«La notizia della candidatura a sindaco di Nunziata non ha colto certo di sorpresa i sanlucidani. Al contrario, essa è apparsa ai più come il naturale sbocco di un sanlucidano doc, molto attivo in questi ultimi tempi, nella Margherita prima e nel nascente Partito democratico poi, pronto a potersi spendere per la rinascita di San Lucido. Peccato che la sua irrequietezza e la sua presunzione lo hanno portato a compiere un errore madornale: quello di considerare il Partito democratico non come un nuovo soggetto politico, aperto, moderno, democratico e riformista, che rompendo con le pratiche del passato fosse in grado di dare risposte concrete alla nuove sfide del terzo millennio, ma come la noiosa ripetizione della vecchia forma-partito, terra di conquista dei soliti personaggi animati non da nobili ideali, ma dalle ambizioni personali e pronta a prostrarsi ai piedi dell’Unto del Signore di turno».
Questo il commento di Nicola Carnevale sulla candidatura a sindaco di Franco Nunziata.
«No, caro Franco Nunziata, il Partito democratico, anche a San Lucido, vuole essere un’altra cosa, proteso a dare corpo e sostanza alle speranze dei tanti sanlucidani che il 14 di ottobre 2007 sono corsi a votare per la sua nascita e a quanti continuano a guardare con grande interesse a ciò che esso saprà fare per San Lucido e per l’Italia. La strada da te imboccata non è certamente la più innovativa e la più giusta, sia per il Partito democratico che per San Lucido».
Una strada che rappresenta piuttosto per Carnevale «un film già visto» e risponde a «schemi rivelatisi profondamente dannosi per la collettività», quando invece «è giunto il tempo di voltare pagina. Il Partito democratico sarà premiato dalla fiducia dei cittadini se sarà coerente con i principi enunciati all’atto della sua nascita rompendo con le pratiche nefaste del passato e anteponendo alle ambizioni personali il bene della collettività».
Per questo per Carnevale «anche a San Lucido il Partito democratico dovrà compiere scelte coraggiose presentandosi agli elettori con la propria identità, evitando le solite ammucchiate e qualificando la propria immagine con un programma elettorale alternativo e realistico, oltre che con una lista di candidati di alto spessore culturale e morale i cui componenti siano animati da un solo obiettivo: la rinascita ed il progresso di San Lucido. Parimenti, anche nella scelta del candidato a sindaco e nella formazione della lista si dovrà sperimentare una nuova via. E, se non potrà essere praticata quella delle elezioni primarie, come è nei programmi e nello statuto del Pd a causa della brevità dei tempi, si dovrà comunque procedere con la massima trasparenza e con la più ampia partecipazione».
Tags: elezioni comunali, Partito Democratico, speciale elezioni comunali 2008

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