January 2008

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E’ in corso un’operazione della polizia contro un’organizzazione di trafficanti di droga a Reggio Calabria. La squadra mobile reggina sta eseguendo dodici ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Procura della Repubblica. L’organizzazione avrebbe svolto, secondo l’accusa, attivita’ di spaccio di droga nell’hinterland reggino. Una delle persone destinatarie dei provvedimenti restrittivi viene cercata in una citta’ del nord Italia.

» fonte Ansa

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avviato una inchiesta sulla morte di una bambina, Cathareena Martin, di quasi due mesi. E’ deceduta dopo il ricovero nell’ospedale ‘Pugliese’ di Catanzaro presumibilmente a causa di una broncopolmonite bilaterale estesa. La bambina, figlia di due cittadini filippini residenti nel capoluogo calabrese, e’ stata accompagnata martedi’ sera dal padre nel pronto soccorso del nosocomio perche’ aveva problemi respiratori.

» fonte Ansa

Il presidente del gruppo consiliare alla Regione Calabria dei Popolari Udeur, Franco La Rupa, è stato sospeso dal partito dal segretario nazionale Clemente Mastella. A dare notizia della sospensione di La Rupa è stato lo stesso Mastella con una lettera inviata ai consiglieri regionali ed al commissario regionale del partito, Ennio Morrone. La sospensione di La Rupa è stata decisa in seguito al suo coinvolgimento in due inchieste condotte dalla Dda di Catanzaro in cui l’esponente dell’Udeur è indagato per associazione mafiosa per i suoi presunti rapporti con alcune cosche della provincia di Cosenza. Mastella ha invitato anche i consiglieri regionali a “riunirsi immediatamente per procedere all’elezione di un nuovo capogruppo”.

» fonte Apcom

Chiunque decida di fare un salto in municipio in questi giorni può appurare che metà degli atti pubblici affissi all’albo pretorio riguarda pagamenti di parcelle legali. E c’era da immaginare che la lista della spesa fosse tale, visto che, con delibera del 30 novembre, il comune aveva riconosciuto come debiti fuori bilancio ben 200mila euro di spese legali. Gradualmente gli uffici stanno quindi provvedendo a liquidare le parcelle. Dal 22 al 24 gennaio scorso, il direttore generale Fedele Vena ha firmato a questo proposito una pila di determine; l’oggetto del documento è uguale per tutti gli atti prodotti, e comincia non a caso con la parola «liquidazione».

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Mancano esattamente tre settimane fino alla data in cui si riunirà la commissione che dovrà decretare il vincitore della gara d’appalto dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani indetta dal comune di San Lucido. Il 21 febbraio prossimo, alle ore 10.00, in seduta pubblica, saranno infatti aperte le buste.

La commissione sarà presieduta dall’architetto Santo Garofalo, che dirige il settore urbanistica, territorio e ambiente dell’area tecnica, e composta dal direttore generale Fedele Vena in qualità di componente esperto, dal responsabile del settore amministrativo Fulvio Cassano e da Carmine Leonardis come segretario verbalizzante senza diritto di voto.
municipio san lucido

Tra poco meno di tre settimane invece scadrà il termine per la presentazione delle offerte, fissato al 18 febbraio. Si tratta di un passaggio fondamentale per la gestione della nettezza urbana del comune, oggi e da qualche anno affidata alla società mista pubblico-privata Appennino paolano.

Il rapporto contrattuale tra il comune e la società andrà avanti fino a quando l’ente non affiderà i servizi alla ditta che si aggiudicherà l’appalto; perciò fino ad allora l’Appennino resta responsabile della nettezza urbana.

Naturalmente nella cittadina ci si augura innanzitutto che lungo quest’arco di tempo i dipendenti della Spa vengano stipendiati regolarmente, per evitare il ripetersi degli scioperi dei giorni scorsi, e poi che nella nuova fase della gestione dei rifiuti non si debba far fronte ai disagi che il comune ha dovuto affrontare in questi anni, spesso proprio a causa degli scioperi; disagi che avevano spinto l’Ente fino all’adozione di misure urgenti per risolvere i problemi di nettezza urbana e alla formazione di una commissione consiliare ad hoc, poi fallita, che cercasse un’alternativa all’Appennino paolano.

Inoltre ci si interroga sul futuro degli undici operai sanlucidani che attualmente prestano servizio presso la Spa: come avevamo anticipato, probabilmente non tutti saranno riassunti dalla ditta che vincerà l’appalto. Bisogna perciò cercare una soluzione anche all’evenienza dei licenziamenti.

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Segnalo l’intervista a Pippo Callipo di Amantealive. Il tema è quello della politica, dei giovani, della Calabria che vuole cambiare. Si parla anche del “terzo polo” citato ieri da Repubblica, “Io resto in Calabria”. Trovate l’intervista a questo link!

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Ben quaranta violazioni. Fotografa una realtà di grande difficoltà il controllo dei carabinieri del Nas nell’ospedale di Melito Porto Salvo. Un’operazione che ha portato alla denuncia di sette dirigenti dell’ex azienda sanitaria locale di Reggio Calabria.

Le violazioni riguardano principalmente le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui è stato trovato l’ospedale. Molte le carenze del nosocomio: gli impianti (elettrico e anticendio) non sono a norma, le uscite di emergenza non sono neanche segnalate. Una delle situazioni più gravi è quella relativa al reparto dove vengono effettuate le dialisi: il contenitore dei ferri sanitari, ad esempio, è posto vicino al sacchetto dell’immondizia.

I disservizi del reparto dialisi sono stati scoperti durante la visita compiuta nell’ospedale dai componenti della commissione d’inchiesta, voluta dal Ministero della Sanità, con a capo il Prefetto Achille Serra e della quale è componente anche il comandante del Gruppo antisofisticazioni e sanità di Napoli dei carabinieri, il colonnello Ernesto Di Gregorio.

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La clinica dei morti viventi è sulla collina più alta. Le tre vecchiette hanno quasi un secolo l’una e sono imbambolate davanti alla finestra, bisbigliano frasi senza senso, forse pregano con lo sguardo perso verso il mare. Le infermiere le imboccano, stasera c’è pastina con l’olio e formaggio magro.

Loro sembrano indifferenti, lontane dai dolori e dagli orrori di questo lager mafioso a cinque stelle dove sopravvivono facendo ricco l’onorevole boss. Eccola qui la Sanità calabrese che brilla di fuori e ammazza di dentro. Eccola qui Villa Anya, la clinica dei morti viventi del dottore Domenico Crea, consigliere regionale e padrone di Melito Porto Salvo, quindicimila fra sudditi e vittime, trenta chilometri di rovina sulla vecchia statale che scende diritta fino a Reggio.

Somiglia proprio a una villa in mezzo a tutte quelle macerie della Calabria. L’ultimo sole che cala sul mar Ionio le dà uno splendore da brivido fra quei cubi di tufo che chiamano case, scheletri di cemento, saline abbandonate, la vecchia ferrovia. Eccola qui la cassaforte personale del mafioso che a volte si travestiva da politico e da politico faceva sempre il mafioso, una combinazione da sessanta posti letto e sessanta pazienti che per lui erano come sacchi della netturbe. Sacchi umani. Ogni sacco una retta. Ogni retta un po’ di soldi in più da investire. Sempre là, sempre nella Sanità calabrese, l’albero della cuccagna.

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Anche a San Lucido gli operai dell’Appennino paolano Spa sono tornati al lavoro. Nel pomeriggio di ieri i camion per il trasporto dei rifiuti solidi urbani hanno nuovamente attraversato le strade dopo lunghissimi giorni di sciopero.
Appennino paolano Spa camion

L’immondizia da raccogliere era talmente tanta che più di un mezzo è stato impiegato per riuscire a svuotare tutti i contenitori e a raccogliere la spazzatura che si era accumulata intorno, nonostante parecchia di essa sia stata data alle fiamme nei giorni scorsi. Molto tempo gli operatori hanno dovuto dedicare alle pulizie di ogni postazione.

Il ritorno alla nettezza dei luoghi non è dovuto però ad un miracolo, bensì ad una conquista degli operai dell’Appennino, che hanno ottenuto la promessa dello stipendio (anche se si tratta di una sola mensilità) dalla Prefettura entro la fine di questa settimana. Sono tornati al lavoro nonostante la sola garanzia di ottenere la giusta retribuzione non sia la busta paga ma la stretta di mano delle istituzioni.

Per quanto riguarda l’utenza, vedere ristabilirsi le normali condizioni è stato un sollievo: la cittadinanza non poteva più sopportare di passeggiare accanto a torri di spazzatura, per di più bruciata. La situazione era diventata insostenibile.

Se presso i cassonetti crescevano ora dopo ora i mucchi di immondizia, in zone “neutre” del paese, peraltro centrali, si accumulavano rifiuti fino a creare vere e proprie mini-discariche a cielo aperto, come quella che abbiamo fotografato nella tarda mattinata di ieri appena sotto la piazzetta San Pio.

Grossi pannelli grigi, ben allineati lungo il muro, vecchie scatole di cartone, cassette per la frutta, bottiglie di plastica vuote, confezioni di patatine e molte buste di spazzatura costituivano il panorama che ieri (e forse anche oggi) si poteva ammirare dalla ringhiera che cinge la piazzetta San Pio. A pochi metri dal municipio cittadino.

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» La situazione delle strade poco prima che passassero a raccogliere la spazzatura

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Carlo Borsani

L’ultimo atto del Progetto Ribaltone va in scena il prossimo 26 febbraio. Questa la data in cui la Quinta Sezione del Consiglio di Stato si riunirà in udienza per discutere la richiesta di riesame della sentenza della stessa sezione con cui sono state annullate le elezioni del 2006, emessa esattamente otto mesi prima, il 26 giugno 2007.

Il sindaco uscente, Carlo Borsani, insieme con alcuni tra i suoi, si è rivolto infatti ad uno studio legale di Genova specializzato in questo tipo di contenzioso, in particolare all’avvocato Maria Luisa Sarni, per invalidare la sentenza, proseguendo in tal modo sulla strada dello scontro legale coi promotori del Ribaltone.

Un’ultima, risolutiva battaglia tra toghe questa, dopo il primo giudizio del Tar che ha respinto il ricorso di Progetto San Lucido, l’appello al CdS che l’ha accolto (mandando a casa Borsani con la sua giunta) e la sentenza del Tar che ha rigettato il ricorso dell’ex giunta per il reintegro al governo del paese.

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