June 2007

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Presunti affari illeciti in Comune, blitz dell’Arma

SAN LUCIDO. Ieri, ore 7 del mattino. A San Lucido i carabinieri bussano alla porta di nove persone per acquisire materiale probatorio nell’ambito di indagini volte ad accertare responsabilità su reati che vanno dall’estorsione al peculato, dall’abuso d’ufficio al falso materiale e ideologico in atto pubblico al concorso in tali reati fino all’associazione per delinquere.

San Lucido blitz carabinieriQueste infatti le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola, che ha emesso lo scorso 27 giugno un decreto di perquisizione locale e personale a carico di nove persone firmato dai pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.

I militari dell’Arma dunque suonano al campanello del sindaco Carlo Borsani, del vice Roberto Pizzuti, degli assessori comunali Maria Rosaria Losso e Loredana Pastore, dei consiglieri Benito Mazza e Libero Polizza, e di uno dei due responsabili dell’ufficio tecnico comunale, Santo Garofalo; ma anche di Antonello Provenzano e Rosario Sessa.

Per il «fondato motivo» di ritenere di poter rinvenire gli atti originali relativi a una lunga serie di vicende, vengono perquisiti appartamenti e locali annessi, uffici e studi, eventuali veicoli di proprietà o in uso e le stesse persone iscritte nel registro degli indagati e naturalmente la sede municipale.

Cartelle piene di documenti, computer fissi e portatili, supporti informatici dai cd alle pendrive, agende telefoniche e dispositivi in grado di contenere informazioni sono posti sotto sequestro dai carabinieri.

In foto: i carabinieri presidiano le entrate al municipio [clicca qui per ingrandire]

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Pizzuti: «Tutto questo finirà in una bolla di sapone»

SAN LUCIDO. San Lucido ieri mattina si è svegliata blindata come mai. Mentre a casa di amministratori e professionisti i carabinieri sequestrano fascicoli e computer, fuori i paesani aprono gli occhi su una giornata che solo chi non c’era non potrà ricordare.

San Lucido blitz carabinieriCarabinieri in piazza, dentro e fuori il municipio, pattuglie e camionette ovunque si voltino gli occhi. Va bene che San Lucido non potrebbe essere più sicura di così, ma perché tanto spiegamento di forze?

Se lo domandano i cittadini: ancor vivo è il dibattito sulle sorti dell’amministrazione appena delegittimata dal Consiglio di Stato che già si pone prepotentemente un nuovo argomento non meno importante su cui discutere.

Le voci si rincorrono veloci tra la gente che si affolla soprattutto intorno al municipio, quando oramai sono le ore 8 e molti carabinieri sono attenti e appostati alle entrate del palazzo.

C’è il tenente Salvatore Amodio del Comando di Paola che subito chiarisce il motivo del presidio. Nove persone (e dodici siti) sono stati perquisiti tra amministratori e professionisti su disposizione della Procura.

Impressiona sentir di reati (ipotizzati) come estorsione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, associazione a delinquere in un paese piccolo così che non t’immagini neanche s’arrivi mai a parlarne.

Certo è che per la maggioranza uscente, prima dello scioglimento ufficiale del consiglio, è un ultimo giorno in municipio difficile da dimenticare. Tuttavia si mostrano sereni Carlo Borsani, Roberto Pizzuti, Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore, Nicola Montagnese e Rosario Frangella (che con Leverino Bruno sono rimasti fuori dal tornado), Benito Mazza e Libero Polizza che incrociamo in municipio.

In foto: i carabinieri portano via un computer dal palazzo municipale
[clicca qui per ingrandire]

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SAN LUCIDO. Se, ad elezioni annullate, la maggioranza è scontenta e l’opposizione beata, il motivo è identico e corrisponde al bene della cittadinanza. La prima pensa infatti a tutti i progetti incompiuti la cui realizzazione avrebbe potuto essere di beneficio per la collettività; la seconda a tutti quelli che, non essendo stati appunto concretizzati, otterranno lo stesso obiettivo. Punti di vista.

municipio san lucidoIn mezzo ci sono giusto i cittadini, anch’essi divisi tra quanti sostengono l’importanza, con la stagione estiva, della presenza di un’amministrazione comunale, e quanti invece, criticando la linea di giunta, accarezzano l’idea di un salutare anno sabbatico col commissario che duri fino a giugno 2008.

I giorni, tuttavia, potrebbero essere meno di 365 se il Tar, presso il quale, come anticipavamo ieri, Borsani vorrebbe ricorrere per opporsi al decreto di scioglimento del consiglio da parte del Prefetto, concederà la sospensiva che s’intende richiedere: in questo caso si “reinsedierebbe” la giunta in attesa della sentenza di merito. Intanto comunque la prassi procede regolarmente.

Spetta ora alla Prefettura di Cosenza disporre lo scioglimento del consiglio, cosa che avverrà con molta probabilità lunedì 2 luglio. A quel punto il portone del municipio si chiuderà alle spalle del sindaco per aprirsi al passo del commissario prefettizio, che risponde secondo indiscrezioni al nome di Carlo Ponte.

In foto: il municipio di San Lucido

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SAN LUCIDO. Stamattina nel centro tirrenico sono stati perquisiti case e locali di amministratori, tecnici e professionisti. I Carabinieri di tutta la provincia di Cosenza hanno eseguito le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola.

aggiornamentoAggiornamento: le perquisizioni hanno riguardato 9 persone e 12 tra case, uffici e locali.

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«Quella di sindaco e vice sindaco è una reazione spropositata»

SAN LUCIDO. Una «reazione spropositata» quella del sindaco uscente Carlo Borsani e del vice Roberto Pizzuti alla sentenza del Consiglio di Stato con cui, il 26 giugno, sono state annullate le elezioni del maggio 2006 secondo Carlo Di Buono, consigliere di minoranza.

Carlo Di BuonoEgli commenta così le dichiarazioni rese da Borsani e Pizzuti appena saputo dell’invalidazione del voto che un anno prima li aveva incoronati alla guida del paese: «Sono sinceramente colpito dal grave livello qualitativo delle affermazioni rilasciate da Borsani e Pizzuti in merito alla sentenza del Consiglio di Stato. È veramente inconcepibile che persone che rappresentano le istituzioni da tanti anni utilizzino espressioni quali “vittoria meschina”, “barbarie dal punto di vista sociale”, per commentare la decisione dell’organo di più alto grado della giustizia amministrativa nel nostro Paese», afferma Di Buono.

In foto: Carlo Di Buono, consigliere di minoranza

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Il dirigente comunista: «Altro che vittoria meschina»

SAN LUCIDO. Lui l’aveva avvisato che dire gatto prima di averlo nel sacco porta sfortuna. E, da scaramantico qual è, avrebbe dovuto crederci. E forse un po’ il timore che avesse ragione gli è balenato in testa facendo gli scongiuri. Ma a quanto pare non è bastato.

Sfera di cristalloE’ così che Pietro Covelli stavolta può atteggiarsi da Cassandra della situazione e ricordare a Carlo Borsani quel che gli aveva detto quattro giorni prima della sentenza del Consiglio di Stato.

«Io li avevo informati che vantarsi prima portava male e i loro scongiuri non hanno sortito effetto. Oggi danno la colpa all’ex minoranza», afferma con un che di trionfante. «E’ veramente singolare come possano cambiare gli umori delle persone in pochi momenti. Il 22 giugno ex sindaco e giunta di San Lucido erano tracotanti di certezze per il futuro della loro attività politica. L’ex minoranza era snobbata e ignorata. Erano certi di poter continuare a fare danni amministrativi per ancora lungo tempo come hanno fatto fino all’ultimo giorno».

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La maggioranza ricorrerà in Cassazione e andrà anche al Tar

SAN LUCIDO. L’atto terzo l’avevamo annunciato ieri, anticipando la probabilità che il sindaco delegittimato dal Consiglio di Stato, Carlo Borsani, si rivolga alla Corte di Cassazione contro la sentenza dello stesso CdS con la quale due giorni fa sono state annullate le elezioni che l’hanno visto vincitore.

Oggi potremmo parlare di un atto quarto, preannunciando inoltre che con una certa probabilità lo stesso sindaco e la maggioranza uscente promuoveranno ricorso al Tar contro il decreto di scioglimento del consiglio comunale che presto verrà notificato al Comune di San Lucido dalla Prefettura di Cosenza. Un doppio fronte di difesa andrà dunque ad aprirsi.

Roberto PizzutiIl terzo grado di giudizio si suppone venga seguito dallo stesso avvocato che ha curato i primi due, Francesco Perri del Foro di Cosenza; il ricorso al Tar contrario allo scioglimento del consiglio invece dovrebbe essere affidato ad altro legale. In questa fase la maggioranza pare stringersi compatta intorno al sindaco, a partire dal vice Roberto Pizzuti.

Intanto però quest’ultimo, secondo fonti attendibili, avrebbe promosso già nel mese di marzo un’indagine per verificare la legittimità di una sua terza candidatura a sindaco dopo i due mandati amministrativi interrottisi con la sfiducia, il primo a dicembre 2001 e il secondo a ottobre 2005.

La sequenza delle consiliature risulterebbe spezzata dalla parentesi Borsani, consentendo al vice di potersi riproporre in qualità di primo cittadino.

In foto: Roberto Pizzuti, vicesindaco di San Lucido

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Il gruppo Pizzuti deluso per la decisione del Cds

SAN LUCIDO. Da un momento all’altro qualcuno busserà alla porta per consegnare ufficialmente il decreto di scioglimento del consiglio comunale a quella maggioranza che ancora per poche ore può essere definita tale e che adesso è quasi tutta riunita nella stanza del primo cittadino.

San Lucido municipioIeri mattina, tarda mattinata: gli assessori e i consiglieri commentano la sentenza del CdS ma soprattutto l’operazione di minoranza dalla quale è scaturita: il ricorso al Tar e poi in appello al CdS per l’annullamento delle elezioni tramite l’invalidazione dei certificati medici per il voto assistito.

Ci sono Loredana Pastore, Maria Rosaria Losso, Nicola Montagnese, Libero Polizza e Rosario Frangella. Di umore nero? L’avevamo chiesto il giorno prima e ci ripetiamo il giorno dopo. «Rispettiamo il volere della magistratura», affermano in coro.

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Giuseppe Cavaliere e Gigi Provenzano sul ritorno alle urne

SAN LUCIDO. Nessuno ha vinto e tutti hanno perso. E il Consiglio di Stato ha voluto dare un segnale forte sulla gestione corretta delle cose. E’ quanto sostiene Giuseppe Cavaliere alla luce della sentenza e dei commenti correlati.

Giuseppe Cavaliere«Il CdS ha mandato tutti a casa perché i compiti non sono stati svolti bene da nessuno, senza distinzioni tra certificati fatti da quello o da quell’altro. Né si può dire che è questione di bravura dell’avvocato o di come si regola un giudice perché se la sentenza è diversa probabilmente è perché diversamente sono andate le cose.

Se credono ci siano responsabilità di qualcuno perché la colpa non è degli eletti né degli elettori, allora verifichino in Cassazione e firmo per primo. Poi, nessuno ha vinto e tutti hanno perso. Ha perso la cittadinanza che sarà colpita nell’economia e quindi la minoranza non ha niente per cui gioire.

L’unica cosa di cui sono felice è aver bloccato alcuni atti controllando l’attività amministrativa per tutelare i cittadini».

Luigi ProvenzanoE anche a Cavaliere pensa Luigi Provenzano (Sdi) quando, commentando il dopo-CdS, parla di «“fuga” in un solo anno di due importanti consiglieri comunali, Antonicelli e Cavaliere» e di «“distinguo” di importanti organizzazioni politiche (alcuni circoli della Margherita ed Italia dei Valori), che avevano concesso una temeraria quanto immeritata apertura di credito ad un Sindaco fortemente radicato nel Centro-destra» come segnali evidenti del calo dei consensi.

«Le reazioni particolarmente scomposte di queste ultime ore e le dichiarazioni velenosamente arroganti appaiono poco rispettose sia di chi ha opinioni diverse che della stessa Magistratura Amministrativa e sono sintomi evidenti di un grave attacco di poltronite acuta», commenta poi.

In foto: in alto, Giuseppe Cavaliere, consigliere di maggioranza, ex assessore; in basso, Gigi Provenzano (Sdi), candidato nelle ultime elezioni comunali.

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