Elezioni, il giorno della svolta. L’udienza di oggi al Consiglio di Stato non rappresenta solo l’ultima puntata della saga Progetto Ribaltone, ma anche un passaggio decisivo per la politica sanlucidana. Infatti, nel momento in cui il collegio dei giudici deciderà se accogliere o meno il ricorso dell’ex sindaco Carlo Borsani contro il Progetto Ribaltone che ha mandato a casa lui e la sua maggioranza, determinerà anche se a San Lucido debbano tenersi o meno le elezioni amministrative.
Invalidare la sentenza di giugno 2007 con cui lo stesso CdS ha annullato il voto del maggio 2006, come chiede Borsani, eletto sindaco in quelle consultazioni, significa annullarne gli effetti. La maggioranza potrebbe perciò riavere indietro il mandato amministrativo scippatole dall’opposizione grazie ad un cavillo legale e tornare in municipio a governare il paese come se niente fosse successo.
In questo caso (considerato dai più piuttosto improbabile, vista l’ufficialità di alcune candidature e il fatto che altre liste sono in preparazione) la scialuppa Progetto Ribaltone naufragherebbe ingloriosamente proprio mentre i suoi marinai più navigati, da Bruno Bruno a Roberto Filippo, insieme con tutta l’opposizione, gridano “terra!” da prua.
Ma il viaggio intrapreso dall’opposizione proprio all’indomani (e a causa?) della sconfitta elettorale si concluderà oggi, secondo i più, con un approdo trionfale che non muterà le condizioni attuali, e sarà per un verdetto incontestabile della giustizia.
Certo, però, annullare le elezioni non è come vincerle. Partire da una pura formalità nella compilazione di certificati medici e verbali di seggio per tentare di rimediare alla sconfitta elettorale, come ha fatto Progetto San Lucido col Progetto Ribaltone, non è gratificante come arrivare al governo col solo voto dei cittadini. Ma forse in campagna elettorale, come in amore e in guerra, tutto è permesso. Anche il Ribaltone.


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