San Lucido – A rischio i lavoratori dell’Appennino paolano

Undici è il numero dei lavoratori sanlucidani attualmente alle dipendenze dell’Appennino paolano Spa. In via teorica, e in virtù di impegni stesi nero su bianco, essi dovrebbero essere riassunti dalla ditta che si aggiudicherà la gara d’appalto dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e che comincerà a svolgere tali mansioni al posto della Spa a partire dal primo gennaio.

Fin qui parrebbe tutto felicemente normale: al passaggio del testimone dall’una all’altra ditta, gli operai della prima migrano indisturbati nell’elenco dipendenti della seconda, senza perdere lo stipendio e quindi, in molti casi, la possibilità di mantenere intere famiglie. lavoro

Peccato però non sia così. Infatti, gli operai che saranno probabilmente riassunti, una volta licenziati dall’Appennino paolano, non dovrebbero essere, nel migliore dei casi, più di sette. A voler essere precisi, potrebbero andare dai cinque ai sette.

Ciò significa che dai quattro ai sei lavoratori a partire dal primo gennaio potrebbero ritrovarsi disoccupati.

Se undici operai potrebbero essere considerati troppi per il “fabbisogno di personale” relativo ad un comune di piccole dimensioni come San Lucido, assumerne la metà significa lasciarne fuori altrettanti.

In ogni caso, la ditta che vincerà l’appalto è tenuta per clausola contrattuale ad assumere almeno alcuni tra gli attuali dipendenti dell’Appennino paolano. I criteri in base ai quali avverrà la scelta saranno prerogativa della stessa ditta. Possiamo immaginare, nel frattempo, che probabilmente quest’ultima s’orienterà verso i lavoratori titolari di un contratto un po’ meno precario, che dovrebbero essere soltanto tre o quattro, e che ad essi se ne aggiunga qualcun altro.

Sono supposizioni che, chiaramente, fanno dormire sonni poco tranquilli ai lavoratori sanlucidani, considerato che, come augurio per l’anno nuovo, potrebbero ricevere uno scintillante posto da disoccupato.

Come dire che al peggio non c’è mai fine: dopo il danno di mesi ad aspettare lo stipendio da parte dell’Appennino paolano, la beffa di non riceverne più uno.

Tags: