Calabria – Sanità e responsabilità politica, Mallamaci: «Scelte coraggiose»

Ci eravamo lasciati parlando della necessità di rinnovare la professione medica, di recuperare un rapporto di fiducia coi pazienti, senza risparmiare qualche critica al sistema sanitario; ci ritroviamo, per questa nostra seconda intervista con Leandro Mallamaci, medico pediatra e consulente tecnico d’ufficio del tribunale, sul tema della responsabilità politica. Un argomento che scotta non poco, visto il momento decisamente negativo che vive oggi la sanità.

«La professionalità è la base del contratto tra medicina e società. Esso impegna il medico ad anteporre ai suoi gli interessi dei pazienti, a fissare e mantenere standard di competenza e integrità, ad offrire alla società consulenza esperta su questioni di salute e ad operare sia per il benessere del paziente sia in conformità ai princìpi fondamentali della giustizia sociale – ribadisce Mallamaci prima di iniziare. I princìpi e le responsabilità della professionalità medica devono essere ben chiari sia alla professione sia alla società. Essenziale al contratto è la fiducia del pubblico nei medici, la quale dipende dall’integrità dei singoli individui e dell’intera categoria».
medico

Ma la buona salute del sistema sanitario dipende davvero soltanto dai medici?

«Nel maldestro tentativo di ovattare responsabilità di natura prevalentemente politica e di metodo, è diventato oramai una stucchevole prassi quella di scaricare su una cattiva o disonesta azione dei medici la responsabilità e l’addebito di una gestione poco felice e corretta della sanità. Tali accuse o non trovano riscontro nella realtà oppure sono male interpretate e indicate».

Invece come stanno, secondo lei, le cose?

«In realtà il problema è a monte, ossia nell’incapacità gestionale di coloro i quali sono chiamati a dettare progetti organizzativi e soluzioni operative».

In poche parole, della politica. Come rimediare?

«Avvalendosi di manager preparati severamente, magari anche attraverso la creazione di apposite scuole, che siano idonei, con le loro scelte, a dare ampio respiro alla professionalità dei camici bianchi. Un sistema sanitario debole, in crisi da tempo, incapace di diventare una realtà efficiente a beneficio di tutti, avrebbe bisogno di rimedi abili ad irrobustirne la struttura, a rinforzarne l’apparato. Di drastiche e massicce dosi di cure atte a mettere nelle migliori condizioni possibili coloro i quali devono far funzionare, in pratica, tale struttura».

In cosa dovrebbe consistere questa “cura”?

«Nell’incremento di mezzi e di risorse, tanto umane quanto tecniche, da mettere in gioco al fine di creare strutture sanitarie in grado di erogare quei servizi che vengono richiesti. Ciò che si domanda è insomma, una politica gestionale che, attraverso un razionale e sapiente utilizzo di mezzi e risorse, riesca a tutelare i diritti del cittadino-utente, senza la quale qualsiasi processo di ristrutturazione, di riorganizzazione è destinato a sicuro fallimento».

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