A quest’ora del mattino, dopo l’acqua e il vento di ieri, probabilmente ne è rimasta poca traccia. Al massimo, una macchia nera sull’asfalto e qualche asse di legno lucidata dalla pioggia. Per una notte e un giorno però quella strana architettura lignea è rimasta lì in piedi, mezza corrosa e mezza annerita dalle fiamme.

Qualcuno, nella notte tra il 10 e l’11 marzo, ha trasportato presso i cassonetti della spazzatura di via Martiri d’Ungheria, nel bel mezzo del paese, a due passi dal municipio e ad uno dalle scuole, questa specie di rettangolo fatto di assi di legno, che sembra un piccolo recinto ma che invece dovrebbe essere una specie di contenitore merci. Pare però che sia stato utilizzato per delimitare la zona in cui riversare ogni tipo di prodotto e appiccare il fuoco.
Nel “recinto” ci sono prodotti ancora in vaschetta, forse arance o forse limoni, confezionati nella plastica ma bruciacchiati; ci sono uova intere, pare un tozzo di pane, e poi tantissime scatolette come quelle di cibo per animali (tant’è che i gatti ne approfittano per godersi un pasto alternativo), nonché bottiglie di birra ancora confezionate e scatole di vino da tavola, bombolette spray e molta carta.
Il tutto completamente bruciato, tranne qualche confezione, come quella della frutta ancora mezza intatta, che reca l’etichetta della linea di supermercati dal quale proviene. Pure il “recinto” di legno è stato consumato dalle fiamme, anche se non del tutto: giunti e materiale di ferro sono in mezzo ai prodotti bruciati. Tutto questo mucchio di generi essenzialmente di consumo, dalla frutta alle birre al vino, da dove arriva? Chi l’ha depositato vicino ai cassonetti della spazzatura, circondandolo con il recinto di legno, per poi darlo alle fiamme?
Visto che non sono stati danneggiati i cassonetti, né bruciati i rifiuti intorno, si potrebbe escludere che il gesto sia dovuto all’insana volontà di sbarazzarsi di spazzatura non raccolta. Sembra più probabile che l’intento sia stato quello di distruggere quel dato materiale. In ogni caso, da qualunque luogo esso arrivi, per qualunque motivo sia stato fatto il falò, è questo un gesto d’inciviltà che non solo danneggia l’immagine del paese e l’ambiente, ma anche i polmoni di quanti hanno dovuto respirare il fumo dell’incendio: non esattamente un toccasana per la salute.
Tags: incendi, Nettezza urbana

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