi restaurare un edificio di proprietà, da parte di una ditta appaltata dal comune a spese dei contribuenti… va da se, mi pare,… che il comune non dovrebbe intervenire su un immobile privato senza prima averlo accorporato al bene pubblico…
    Se guardiamo bene… ora c’è un privato che si trova l’immobile restaurato dal comune, quindi a spese dei contribuenti, senza che questo immobile sia diventato proprietà dello stesso. Inoltre.. resta il fatto che l’immobile fatiscente resta dov’era…
    E’ un caso, o che cosa??
    Io farrei alcune ricerche in catasto….
    così, tanto per fare…. . buon lavoro Signorina!!!

  5. Maria Francesca Calvano’s avatar

    Credo che ci farò casualmente un salto :) Grazie della dritta.

  6. Mikael’s avatar

    <>

    Ora kiama l’avvocato. Ma se avesse intonacato la casa invece di pagare l’avvocato nn sarebbe successo niente…e le casse comunali “piangono”…

    E comunque, se mi fosse caduta a pezzi un’abitazione che nn posso sistemare, in tutta sincerità, avrei venduto o svenduto piuttosto ke tenermela mettendo in pericolo l’incolumità di qualke passante, ma stiamo skerzando?!?

  7. Maria Francesca Calvano’s avatar

    Ma per quale motivo pensarci io, (s)vendere addirittura la casa, quando il comune, trascorso un po’ di tempo, potrebbe indire una gara d’appalto che risolve tutti i miei problemi? ;)