San Lucido – Revoca dei cococo, si prepara la battaglia

Anno nuovo vita nuova per sette lavoratori co.co.co. del comune di San Lucido: il 2008 regalerà loro un posto da disoccupato. Stesso trattamento è riservato ai venticinque ospiti della casa di riposo presso la quale cinque dei lavoratori prestano servizio: dal primo gennaio verrà loro negata l’assistenza personale e sociale. O almeno ne resterà una sicuramente inadatta alle esigenze di tutti.

Sono queste le conseguenze di quanto disposto dal commissario prefettizio, cioè il mancato rinnovo dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa in scadenza al 31 dicembre di cui sono titolari tre operatori sociosanitari, due assistenti sociali e due addette alle pulizie. Quest’ultime svolgono servizio presso il municipio, mentre i primi cinque presso la Casa Serena ex Onpi di San Lucido che ospita 25 anziani.
Carlo Ponte

Il dramma di perdere il lavoro coinvolge tutti allo stesso modo: all’improvviso, il primo gennaio, apriranno gli occhi su un altro buio periodo di disoccupazione che nessuno ovviamente può permettersi. In alcuni casi, il contratto co.co.co. è stato un modo per rimediare, seppure ancora inadeguatamente, a situazioni difficili.

A ciò si aggiungono le condizioni di grave disagio in cui si troveranno venticinque anziani, per la cui assistenza resteranno due infermieri professionali e un assistente sociale, ridotti a un infermiere soltanto nei primi giorni di gennaio che saranno quelli cruciali. Certamente non sarà abbastanza per seguire tutti gli ospiti, molti dei quali sono sottoposti a terapie intensive che un infermiere soltanto non potrà assicurare.

I vertici municipali, in risposta alla protesta dei prossimi disoccupati che ieri mattina si sono recati in comune accompagnati da rappresentanti sindacali, sventolano la nuova legge finanziaria che impedisce di rinnovare i contratti co.co.co.; tuttavia le istituzioni cittadine non hanno idea, a quanto pare, sul modo in cui gestire la struttura a partire dal primo gennaio in assenza delle figure congedate.

È questo un problema, ha detto il direttore generale Fedele Vena che ha incontrato la delegazione, del quale ci si occuperà, laddove ce ne fosse bisogno e in base alle esigenze dell’Ente, nel 2008. Fra ben tre giorni. Intanto però si prepara l’assunzione di un altro architetto (co.co.co.) per l’Utc.

Mentre in municipio si determina la cattiva sorte di 7 lavoratori e 25 anziani, i sindacati Cgil e Cosnil, che condannano duramente le decisioni commissariali, insorgono.

Per la Cgil, Stefania Genovese ieri mattina si è recata personalmente presso l’ufficio del direttore generale del comune, Fedele Vena, per esporre lo sdegno del sindacato e annunciare le iniziative che promuoverà nel caso in cui le disposizioni commissariali non dovessero essere revocate come chiesto. In seguito al colloquio, abbiamo avvicinato Genovese: «Come sindacato abbiamo più visto chiesto un confronto con il commissario prefettizio Ponte, che tuttavia non si è mai tenuto, slittando ripetutamente. Quel che ci è stato concesso è di parlare col subcommissario Tenuta – ha dichiarato. Riteniamo che la stabilizzazione di questi lavoratori sia già acquisita, avendo essi tutti i requisiti per ottenerla, ma evidentemente, ad avviso nostro e dei lavoratori, non c’è la volontà politica di attuarla.

Eppure quello che rivendichiamo è semplicemente il rispetto della normativa vigente collegata alla finanziaria 2008, ossia il recepimento dell’accordo del 23 luglio tra governo e parti sociali su mercato del lavoro, welfare e pensioni. Tale normativa sostiene con più forza rispetto alla finanziaria 2007 che i lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni che abbiano acquisito i 36 mesi abbiano diritto alla stabilizzazione o ad un’ultima proroga.

A fronte del confronto odierno registro tuttavia, oltre all’avvenuto licenziamento, l’assenza assoluta di volontà politica dell’amministrazione di San Lucido di mantenere in vita questi contratti. I lavoratori e la Cgil sono pronti a perseguire qualunque azione, anche di carattere legale, a tutela della permanenza dei contratti e a sostegno di un servizio essenziale per il Comune di San Lucido».

L’attesa della revoca dei licenziamenti da parte della Cgil non andrà oltre il 2 gennaio; dopodiché il sindacato è pronto alla diffida formale delle decisioni municipali.