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Calabria – Sanità e responsabilità politica, Mallamaci: «Scelte coraggiose»

4 February 2008 119 views No Comment

Ci eravamo lasciati parlando della necessità di rinnovare la professione medica, di recuperare un rapporto di fiducia coi pazienti, senza risparmiare qualche critica al sistema sanitario; ci ritroviamo, per questa nostra seconda intervista con Leandro Mallamaci, medico pediatra e consulente tecnico d’ufficio del tribunale, sul tema della responsabilità politica. Un argomento che scotta non poco, visto il momento decisamente negativo che vive oggi la sanità.

«La professionalità è la base del contratto tra medicina e società. Esso impegna il medico ad anteporre ai suoi gli interessi dei pazienti, a fissare e mantenere standard di competenza e integrità, ad offrire alla società consulenza esperta su questioni di salute e ad operare sia per il benessere del paziente sia in conformità ai princìpi fondamentali della giustizia sociale – ribadisce Mallamaci prima di iniziare. I princìpi e le responsabilità della professionalità medica devono essere ben chiari sia alla professione sia alla società. Essenziale al contratto è la fiducia del pubblico nei medici, la quale dipende dall’integrità dei singoli individui e dell’intera categoria».
medico

Ma la buona salute del sistema sanitario dipende davvero soltanto dai medici?

«Nel maldestro tentativo di ovattare responsabilità di natura prevalentemente politica e di metodo, è diventato oramai una stucchevole prassi quella di scaricare su una cattiva o disonesta azione dei medici la responsabilità e l’addebito di una gestione poco felice e corretta della sanità. Tali accuse o non trovano riscontro nella realtà oppure sono male interpretate e indicate».

Invece come stanno, secondo lei, le cose?

«In realtà il problema è a monte, ossia nell’incapacità gestionale di coloro i quali sono chiamati a dettare progetti organizzativi e soluzioni operative».

In poche parole, della politica. Come rimediare?

«Avvalendosi di manager preparati severamente, magari anche attraverso la creazione di apposite scuole, che siano idonei, con le loro scelte, a dare ampio respiro alla professionalità dei camici bianchi. Un sistema sanitario debole, in crisi da tempo, incapace di diventare una realtà efficiente a beneficio di tutti, avrebbe bisogno di rimedi abili ad irrobustirne la struttura, a rinforzarne l’apparato. Di drastiche e massicce dosi di cure atte a mettere nelle migliori condizioni possibili coloro i quali devono far funzionare, in pratica, tale struttura».

In cosa dovrebbe consistere questa “cura”?

«Nell’incremento di mezzi e di risorse, tanto umane quanto tecniche, da mettere in gioco al fine di creare strutture sanitarie in grado di erogare quei servizi che vengono richiesti. Ciò che si domanda è insomma, una politica gestionale che, attraverso un razionale e sapiente utilizzo di mezzi e risorse, riesca a tutelare i diritti del cittadino-utente, senza la quale qualsiasi processo di ristrutturazione, di riorganizzazione è destinato a sicuro fallimento».

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