22 February 2008

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Con un rinvio a giudizio si è conclusa l’udienza preliminare di ieri mattina sul caso Anelli davanti al gip Salvatore Carpino del Tribunale di Paola. Il provvedimento interessa il vigile del fuoco paolano G.S., 45 anni, che dovrà difendersi dall’accusa di omicidio colposo per la morte del sanlucidano trentaduenne Francesco Anelli.

L’udienza di ieri mattina fa seguito alla presentazione delle perizie tecniche fornite fino ad oggi dalla parte civile e dalla Procura della Repubblica. Le conclusioni contrastanti alle quali esse sono giunte hanno reso necessario disporre l’imputazione coatta. Si è dovuti infatti ricorrere ai risultati di una perizia super partes redatta dal ctu in modo da giungere ad una definizione dell’accaduto che prescindesse dalle tesi di parte.

Quindi, acquisita la perizia del ctu, il gip Carpino ha deciso, a conclusione dell’udienza preliminare che ha avuto inzio ieri mattina alle ore 11 per concludersi alle ore 14, di rinviare a giudizio il pompiere alla data del 21 ottobre 2008.

La vicenda che coinvolge G.S. e Francesco Anelli risale a due anni e mezzo fa, precisamente alla notte tra il 10 e l’11 luglio 2005. Sono le ore 3.35 del mattino quando sulla Ss18, nel territorio del comune di San Lucido, muore il giovane Francesco Anelli.

La parte civile nella persona della madre del ragazzo deceduto, Maria Rosaria Calomino, rappresentata dall’avvocato Marco Chirizzi del foro di Paola, sostiene che la responsabilità dell’accaduto sia da ricondurre non a Francesco, bensì al vigile del fuoco G. S.. Era lui infatti a trovarsi alla guida dell’autobotte dei pompieri che quella notte, partendo dalla caserma di Paola, aveva imboccato la Ss18 diretta ad Amantea per domare l’incendio di un’automobile, percorrendo nella corsa il tratto che ricade nel comune di San Lucido.

La difesa del vigile, affidata all’avvocato Carmelo Puterio del foro di Cosenza, sostiene invece che la responsabilità esclusiva della morte del ragazzo sia dello stesso Francesco Anelli, dal momento che egli si sarebbe trovato imprudentemente al centro della strada statale nel momento del transito dell’autobotte. Tra l’altro si può immaginare come nelle ore notturne l’arteria fosse poco illuminata. Il grosso mezzo dunque, secondo la difesa, nel trovarsi davanti il ragazzo, non avrebbe potuto, per queste ragioni, evitare l’impatto.

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Ditte disponibili ad occuparsi della gestione dei rifiuti solidi urbani di San Lucido non ce ne sono, considerato che la gara d’appalto indetta dal comune per l’affidamento del servizio è andata deserta. Neanche una ditta ha deciso di parteciparvi.

La commissione presieduta dall’architetto Santo Garofalo, che avrebbe dovuto riunirsi ieri mattina per l’apertura delle buste di partecipazione, ha avuto perciò meno lavoro di quanto si aspettasse. Eppure le ditte titolate esistono eccome: come mai nessuna di essa si è candidata per la gestione di un servizio da 350mila euro? Può avere influito il fatto che il settore dei rifiuti vive attualmente un periodo difficile, sia a livello nazionale sia a livello locale?

Appennino paolano Spa camion

Se sulle cause sarà necessario fare chiarezza, le conseguenze più immediate sono evidenti: il comune di San Lucido non può, per il momento, voltare pagina. L’Appennino paolano, la società per azioni pubblico-privata che gestisce anche i rifiuti sanlucidani da quattro anni a questa parte, continuerà a farlo finché l’Ente non riuscirà ad affidarla ad altre mani. È proprio rendere concreto questo passaggio a rappresentare una vera e propria impresa per il comune di San Lucido, che ha tentato di percorrere diverse strade prima di indire la gara d’appalto.

Prima ha cercato una soluzione nell’ambito di una commissione consiliare che, orientandosi verso la costituzione di una municipalizzata, ha speso fondi pubblici (4mila euro per la realizzazione di uno studio di fattibilità) senza arrivare ad alcun risultato se non quello di stabilire che crearla sarebbe possibile. Una strada che però non è stata mai percorsa.

Successivamente, con l’avvento del commissario, prima si è cercato d’affidare il servizio tramite ricerca di mercato, poi si è deciso per la gara d’appalto. Anche questa soluzione tuttavia si è risolta in un nulla di fatto per la mancata partecipazione alla gara. Resta dunque da stabilire come muoversi adesso per sciogliere il nodo, prima che in estate si riproponga puntuale l’emergenza spazzatura. Chissà che il commissario non finisca col riesumare il progetto municipalizzata.

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