Fiocco azzurro nel web!
Alberto Tocci mi segnala che il nuovo sito www.sanlucidocerasuolo.com è online e attualmente in costruzione, come mi aveva annunciato.

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Fiocco azzurro nel web!
Alberto Tocci mi segnala che il nuovo sito www.sanlucidocerasuolo.com è online e attualmente in costruzione, come mi aveva annunciato.

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SAN LUCIDO. Nella cassetta postale dei sanlucidani oggi c’è una lettera.
La manda il comitato promotore del Partito democratico, impegnato nell’organizzazione delle primarie e, prima ancora, dell’incontro pubblico con la cittadinanza che si terrà il 29 settembre alle ore 16.30 nella sala polifunzionale di San Lucido, alla presenza di candidati all’assemblea regionale e nazionale.
Nella lettera aperta si legge: “Il partito democratico che vogliamo costruire è un partito che recupera i valori sociali, etici, civici e culturali, che valorizza le persone disposte a impegnarsi per passione civile e spirito di servizio e che rifugge dalle degenerazioni e dal predominio di qualsiasi tipo di oligarchia”.
Superando “le differenze ideologiche che nel passato hanno diviso le forze riformatrici”, il Pd si propone di “poter contare su tutte le risorse che una comunità può mettere in campo. Soprattutto ha bisogno di recuperare la fiducia dei giovani, che devono essere guidati a comprendere appieno la necessità di una loro personale assunzione di responsabilità nei confronti della società che devono e dovranno costruire”.
E allora “il Pd spalancherà le porte ai talenti, all’ingegno, all’operosità di quanti vorranno offrire le proprie idee per costruire basi solide e condivise”.
Il comitato promotore prepara anche per San Lucido “un partito che profonda tutte le sue energie per la ricostruzione di un humus fertile in cui far crescere principi di cooperazione e di solidarietà”.
Nel riquadro: La lettera di Agim Sulaj.
Tags: Partito Democratico
SAN LUCIDO. Un ferito grave nell’incidente accaduto ieri mattina in corrispondenza del bivio nord di San Lucido, in località Deuda.
Una Fiat Punto, una Citroen Saxo e un’Opel Corsa le automobili coinvolte nell’impatto, che stavolta, per fortuna, non ha mietuto vittime.
Perché su un’arteria come la Ss18 i finali infelici sono, purtroppo, molto più frequenti.
Tra l’insidia dell’incrocio in questione, che collega la zona a settentrione di San Lucido e quella a meridione di Paola con la strada statale, e la pioggia che da ieri torna a bagnare l’asfalto, gli automobilisti devono far la conta per sapere da cosa doversi guardare prima per non imbattersi in spiacevoli avvenimenti, come appunto quello d’ieri.
Intorno alle ore 10, all’altezza del bivio nord di San Lucido ci sono tre automobili. A bordo, soltanto i conducenti: sulla Punto c’è S.C., di Chieti; sulla Saxo, R.C., di Fuscaldo; sulla Corsa, V.E., di San Lucido.
Il duplice scontro frontale e laterale fra le tre vetture sarebbe accaduto allorquando la Corsa, uscendo dal centro sanlucidano, ha fatto per immettersi sulla Ss18.
In quel momento, la Punto e la Saxo stanno percorrendo la statale in direzione Amantea.
Forse per una questione di precedenza all’incrocio, forse a causa dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia, le tre auto sono dunque andate incontro all’impatto.
L’autista rimasto ferito, ora in stato di ricovero, dovrebbe cavarsela con quindici giorni di cure mediche.
Altra sconfitta per l’amministrazione comunale sciolta dal Consiglio di Stato
SAN LUCIDO. «Sono particolarmente soddisfatto per l’esito positivo del giudizio, che pone fine ai tam tam quasi quotidiani degli ex amministratori e del loro rappresentante che preannunciavano una immediata reintegra nelle cariche. Non abbiamo mai ritenuto di replicare alle dichiarazioni apparse sulla stampa perché eravamo certi della manifesta inammissibilità del ricorso; e così è stato».
Il commento dell’avvocato Oreste Morcavallo sull’esito della discussione in Camera di Consiglio presso il Tar Calabria, svoltasi ieri, suona come le campane il giorno della festa.
Perché il tribunale catanzarese, sotto la presidenza di Mastrocola (relatore Verlengia) ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco del comune di San Lucido, Carlo Borsani, dal suo vice Roberto Pizzuti e dagli ex assessori Maria Rosaria Losso, Nicola Montagnese e Loredana Pastore, rappresentati dall’avvocato Marco Chirizzi, contro il decreto di nomina di Carlo Ponte a commissario del Comune da parte della Prefettura di Cosenza.
I rappresentanti della maggioranza uscente, ritenendo privo di validità effettiva il dispositivo di sentenza con cui il Consiglio di Stato ha annullato in giugno le elezioni comunali del maggio 2006, hanno presentato ricorso al Tar chiedendo la sospensiva della nomina e, di conseguenza, di essere reintegrati al governo del paese.
Il Tribunale però «dopo articolata discussione, ha pienamente accolto le tesi difensive svolte dall’avv. Oreste Morcavallo, nell’interesse di Roberto Filippo e dell’Avvocatura dello Stato nell’interesse della Prefettura di Cosenza», comunica il legale uscito vittorioso dall’ennesima contesa giudiziaria legata al caso sanlucidano.
Leggi sullo stesso argomento:
Ricorso al Tar, si pronunciano i giudici – 13 settembre 2007
Consesso sciolto, si va al Tar – 7 settembre 2007
Progetto ribaltone, i «pizzutiani» al Tar – 2 agosto 2007
Nel riquadro: Il naufragio di Ugo Tapparini.
Tags: Contenziosi, Progetto Ribaltone
«Serve una cittadina più ospitale, vivibile, tranquilla e attraente»
SAN LUCIDO. «E ora pensiamo all’estate 2008»: è l’invito del nascente Partito democratico di San Lucido, che col diellino Franco Nunziata e il diessino Francesco Polizza sostiene che bisogna rimboccarsi le maniche da subito per consegnare tra dieci mesi ai turisti «una cittadina più pulita, ospitale, organizzata, tranquilla, vivibile, attraente» per «una vacanza piacevole e serena, cosa che – sostiene il Piddì – non è stata possibile nell’estate appena trascorsa.
Sarà stato certamente un retaggio dell’amministrazione Borsani incapace di programmare in tempo utile ed in maniera diversa la stagione turistica, sarà stata la gestione commissariale comunale che non può che fare ordinaria amministrazione. Sta di fatto che mai si era visto un paese così sporco».
E tra mille esempi di angoli cittadini tanto belli quanto oltraggiati dai rifiuti, si finisce col chiedersi se sia possibile che a San Lucido, anche d’estate, possa essere «un problema sostituire una lampadina o tagliare l’erba» e il motivo per cui «non si riesce a scindere un contratto con la società mista Appennino paolano inadeguata e dissennata e trovare altre soluzioni più efficienti» o il perché «le forze dell’ordine ed i vigili urbani non facciano rispettare i divieti di scarico abusivo, rumorosità, traffico caotico, l’ordine pubblico insomma, la civiltà».
Tags: Partito Democratico
Oggi i giudici si pronunceranno sull’invio di Ponte al Comune
SAN LUCIDO. A Borsani e ai suoi conviene sperare che l’amministrazione della giustizia sia uno di quegli ambiti della vita umana impermeabili rispetto agli influssi della numerologia.
Se così non fosse, non sarebbe certo buon segno il fatto che la Camera di Consiglio del Tar Calabria si riunisca proprio oggi, giorno 13 giorno infausto, per discutere il ricorso presentato.
Ai seguaci della cabala (e di Borsani) spettano dunque gli scongiuri del caso; per tutti gli altri si tratta di attendere che la giustizia faccia normalmente il suo lavoro, lontano dalle credenze su numeri e numeretti.
Coloro i quali sentiranno più interminabili i minuti prima che notizie certe arrivino dal tribunale catanzarese saranno forse i promotori del ricorso: l’ex sindaco Carlo Borsani, il vice Roberto Pizzuti e i suoi assessori Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore e Nicola Montagnese.
Oggi i giudici decideranno se accogliere o meno la loro richiesta di sospendere il decreto prefettizio di nomina del commissario Carlo Ponte al governo di San Lucido e dunque le tesi dell’avvocato Marco Chirizzi del Foro di Paola.
Leggi sullo stesso argomento:
Consesso sciolto, si va al Tar – 7 settembre 2007
Progetto ribaltone, i «pizzutiani» al Tar – 2 agosto 2007
Tags: Contenziosi, Progetto Ribaltone
SAN LUCIDO. «Basta coi medici-sindaco». Una cosa è certa per Pietro Covelli, segretario dei Comunisti italiani di San Lucido: se c’è qualcuno che non è adatto a governare il paese, quello è il medico di professione.
Sarà che gli ultimi esempi di questo tipo si chiamano Carlo Borsani e Roberto Pizzuti e che si tratta di militanti in partiti come Alleanza nazionale il primo e Forza Italia il secondo, ma Covelli ne è convinto: «Un medico non può fare il sindaco».
Il motivo è rappresentato dal fatto che «i medici hanno la cultura della cura e non della prevenzione, che invece è necessaria per una cittadina come la nostra. Alla malattia infatti non bisogna nemmeno arrivare, perché, lo sanno tutti, prevenire è meglio che curare».
E allora, se Covelli non discute Borsani o Pizzuti «in quanto persone, ci mancherebbe», li contesta «come medici che si candidano a sindaco».
E per provare che non è solo un escamotage per coprire un antagonismo legato piuttosto all’appartenenza politica, Covelli contesta pure Francesco Romeo, anch’egli medico ed ex sindaco, ma di sinistra.
Alla luce di queste esperienze, per il segretario Pdci «bisogna escludere i medici dalla candidatura alla guida del paese per le prossime elezioni».
Covelli guarda invece ad un primo cittadino figlio delle periferie, «un vero rappresentante dei problemi che riguardano quelle zone, che finora, con sindaci di diversa provenienza, non sono stati risolti».
A questo punto, se Roberto Pizzuti può tranquillamente continuare a risiedere in contrada Varco e Carlo Borsani in quel di Paola (più in periferia di così, rispetto a San Lucido, non si può), ad entrambi non rimane che cambiare mestiere.
Dopo gli ultimi commissariamenti: «La politica una missione»
SAN LUCIDO. Settembre, guardando a maggio: il consigliere d’opposizione uscente Carlo Di Buono richiama l’attenzione sull’appuntamento dei sanlucidani col voto di primavera.
Il suo è un chiaro invito al «cambiamento politico e generazionale», per navigare nelle «calme acque della legalità, dello sviluppo e del benessere, lontano dalla desolazione, dai compromessi e dal clientelismo che hanno caratterizzato gli ultimi anni».
«La classe politica – afferma Di Buono – si interroghi su come attuare le scelte migliori per rispondere alla domanda di cambiamento che proviene con forza dalla cittadinanza.
Occorre partire dalle donne e dagli uomini liberi di San Lucido, da coloro che non temono di poter urtare gli interessi particolari di qualcuno, che schifano la cultura mafiosa e delinquenziale, che la combattono pretendendo il rispetto delle leggi, che intendono vivere la politica e l’amministrazione pubblica come una missione».
E l’appartenenza di partito? Le bandiere non sono fatte per seguire venti contrari, ma per essere annodate le une alle altre: «È anacronistico e stupido continuare a concepire la politica locale come uno scadente surrogato della politica nazionale, come se lo sventolio di bandiere di diverso colore potesse risolvere i problemi del paese».
Sarebbe molto più utile per Di Buono «recuperare il senso della collettività» unendo le persone intorno ad idee condivise: «Un centrosinistra serio – qui il monito – lavora in questa direzione, cambia il vecchio modo di far politica».
Tags: Elezioni
Il gruppo di Borsani contro l’ordinanza di nomina del commissario Ponte
SAN LUCIDO. Il giorno decisivo per le speranze di riscossa della maggioranza uscente è il 13 settembre, quando si riunirà la Camera di Consiglio presso il Tribunale amministrativo regionale della Calabria che stabilirà se accogliere o meno il ricorso di Borsani e i suoi contro il decreto di nomina del commissario prefettizio Carlo Ponte, incaricato dalla Prefettura di reggere il municipio di San Lucido fino a prossima elezione degli organi di governo cittadino.
L’ex sindaco Carlo Borsani, il vice Roberto Pizzuti e i suoi assessori Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore e Nicola Montagnese si sono opposti al decreto dopo che il Consiglio di Stato, il 26 giugno, si è espresso per l’annullamento delle elezioni comunali del maggio 2006.
Il legale al quale è stata affidata la vertenza, l’avvocato Marco Chirizzi, sostiene «l’illegittimità del decreto del Prefetto» essendo stato emesso «sulla base del solo dispositivo di sentenza che si configura come un provvedimento di carattere temporaneo» che precede la sentenza vera e propria: dal momento che solo quest’ultima renderebbe valida a tutti gli effetti la decisione dei giudici, prima che venga emessa ogni atto sarebbe irregolare perché «illegittimo e intempestivo».
Leggi sullo stesso argomento:
Tags: Contenziosi, Giunta Borsani
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