Calabria – Futuro della professione medica, le osservazioni di Mallamaci

Riprendiamo il dialogo sulla professione medica e sul futuro della sanità calabrese con Leandro Mallamaci, medico pediatra e consulente tecnico d’ufficio del tribunale di Paola.

Ritiene che in conseguenza dell’incapacità gestionale, da lei denunciata negli interventi precedenti, si arriverà ad un crollo della fiducia nei medici?

Leandro Mallamaci

«La situazione che stiamo vivendo potrebbe essere come un’onda violenta che si propaga all’infinito, ferendo la parte che, in verità, andrebbe protetta: il paziente.
L’utente potrebbe perdere la fiducia nella struttura pubblica, e richiedere maggiori controlli, accertamenti e cure ospedaliere, spesso prescindendo dalla loro stretta necessità in termini clinici.
La classe medica, a sua volta, si vedrebbe costretta ad accoglierne le richieste pressanti, sia per motivi di coscienza professionale che per cautelarsi dal continuo ed immotivato ricorso alla giustizia in caso di diniego.
Facendo ricorso ad esami clinici e strumentali, spesso inutili e costosi, già si registrano, con evidenza, notevoli aumenti della spesa sanitaria nella fase di accertamento diagnostico. A ciò va aggiunta l’ulteriore spesa per il momento terapeutico che, già isolatamente, rappresenta dei costi quasi insostenibili. Continuando a percorrere questa strada, si giungerebbe, ineluttabilmente, al crollo del sistema sanitario pubblico».

Perché, secondo lei, le notizie della cosiddetta “malasanità” trovano sistematicamente spazio sui giornali e nelle televisioni?

«Apparentemente si potrebbe supporre che l’opinione pubblica abbia un interesse particolare verso questo tipo di notizia per la curiosità di conoscere i retroscena di situazioni riportate come “scandalose” e socialmente non tollerabili. Si aggiunga che esiste ancora una forma di “accanimento” verso la classe medica, alla quale non viene concesso alcun margine di errore. La realtà potrebbe essere ben altra. Molte volte i mass media hanno la tendenza ad evidenziare i casi di presunta malpractice, trascurando di chiarire la reale portata dell’ assistenza sanitaria effettuata con efficacia in tutto il territorio nazionale anche in condizioni di disagio strutturale e carenza di organico. Vorrei sottolineare che “talora” i mass media rappresentano l’espressione di soggetti privati, caste, poteri forti che, nel nostro paese, supportano le strutture private con ingenti finanziamenti, depotenziando, in tal modo, il sistema pubblico».

Dunque quali sono le sue conclusioni a proposito?

«Partendo dal presupposto che il sistema sanitario italiano è tra i più efficienti del mondo e che la sanità pubblica nel nostro Paese è gratuita e gestita da una classe medica fra le più preparate dell’Occidente, sarebbe opportuno, da parte dei media, sottolineare tali e determinanti aspetti anzichè alimentare la sfiducia nelle Istituzioni Sanitarie Pubbliche con notizie allarmanti ed eccessivamente pessimistiche».

  1. Leandro Mallamaci’s avatar

    Fra qualche settimana a Paola si discuterà di contenzioso medico legale nell’ ambito di un congresso medico. Anticipo il contenuto della mia relazione nel seguente link:
    http://www.portfolioitalia.info/ammin/immagini/documenti/Malpractice%20e%20medicina%20difensiva1.pdf
    Leandro Mallamaci

  2. ghostdog’s avatar

    Andiamo con disordine. Il paziente “standard” non si reca presso il pronto soccorso per chiedere “un controllo o un accertamento”; per quello c’e’ il medico di base che prescrive cio’ che necessita, in materia di esami o di cure. Chi si reca al pronto soccorso lo fa perche’ ha un problema URGENTE da risolvere. Un dolore sconosciuto, un trauma, un malessere di natura non chiara. Se egli viene rimandato a casa con l’assicurazione che “tutto e’ a posto”, o che si tratta di una “banale emicrania” e poi il malcapitato ci resta secco, mi pare ovvio e prevedibile che i giornali ne diano notizia e che i parenti ricorrano al giudice. Non vedo cosa ci sia di strano o patologico. Chiaro che tra queste tante persone che hanno una “urgenza” (si chiama -pronto- soccorso, giusto?), esistono anche gli ipocondriaci. Sono sempre esistiti, basta frequentare il teatro o il cinema.. non serve essere medico, per saperlo. Solo due esempi: Moliere e D’Agata/Sordi. Ma non ho MAI visto un servizio in tv o letto sui giornali, che si sia occupato di un caso meno che grave. Tutti decessi o gravi danni permanenti a carico di bambini, e tutti da verificare. Ma non e’ un caso di “accanimento mediatico” nei confronti della classe medica. Basti pensare ai temi della sicurezza e dell’immigrazione, o a quelli degl’incidenti stradali, per accorgersi che il tasso di attenzione giornalistica (in termini di notizie riportate e titoli) e’ almeno 20 volte piu’ alto. Spettacolarizzazione? Certo, ma quando i medici te li ritrovi nei piu’ seguiti contenitori, a parlar di ogni campo dello scibile umano, spesso piu’ a sproposito che altro (parlo in particolare dei vari Meluzzi, Crepez, e compagnia cantante), o a distribuir colpevolezze dei piu’ efferati omicidi a destra e a manca, periziando impropriamente e in diretta, quella non si chiama “spettacolarizzazione”? E come la vogliamo chiamare, allora? Stesso discorso per la celeberrima “pinza nella panza” di eliesca memoria; se si lasciano garze e altro dentro il paziente ricucito, cosa deve fare il medico (o il ferrista, o il responsabile accertato), come la risolviamo? Le nostre piu’ sentite scuse e amen? Altro discorso potrebbe vedermi concorde, caro Mallamaci, e cioe’: il sottolineare che non tutte le “professioni” ripagano i cittadini per le loro colpe. Una per tutte: i magistrati. Questo storura andrebbe subito corretta (ma ahime’ s’e’ gia’ tentato senza successo; le toghe son molto piu’ potenti dei camici, direbbe il mio amico Colletto Bianco). Last, but not least: che noi si abbia punti di eccellenza, posso essere d’accordo, ma che il nostro sistema sanitario sia “tra i piu’ efficienti del mondo”, mi permetto di dubitarlo e anche fortemente. Ho avuto a che fare col sistema sanitario tedesco. Altro passo, dottore.. altro passo. Cordialmente suo. P.S. Mi scuso ancora per il disordinato intervento.