March 2008

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La lista Rinascita Democratica è scesa in piazza il 29 marzo. Il candidato a sindaco Antonio Staffa è intervenuto solo in chiusura di serata per illustrare il programma. Prima di lui hanno preso la parola i promotori dell’iniziativa elettorale e i candidati. L’idea del rinnovamento, della necessità di cambiare, di non attribuire più credibilità a coloro i quali «hanno promesso senza mantenere», di voltare pagina e scegliere di votare per quello che Rinascita Democratica definisce «il vero rinnovamento» è stato il tratto comune a tutti gli interventi.

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La lista si pone come rappresentativa del «cambiamento», fautrice di un’«epoca storica» in cui i giovani, veri protagonisti della politica e autori di un vero e proprio programma per San Lucido, risollevano il paese dal «degrado» per mezzo di una politica nuova che «fa paura ai difensori dello status quo».

E su questo contrasto tra «cittadini che vogliono il bene del paese» e «gli altri che già conoscete» si è basato il comizio: «La scelta è tra i soliti clientelismi e la gestione democratica della cosa pubblica», si è detto.

Nella piazza, tra il pubblico, si respirava rabbia per il presente, soprattutto per i servizi basilari inesistenti: la stessa lista è nata quando un gruppo di persone si è trovato a discutere del problema dell’acqua potabile che non c’è. Disillusione dunque, ma anche speranza nel futuro: «Contribuite alla rinascita del paese, per un vero cambiamento – ha detto Staffa prima di esporre il programma, al quale ha dedicato l’intero intervento. Diamo voce a questo paese lacerato per farne un paese ricco. Vogliamo un’azione amministrativa ispirata alla trasparenza sulle scelte e alla loro condivisione, con l’apporto di maggioranza, minoranza e commissione consiliari». «Vorremmo parlare di grandi opere – ha affermato Staffa – ma purtroppo dobbiamo preoccuparci di erbacce da togliere dai marciapiedi e di strade da recuperare. Ricostruire è quello che faremo».

Staffa non ha infine mancato di criticare la «cattiva abitudine di fare la pagella ai candidati: non siamo al mercato delle vacche, ognuno ha il suo valore. Solo le scelte possono non essere condivise».


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La campagna elettorale entra pian piano nel vivo. Cominciano a tenersi le prime iniziative pubbliche: la lista di Vittorio Calomeni si è presentata ufficialmente alla cittadinanza il 27 marzo, quella di Antonio Staffa è scesa in piazza ieri sera, la lista di Roberto Pizzuti lo farà nel pomeriggio di oggi, quella di Mario Amendola nella serata del 2 aprile.

Ma al di là delle uscite ufficiali, c’è uno scontro quotidiano tra i candidati, e in molti casi riguarda i cavalli di battaglia elettorale. Per esempio, all’indomani della notizia della candidatura a sindaco di Roberto Pizzuti, quest’ultimo ha precisato, in base ad una sentenza della Cassazione, che la propria elezione è possibile al fine di stoppare le «illazioni» di quanti in quei giorni sostenevano che egli non fosse eleggibile, avendo alle spalle altre due esperienze amministrative.

Alcuni giorni fa poi Pietro Covelli, candidato nella lista di Mario Amendola, aveva annunciato l’erogazione a favore del comune di San Lucido di un finanziamento europeo per risanare le zone interessate da dissesto idrogeologico, ricordando il proprio impegno personale per il raggiungimento dell’obiettivo. Ma per l’ex sindaco Carlo Borsani quella operata da Covelli è soltanto propaganda elettorale: «La notizia del finanziamento non è nuova ma solo strumentalizzata per la campagna elettorale. Covelli si è impegnato un po’ a livello di rapporti interistituzionali, ma niente di più. Di progetti e finanziamenti mi sono occupato io insieme con l’Utc».

Sul fronte della lista Calomeni, è Giuseppe Cavaliere a replicare alle critiche di coloro che lo considerano un “elemento di disturbo” per l’attività amministrativa, rimembrando ancora il ricorso dell’ex assessore ai carabinieri per irregolarità in una delibera di giunta: «Se ho preso quella decisione, che mi è costata tanto, non è stato certo per un errore grammaticale: quando arrivi all’apice della sopportazione l’unico modo è ricorrere alle forze dell’ordine. Ciò non toglie che sono e sarò elastico, perciò facciamo una campagna elettorale onesta». Lo stesso Calomeni, presentandosi alla cittadinanza, si è impegnato soprattutto nella difesa dalle accuse degli avversari e alcuni tra i suoi candidati hanno condannato le promesse di posti di lavoro ed edificabilità di terreni come strumenti elettorali.

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Anche a San Lucido si tiene oggi il Democratic-Day. Il Pd chiama a raccolta intorno al gazebo allestito nella villa comunale dalle ore 9 alle ore 18 il popolo delle primarie del 14 ottobre, «per ricevere l’attestato di socio-fondatore del Pd e per una partecipazione viva al processo della campagna elettorale», annuncia una nota stampa della costituente regionale Floriana Chiappetta.

«Si tratta di un’iniziativa in linea con l’agire del Partito democratico – scrive Chiappetta – che persegue sempre l’obiettivo del massimo coinvolgimento delle persone a tutti i livelli».

Collegandosi alle parole del leader Pd (“Il risultato dipende anche da te. Da te dipende quello che insieme potremo fare. Quello che insieme faremo per l’Italia”), Chiappetta sostiene «la compartecipazione alle scelte, a cominciare dalla campagna elettorale per proseguire sulla strada delle scelte governative ed amministrative», e aggiunge: «La presenza in mezzo alla gente del Pd è ancora più importante per noi calabresi. Attraverso il gazebo sarà divulgato il programma che Veltroni propone per il Sud, che egli dice “motore da cui deve partire la rinascita di tutto il Paese… conferire forza al Sud significa dare forza a tutta l’Italia”. Un piano di innovazione generale per la Calabria, più infrastrutture, a cominciare dalla Salerno-Reggio Calabria, miglioramento dei trasporti, interventi a favore dell’impresa accrescendo competitività e formazione, lotta alla ‘ndrangheta, creazione delle condizioni perché i nostri giovani non siano costretti ad emigrare per lavorare ed esprimere le proprie energie. Queste alcune delle linee programmatiche per il nostro Sud. Per ripartire».

» Nota: l’articolo è una pubblicazione esclusiva per questo sito.

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La lista LiberaMente alle presentazioni ufficiali. Il candidato a sindaco Vittorio Calomeni e i suoi hanno tenuto una manifestazione pubblica presso la sala polifunzionale lo scorso 27 marzo per presentare il programma elettorale e spiegare «tutti i perché di una scelta».

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Per quanto riguarda il programma, si è parlato dell’«esigenza di fornire uno strumento di potere alla collettività attraverso un consiglio comunale che la rappresenti» e di alcune proposte particolari, come il recupero degli alloggi popolari e la realizzazione di consultori familiari.

Calomeni si è concentrato soprattutto sui motivi della propria candidatura, come del resto coloro che hanno preso la parola. Il suo è stato un intervento a scudi levati: «Non ho niente da guadagnarci facendo il sindaco, ma nemmeno da perderci. Non sono un politico di professione ma chi ha amministrato finora non era certo De Gasperi. A chi si preoccupa della mia scelta dico che le sue motivazioni non mi interessano perché non possono spiegarla. In sostanza non devo dimostrare niente a nessuno. Non abbiamo interessi da tutelare se non quelli collettivi, né nascondiamo scheletri nell’armadio», ha dichiarato.

Se il tono della manifestazione è stato generalmente cauto, Calomeni non ha risparmiato critiche alle passate maggioranze da una parte («basta affidare a chi non lo merita la gestione del nostro paese») e all’opposizione dall’altra («incapace di fornire alternative a quello che le maggioranze hanno proposto»).

Ma a sponsorizzare la lista c’erano anche Massimo Domanico, presidente di Obiettivo Impresa, e Enzo Saladino, presidente regionale del settore Attività produttive. Visto che la locandina li dava quali rappresentanti del Movimento per l’Autonomia della Calabria – Lega Sud, si è aperta una piccola polemica sulla natura del loro intervento nell’ambito di una manifestazione elettorale di una lista civica.

Calomeni ha chiarito che non si è trattato di una rappresentanza politica bensì tecnica, ma ha anche affermato: «Noi siamo e resteremo una lista civica ma non a tempo indeterminato. Noi rimarremo una lista civica finché la politica non rientrerà nei ranghi».

Rispondendo ai pescatori tra il pubblico, ha inoltre promesso che «il porticciolo dovrà diventare un porto, sarà nostro impegno».

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Il 26 marzo mattina, poco prima delle ore 8, un’ampia fascia di colore marrone è comparsa in mare tra San Lucido e Paola, all’altezza del carcere. Sembra trattarsi di uno sversamento di fluidi in acqua tramite il corso del fiume Deuda che segna il confine tra le due località, ma si tratta ovviamente di una circostanza da verificare. In poche ore, la macchia marrone ha ricoperto chilometri di litorale sanlucidano e soprattutto paolano per effetto delle correnti.

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Floriana Chiappetta replica a Franco Nunziata che qualche giorno fa ha mosso una serie di accuse contro la costituente regionale del Pd e che «da giorni diffonde sulla stampa un proprio falso quadro del Pd».

floriana chiappetta

Scrive Chiappetta: «Io, a differenza sua, non ho certo bisogno di legittimazione e se avessi voluto candidarmi non avrei avuto nessuna difficoltà; tant’è vero che non ho avuto timore ad ascoltare la voce (attraverso le primarie per l’indicazione del candidato a sindaco) non solo dei 254 fondatori del Pd che mi hanno manifestato la propria fiducia il 14 ottobre, ma di tutto il popolo sanlucidano delle primarie, per arrivare a costruire una lista del Pd con un candidato a sindaco condiviso. Ma la voglia di primeggiare dei due autocandidati e la loro paura di non riuscire ad avere il consenso del popolo Pd sulla propria candidatura ha spinto a rifiutare l’utilizzo di uno strumento democratico come le primarie per preferire quello dell’autoaffermazione».

«Nunziata dovrebbe sapere che proprio l’idea di aprire alla compartecipazione mi ha spinto due anni fa a rinunciare alla legittima guida della Margherita per lasciare spazio a lui, da me voluto come presidente della convenzione cittadina. Avevo, ahimè, creduto in lui, malgrado fosse appena uscito dalle fila del centro-destra e reduce di diverse acrobazie politiche».

Chiappetta aggiunge: «Solo da forze positive può scaturire un’amministrazione come servizio alla comunità, e credo di averne dato esempio nel mio ruolo di vicesindaco all’interno di una coalizione civica, il cui sindaco era lo stesso di cui Nunziata è stato mandatario e supporto nelle ultime amministrative» e invita Nunziata a compiere «se ne ha la forza, un atto di responsabilità uscendo dal vago per precisare in dettaglio in che cosa consisterebbero le bugie e le mistificazioni che egli mi attribuisce, prima che me ne debba rispondere davanti al giudice. Se non lo farà, si avrà un’ulteriore conferma dell’assoluta infondatezza delle sue accuse e della distanza che intercorre tra la coerenza politica e l’integrità morale della sottoscritta e le sue altisonanti enunciazioni autoreferenziali».

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È stata una nottataccia quella tra il 24 e il 25 marzo scorsi per la cittadina di San Lucido. Dove non sono arrivate le onde, ha agito la mano dei malintenzionati. Ma andiamo con ordine, partendo dai danni provocati dal mare forza otto.

La violenza con cui le onde si sono infrante (e continuano ad infrangersi) sul lungomare ne hanno messo seriamente in forse la stabilità, provocando qua e là danni ingenti. Il mare riesce infatti a raggiungere con facilità il muro che dalla spiaggia si alza fino al marciapiede del lungomare nei casi in cui le mareggiate sono relativamente deboli, figurarsi quando le condizioni metereologiche sono particolarmente avverse come in queste ore. Si può ben capire quanto l’impatto delle onde con il lungomare costituisca un pericolo per le infrastrutture marittime.

Un’idea molto chiara si può avere presso lo stesso lungomare cittadino: in alcune zone a nord il marciapiede è stato letteralmente rosicchiato dalle onde che, andando a infrangersi continuamente contro la base del muro del lungomare, ne hanno provocando il cedimento. Il crollo del marciapiede ne è stata la conseguenza inevitabile. Metri di lungomare percorribile si sono sbriciolati in ampi crateri che la polizia municipale ha provveduto a transennare.

Si tratta di un’area che già un anno fa aveva cominciato a cedere, ma in quel momento non c’era stato un provvedimento tempestivo di risanamento. Anche allora le transenne avevano risolto il problema. Considerato che si tratta della stessa zona danneggiata dall’ultima mareggiata, forse un intervento rapido in tal senso avrebbe potuto rendere un po’ meno fragile l’intera area e permettere di accorciare l’elenco dei guai di questi giorni. Si auspica perciò che questa volta gli interventi di rafforzamento della struttura di cinta del lungomare, nei punti in cui esso si presenta maggiormente a rischio, siano celeri ed efficaci, e certamente dovrà essere questo il primo compito da assolvere per gli amministratori eletti col voto di aprile.

E mentre, nella notte della mareggiata, l’acqua salata “mangiava” il lungomare, i soliti ignoti partorivano la pessima idea di entrare nella scuola media Moscato per danneggiare l’edificio e operare qualche piccolo furto. Sull’episodio, l’ultimo di una lunga serie, indagano i carabinieri di San Lucido.

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» FOTO DI UMBERTO CALIPARI

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Quanti candidati, ma chi sono? La prima a parlarci del motivo per il quale ha deciso di scendere in campo in questa campagna elettorale è Roberta Mallamaci, candidata nella lista Calomeni, sanlucidana doc, laureata in giurisprudenza (ma una seconda laurea in scienze internazionali e diplomatiche è in arrivo), avvocato e appena tornata da Cuba dove ha seguito importanti progetti nell’ambito dei diritti umani. Attualmente tiene un corso di specializzazione in difesa dei diritti umani all’University of Toronto, in collaborazione con l’Università di Siena e il Ministero degli Esteri.

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Queste le sue parole: «Quando mi è stato chiesto di esplicitare la ragione dell’ormai maturata decisione di far parte della vita politica del mio paese di origine, di illustrare le motivazioni che mi hanno spinto ad accettare senza alcuna esitazione la proposta di candidatura nella lista civica dell’ingegnere Vittorio Calomeni ho subito pensato alla difficoltà che avrei avuto nel trasmettere la sostanza delle mie sensazioni.

Parto allora da una fondamentale premessa: pur seguendo con attenzione i fatti e le vicende che hanno interessato la vita di San Lucido, mi ero sempre tenuta alla larga da qualsiasi tipo di partecipazione attiva, se per essa intendiamo l’appartenenza o il sostegno in favore di un partito o di un movimento civico. Ragioni personali, legate allo sviluppo della mia attività di formazione culturale e professionale nonché i miei interessi ed il mio lavoro, che sovente mi portano in terre lontane, non mi concedevano che il minimo spazio da poter dedicare ad un impegno, quale quello politico nella sua accezione più vasta, che ritengo fruttuoso solo se svolto in maniera totalizzante. In aggiunta, una buona dose di sfiducia nei confronti dei metodi utilizzati per gestire la cosa pubblica in maniera tutt’altro che virtuosa, con evidente privilegio di interessi particolari, con una sorta di potere assoluto finanche sulla vita interna dei vari partiti tutti, in spregio alle più elementari norme di democrazia ed etica, ha sempre scoraggiato la mia volontà di essere concretamente partecipe della vita politica cittadina.

Tutto ciò fino al momento in cui ho avvertito, nitida e concreta, la sensazione amara del lento ma progressivo deterioramento provocato dalla mala gestio degli amministratori locali dell’ultimo ventennio ed appartenenti a qualsivoglia schieramento o bandiera, nessuno escluso. Deterioramento materiale, ma soprattutto dei valori».

Nota: quest’articolo è la versione integrale di quello pubblicato sul quotidiano.

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Floriana Chiappetta, costituente regionale del Partito democratico, interviene oggi per dire una parola chiara sull’argomento Pd ed elezioni: «Le forze del Pd che hanno da sempre sostenuto e sostengono ancora le linee-guida del partito avevano la possibilità di presentare, per le prossime elezioni amministrative, una propria proposta elettorale, con una propria candidatura a sindaco.

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L’assemblea dei “fondatori” del Pd, convocata dal partito regionale e provinciale come propedeutica alle primarie, attraverso cui sarebbe stato indicato il candidato a sindaco del Pd, ha purtroppo dovuto prendere atto dell’inutilità di tale elezione perché coloro i quali, come Franco Nunziata e Mario Amendola, pur definendosi Pd, non hanno avuto alcun avallo dal partito sulla loro candidatura, si sono rifiutati di ascoltare la voce di quanti, come loro, il 14 ottobre hanno dato radici al Pd sanlucidano: Amendola, rifiutandosi di sottoporre il proprio nominativo alle primarie e quindi di osservare le linee-guida del partito e Franco Nunziata, mostrandosi inizialmente favorevole a partecipare alle stesse primarie e poi ritirando la propria candidatura nel momento in cui l’assemblea ha indicato il nominativo di Floriana Chiappetta.

È veramente incomprensibile, anzi paradossale, come oggi Nunziata ed Amendola, dopo aver disatteso qualsiasi indicazione del partito, dopo aver impedito a quanti avevano diritto ad esprimere il proprio voto sul candidato a sindaco di manifestare la propria volontà, mostrando evidente disprezzo nei loro confronti, si dichiarino Partito democratico.

Le forze del Pd che hanno seguito una linea di azione sempre coerente e rispettosa delle regole partitiche, accanto alla costituente regionale Floriana Chiappetta, che ha rinunciato ad una candidatura indicata legittimamente all’interno del partito, hanno operato scelte che sono in perfetta linea con i principi ispiratori del Partito democratico. Confluendo nella coalizione “Rinascita democratica”, accanto al movimento civico “Rinascita”, esse hanno risposto all’invito veltroniano di aprire le porte alla società civile, alla partecipazione delle forze vive della comunità, per costruire una politica condivisa e partecipata, coinvolgente dei giovani e di quanti mostrano senso di responsabilità verso il proprio paese.

Certo, ci ha nuociuto non essere riusciti a costituire gli organismi locali, ma da dirigente del Pd voglio rivolgere un accorato invito a tutti coloro che si dicono appartenenti al partito: se crediamo davvero nei principi della nuova politica che ci indica Veltroni, non tentiamo di reiterare vecchi metodi, strumentalizzando il partito come ci pare e piace. Il Pd è un partito nuovo in cui democrazia non vuol dire chiedere assenso ed unità sui propri intenti, ma concertare decisioni in pieno rispetto di tutti e di ciascuno, mirando non all’affermazione personale, ma al solo obiettivo di crescere nella vera politica per dare risposte reali al bene della collettività».

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Sono stati nominati ieri 22 marzo tramite sorteggio al computer presso il municipio di San Lucido gli scrutatori destinati agli uffici elettorali di sezione per le elezioni del 13 e 14 aprile prossimi. Ecco di seguito tutti i nominativi divisi per sezione.

Sezione numero 1, scuola elementare del centro: Luigi Struzzo, Manuela Matera, Cinzia Frangella, Silvana Bentrovato.

Sezione numero 2, scuola elementare del centro: Natasha Bertolasi, Maria Luisa Camera, Nevia Sansone, Lorenzo Coscarella.

Sezione numero 3, casa di riposo ex Onpi: Ilde Provenzano, Antonio Bruno, Francesca Veltri, Gianfranco Covelli.

Sezione numero 4, asilo nido in località Pollella: Francesco Polizza (candidato), Andrea Vommaro, Sandro Serravento, Francesco Bertucci.

Sezione numero 5, scuola elementare di contrada Varco: Alessandra Braiotta, Pietro Coscarella (candidato), Antonio Puntillo, Carmine Petrungaro.

Sezione numero 6, scuola elementare di Acqualeone B: Beniamino Stella, Pietro Covelli (candidato), Patrizia Nocella, Daniela De Luca.

Come indicato tra parentesi, ci sono tre casi di sorteggio di candidati alle elezioni comunali. La selezione tramite computer ha restituito infatti i nomi di Francesco Polizza, Pietro Coscarella e Pietro Covelli, tutti candidati. In considerazione dell’incompatibilità tra lo status di candidato e quello di scrutatore, essi dovrebbero essere sostituiti dai primi tre fra coloro che sono stati sorteggiati come scrutatori supplenti. La stessa cosa accade nel caso in cui colui che è stato sorteggiato per ricoprire l’ufficio di scrutatore rinunci per validi e giustificati motivi.

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