Al sanlucidano Umberto Calipari è stato assegnato il Premio Best Judge quale miglior giudice della finale del campionato italiano di surf da onda Surfing Italia che si è svolta a Santa Marinella, in provincia di Roma, il 14 novembre scorso.
Calipari, presidente dell’associazione Surf Calabria Tirrenia Waves, istruttore brevettato Isa e giudice di primo livello Surfing Australia, è stato convocato a far parte del team dei giudici di gara ed è tornato a casa con l’importante riconoscimento che rappresenta ormai una tradizione per ogni “contest” del Santa Marinella Surf Club.
Il premio costituisce senz’altro un motivo di orgoglio personale per Umberto e un vanto per la sua cittadina, ma soprattutto per la scuola di surf da lui guidata, la Surf School Tirrenia Waves, che svolge le sue attività tutto l’anno e che è possibile trovare online al sito www.tirreniawaves.com.
Ma Umberto Calipari non partecipa alle gare soltanto nelle vesti di giudice, ma anche in quelle di concorrente. Ultimamente è impegnato con il Team della Tirrenia Waves 274 Denim Department nel campionato regionale di zona e aspetta, insieme con gli altri atleti della squadra, la chiamata per la seconda ed ultima tappa che si terrà nella vicina Sicilia.
Sarà stato a causa di una distrazione o per dimenticanza, per l’imbarazzo della scelta o per la difficoltà di farne una se il comune di San Lucido è rimasto sprovvisto del nucleo di valutazione per gli anni 2006 e, visto il calendario, 2007.
L’ultima traccia del collegio di esperti incaricato di tastare il polso all’organico comunale, analizzando il funzionamento dei settori in fatto di conti e rendimenti, realizzazione degli obiettivi, corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, risale al giugno 2006, quando la giunta Borsani, fresca d’insediamento, approva il verbale numero uno della commissione nominata tre anni prima e composta da Milena Miccoli, Chiara Caporale e Giulio Mauro.
Considerato che la composizione del nucleo viene rinnovata ogni tre anni, era giusto quello il tempo della nuova nomina, che viene inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale del 6 settembre 2006. La seduta però salta perché gran parte della maggioranza non si presenta nella sala consiliare, con l’opposizione che sospetta che l’assenza di massa sia dovuta, tra le altre cose, alla difficoltà degli avversari di mettersi d’accordo sui componenti del nucleo di valutazione.
E se gli altri punti in calendario saranno regolarmente discussi nell’assise di qualche giorno dopo, la nomina del nucleo di valutazione non arriverà mai in consiglio perché compito della giunta. Non ci sarà, tuttavia, alcuna nomina, tant’è che una variazione al bilancio di previsione del 4 ottobre scorso ha sottratto 3mila euro dal fondo per i compensi del nucleo di valutazione.
A riportarlo in municipio è una recente delibera del sub commissario prefettizio Stefano Tenuta. Il collegio viene ricostituito in tre membri: due esterni (da selezionare tramite domanda al comune), più il direttore generale (il segretario comunale Fedele Vena). Nel 2005, la commissione era invece composta da tre professionisti tutti esterni.
Trecentotrentaduemila euro. Questa la somma che le Ferrovie dello Stato devono al Comune di San Lucido per come stabilito dal Tribunale di Paola in seguito al ricorso che l’amministrazione comunale, allora guidata da Roberto Pizzuti, aveva proposto al fine di ottenere un risarcimento di 7 milioni di euro per i danni causati dalla posa dei pennelli in mare, risalente all’amministrazione Amendola e dovuta alla necessità di proteggere proprio il tratto ferroviario che costeggia il litorale.
In luglio, il Tribunale civile di Paola si è espresso favorevolmente, riconoscendo al comune il diritto di ottenere 332mila euro circa dalla Rete ferroviaria italiana Spa. Il giudice ha stabilito che tale somma deve essere versata nelle casse comunali ogni anno a partire dal gennaio 2006, «sino a che per cause naturali o per intervento umano non venga altrimenti superato l’effetto del mancato apporto del trasporto solido longitudinale», del quale avrebbero dovuto occuparsi le Ferrovie.
Esse non ritengono, da parte loro, di dovere risarcire il Comune, perciò hanno presentato ricorso in appello con istanza di inibitoria per sospendere l’esecutorietà della sentenza.
La società ferroviaria sostiene infatti che sussista un «difetto di giurisdizione del giudice ordinario» e ritiene «errate le conclusioni del primo giudice sul quantum assegnato al comune». Perciò chiede, ricorrendo in appello, che la sentenza venga riformata nell’udienza fissata per il mese di gennaio.
Il Comune di San Lucido ha affidato la costituzione in giudizio all’avvocato Ennio Abonante che ha già «ottimamente sostenuto le ragioni dell’Ente» e vinto il primo ricorso. «A tutela – si legge nella determinazione del direttore generale del 13 novembre scorso – degli interessi generali pubblici», l’ente chiede dunque «il totale rigetto nel giudizio di secondo grado». Ma c’è dell’altro.
Il comune infatti ha deciso di proporre anche un appello incidentale per la riforma parziale della stessa sentenza di primo grado, in base ad alcuni punti: «la data di decorrenza del risarcimento danni (gennaio 2006), il rigetto della domanda di ristoro per i danni causati al lungomare dalla mareggiata del 1999; il mancato riconoscimento del danno ambientale ed economico-sociale all’intera collettività; la refusione delle spese ritenute insufficienti in relazione al valore, natura ed importanza della vertenza». Sarà sempre Abonante, al quale è stato conferito un fondo spese di 1200,00 euro, ad occuparsi dell’appello incidentale.
Giovani consapevoli della storia socialista con la voglia di scrivere il presente del partito. Così si potrebbe riassumere la tappa sanlucidana del “Giovani in tour”, il giro delle nuove leve del Partito socialista per gli angoli della provincia di Cosenza.
Lo scorso venerdì 23 novembre nella sala polifunzionale del comune i giovani c’erano, e ognuno di loro ha dedicato il proprio intervento ad una tematica particolare. Così si è parlato di democrazia e di lavoro, di ambiente e di concorsi.
Si è sostenuto che quella italiana è «una democrazia bloccata» perché le più alte cariche di governo sono in mano a persone in là con l’età e che «c’è un popolo di giovani senza tutele» braccato dal precariato.
Si è affermato che bisogna «valorizzare meriti, capacità e titoli» nel mondo del lavoro, perché «socialismo è anche battersi per i concorsi pubblici» e che «il libero professionismo non dev’essere un obbligo» dettato dal fatto di non trovare un’occupazione, ma «un’opzione».
Si è sostenuta l’importanza della presenza dei giovani e delle donne nelle amministrazioni pubbliche e la necessità che le nuove leve del socialismo “facciano squadra” insieme con gli altri giovani, «perché i problemi di uno siano quelli di tutti».
Si è anche detto che bisogna cambiare la gestione di alcuni settori, come quello dei rifiuti, per cominciare a ricavare guadagno, «come fanno altre regioni».
Ma si è parlato anche di anti-politica: «Sono marce le persone che fanno politica, non la politica in sé. Se vogliamo cambiare il nostro paese, ognuno di noi deve investire di più sulla scheda elettorale», ha detto in particolare Orena Ventura di San Pietro in Guarano.
«I socialisti hanno sempre fatto da apripista per portare gli altri a ragionare di queste cose», ha affermato l’assessore provinciale Pietro Mari, che, rispetto ai giovani, ha qualche anno di militanza in più. Ma non era il solo socialista navigato della sala. Primo fra tutti il consigliere regionale Salvatore Magarò, promotore del “Giovani in tour”, che ha esaltato il ruolo di un partito ancora forte e vitale.
Ma c’è stato anche spazio per le questioni locali. Magarò, per esempio, ha proposto che Luigi Provenzano, esponente locale del partito, si candidi alla guida di San Lucido nelle prossime elezioni.
E proprio Provenzano, in chiusura della manifestazione, affermando la necessità che il centrosinistra si presenti veramente unito alle elezioni comunali del 2008, ha proposto le primarie «nel caso in cui non si dovesse trovare un accordo sul candidato a sindaco».
Sempre in ambito locale, Franco Caruso, segretario del partito a Paola, ha colto l’occasione per criticare «i trionfalismi inutili dei consiglieri regionali paolani» sull’ospedale cittadino, seguito dal sindaco Roberto Perrotta, che ha affermato sul nosocomio: «Ad oggi non abbiamo ancora salvato niente».
Lo dice la Corte dei Conti che in fatto di gestione finanziaria proprio non ci siamo. Il comune di San Lucido esce a pezzi dalla valutazione economica che i cinque magistrati della Sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei Conti hanno approntato lo scorso 25 settembre.
Infatti l’organismo registra varie «situazioni ritenute pregiudizievoli per la sana gestione finanziaria dell’Ente», riscontrate in molti ambiti: dal patto di stabilità ai debiti fuori bilancio, dalle entrate e spese aventi carattere di eccezionalità alle spese per il personale.
E i due sul registro della Corte dei Conti hanno resistito anche ai «chiarimenti» e alle «precisazioni» che pure il presidente del collegio dei revisori, Chiara Caporale, ha fornito sui molti aspetti più o meno gravi della situazione economica dell’Ente che la CdC aveva segnalato in luglio. E anche alla luce della relazione rivista e corretta che il collegio dei revisori ha nuovamente trasmesso alla Corte, quest’ultima continua ad evidenziare «situazioni di irregolarità o criticità». Vediamole.
Innanzitutto la presenza di stanziamenti per la copertura di debiti fuori bilancio riconosciuti per un importo complessivo di 322mila euro circa, con una prima rata per il 2007 fissata in 68mila euro, che corrispondono ad una percentuale della spesa troppo elevata. Tali condizioni «impongono nell’esercizio un’attenta valutazione delle relative cause, anche tenendo conto che tali debiti, spesso generati dall’acquisizione di beni e servizi, denunciano sintomi di difficoltà delle strutture amministrative a rispettare le procedure giuscontabilistiche del processo finanziario della spesa».
Segue l’utilizzo di entrate aventi carattere di eccezionalità per 198mila euro circa per le spese correnti e ripetitive, una cifra che equivale ad una buona percentuale delle entrate. Ciò «costituisce un sintomo di criticità che, pur non avendo ricaduta sugli equilibri in fase di predisposizione del bilancio, può alterarne la stabilità nel corso della gestione, specie in presenza di sovrastima delle entrate corrispondenti».
Infine, non è stata ridotta rispetto al 2006 la spesa del personale prevista nel bilancio 2007, quando invece doveva essere operato un taglio su tali spese corrispondente all’un percento rispetto all’esercizio del 2004, manifestando «un comportamento organizzativo-gestionale non conforme alla norma di principio».
La Corte dei Conti ha ammonito quindi gli organi del comune affinché adottino «gli opportuni provvedimenti al fine di tenere sotto controllo, nel corso della gestione, la stabilità degli equilibri di bilancio alterati» dalle situazioni elencate.
È partito il 19 ottobre da Marano Principato e si fermerà il 14 gennaio a Cosenza: è il “Giovani in Tour”, l’itinerario dei ragazzi e delle ragazze del Partito socialista che oggi fa tappa a San Lucido. L’appuntamento è per le ore 17.00 presso la sala polifunzionale del comune: qui le nuove leve e i volti noti del partito testimonieranno i «valori del socialismo italiano ed europeo portati avanti con passione da Enrico Boselli».
In rappresentanza di tali valori ci sarà il promotore stesso dell’iniziativa, il consigliere regionale Salvatore Magarò, che a San Lucido avrà al proprio fianco Luigi Provenzano e il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, ai quali sono affidate le conclusioni dell’inizaitiva.
Quello sanlucidano è l’ottavo rendez-vous che i giovani socialisti danno agli altri giovani «con il desiderio di rilanciare la politica dei programmi, dello sviluppo, dell’identità. Nei precedenti appuntamenti – si legge in una nota stampa – il tour dei giovani socialisti ha riscontrato il favore dei cittadini e degli amministratori locali, suscitando unanimi apprezzamenti e sollevando tematiche di stretta attualità».
San Lucido e voto è un binomio che produce strani effetti, a quanto pare. Dopo le peripezie legate alle elezioni del sindaco e della giunta, che alla fine sono state annullate dal Consiglio di Stato, un’altra rocambolesca avventura coinvolge le elezioni dei rappresentanti sindacali presso l’amministrazione comunale, celebrate a San Lucido dal 19 al 22 novembre e conclusesi con un esito davvero inaspettato.
Infatti, nel momento in cui ieri è stata aperta l’urna, dopo aver proceduto per quattro giorni alle operazioni di voto presso la biblioteca della casa municipale, è venuto fuori che, mentre i votanti erano stati 46, le schede erano invece in numero maggiore: 52. Insomma, i voti espressi in più rispetto agli elettori effettivi sono stati sei. Forse qualcuno tra i dipendenti comunali che si sono recati alle urne ha esagerato nell’esercizio del proprio diritto al voto, tanto da esprimere la propria preferenza più di una volta.
Tra i componenti del seggio, presieduto da Salvatore Di Buono, affiancato da Stella Giglio ed Erasmo Porfido nelle vesti di scrutatori, nessuno pare essersi accorto di nulla, tant’è che la discrepanza tra votanti e votati è emersa solo allo spoglio delle schede. Con grande sorpresa di tutti.
Un incidente elettorale che costerà l’annullamento (anche) di queste elezioni e comporterà la necessità di ripeterle. Ma chi le avrebbe vinte? Prima su tutte, la lista Cgil-Fp, che con Sergio Malito ed Arturo Bertolasi ha ottenuto 23 voti; segue con 14 voti la lista Cisl-Fp con Carmine Leonardis e Franco Cataldo; quindi la lista Uil-Fp con 8 voti, rappresentata da Francesco Di Santo, Ida Nigrelli e Giacomo Ramundo; infine, con 4 voti, la lista Slppm, con Oscar Losso e Graziella Sorace. Se tutto fosse andato liscio, sarebbero stati eletti Malito e Bertolasi (Cgil), Leonardis (Cisl) e Di Santo (Uil).
Ma tutto liscio non è andato, ed anche queste elezioni dovranno essere ripetute.
La Procura della Repubblica di Paola starà veramente a guardare una volta che il Tribunale della Libertà si sarà espresso compiutamente sul sequestro che ha coinvolto gli ex amministratori di maggioranza sanlucidani?
In questi giorni, le notizie sulla revoca di quell’atto di sequestro si rincorrono, considerato che il Tribunale, presso il quale alcuni tra gli interessati dal provvedimento avevano promosso ricorso, ha emesso proprio in questi giorni sentenze in merito. A partire dal 15 novembre fino al 21, i giudici hanno disposto il dissequestro di ogni atto acquisito nell’ambito delle perquisizioni personali e materiali avvenute il 29 giugno: a beneficiarne, l’ex vicesindaco Roberto Pizzuti, l’ex assessore Loredana Pastore e, ne diamo notizia, l’ex sindaco Carlo Borsani.
Il provvedimento, lo ricordiamo, aveva coinvolto in tutto nove amministratori di maggioranza più professionisti del luogo: con un gran dispiegamento di forze, carabinieri mobilitati da diversi comandi della provincia di Cosenza avevano perquisito abitazioni ed uffici degli indagati, nonché i luoghi da loro frequentati abitualmente, più la casa municipale, in base ad un decreto della Procura di Paola, disposto dai pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.
La Procura, appunto. C’è da immaginare che essa non rimarrà con le mani in mano una volta che l’iter presso il Tribunale della Libertà si sarà concluso e saranno ufficiali le motivazioni che hanno portato alla revoca del provvedimento di sequestro.
Il verdetto del Tribunale infatti ha effetti diretti sul processo d’indagine relativo ai reati contestati agli interessati: dall’estorsione al peculato, dall’abuso d’ufficio al falso materiale e ideologico in atto pubblico al concorso in tali reati fino all’associazione per delinquere.
Difatti, disporre il dissequestro di quanto acquisito in giugno (atti, agende e computer) significa annullarne la validità probatoria, e questo comporta una battuta d’arresto delle indagini. Se la Procura dovesse muoversi nella direzione di un annullamento del dissequestro, la vertenza potrà dirsi riaperta.
Il presidente della Polisportiva San Lucido, Gianluca De Rose, non ci sta a parlare di violenza sugli spalti e, in una nota stampa, ridimensiona i fatti accaduti sulla tribuna dello stadio locale a margine della gara di calcio di prima categoria disputata la scorsa domenica con lo Zumpano, «per la tutela dell’onorabilità della società da tempo impegnata proprio nell’affermazione dei più sani principi sportivi (tutti i settori giovanili sono presenti) ed orgogliosa del comportamento sempre più dignitoso dei propri sostenitori (confermato ancora una volta in questa circostanza), sia in casa che fuori, frutto di anni di lavoro».
De Rose sostiene infatti che non si è trattato di un fatto di guerriglia, ma soltanto di calcio, «tanto che i tifosi di entrambe le squadre erano seduti insieme; può succedere, purtroppo, che qualche tifoso più passionale (e nel particolare non locale) possa esagerare nelle proprie espressioni e trascendere in epiteti più o meno offensivi – afferma il presidente della Polisportiva. Ma nonostante ciò, e dando ancor più forza al buon nome di questa società e della città stessa (che è nello sport da almeno cento anni, anche con prestigiosi risultati), i sostenitori sanlucidani hanno sempre accolto con cortesia e spirito sportivo i tifosi delle squadre ospitate, tanto che da moltissimi anni, con un programma di intesa tra tutte le componenti di tale realtà sportiva è stata posta in essere, con oggettivo coraggio, una politica di allontanamento dei tifosi più turbolenti e non si registrano episodi di violenza in quel di San Lucido, con la concreta convinzione di non raccogliere le provocazioni altrui, che certamente non fanno onore allo sport».
Ben venga la partecipazione politica, ma attenzione al qualunquismo. Carlo Di Buono, consigliere d’opposizione uscente, invita alla riflessione sull’attuale momento sociale e politico di San Lucido.
A fronte di quel «buon segnale in vista del voto amministrativo» rappresentato dalle «riunioni che diversi gruppi di cittadini tengono settimanalmente», sintomo che «la coscienza del degrado in cui è piombato il nostro paese tocca la sensibilità collettiva», esiste per Di Buono «il rischio che la suggestione “dell’uomo qualunque” alla Giannini finisca per mettere tutti i partiti ed i loro esponenti politici nello stesso calderone.
Troppe volte – afferma Di Buono – ho dovuto assistere alla pratica del “cambiare tutto per non cambiare nulla”». Bisogna perciò, per Di Buono, considerare il fatto che, facendo tabula rasa del passato, sussiste il pericolo che «quello che viene definito “nuovo”, che in apparenza può risultare innocente, è invece potenzialmente la più corrotta delle proposte politiche».
Sostiene l’ex consigliere: «Chi non ha idee e valori a cui si richiama nelle scelte, diviene vittima del quotidiano, perché senza una chiara prospettiva politica è sempre l’interesse privato a fare la differenza. Le ultime esperienze amministrative dovrebbero avercelo insegnato, e noi dovremmo sempre ricordare di non cancellare il passato. Ricordo che per tanti di noi è stata questa la diversità di fondo che ci ha portato a creare Progetto San Lucido. Tanti cittadini ci hanno votato perché rappresentavamo una speranza. Credo che da quella felice intuizione bisogna ripartire, naturalmente senza ripetere gli stessi errori di eccessiva chiusura, magari cominciando a rendere Psl indipendente dagli stessi partiti che vi aderiscono. Una casa politica che ha per fondamenta i valori del centrosinistra, per struttura i partiti ed i movimenti che vi si richiamano, e che è abitata da tutte quelle persone che liberamente si riconoscono nelle idee e nei programmi di questa coalizione». Quindi, richiamandosi ad una storia da avvalorare e alle responsabilità assunte dinanzi alla cittadinanza, «da domani – esorta Di Buono – ripartire».
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Maria Francesca Calvano
Giornalista, laureata con lode in Lettere moderne. Vive in Calabria. Comunica per lavoro e per passione. Collabora con “Gazzetta del Sud”. Qui qualcos’altro su di lei.
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