Presunti affari illeciti in Comune, blitz dell’Arma
SAN LUCIDO. Ieri, ore 7 del mattino. A San Lucido i carabinieri bussano alla porta di nove persone per acquisire materiale probatorio nell’ambito di indagini volte ad accertare responsabilità su reati che vanno dall’estorsione al peculato, dall’abuso d’ufficio al falso materiale e ideologico in atto pubblico al concorso in tali reati fino all’associazione per delinquere.
Queste infatti le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola, che ha emesso lo scorso 27 giugno un decreto di perquisizione locale e personale a carico di nove persone firmato dai pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.
I militari dell’Arma dunque suonano al campanello del sindaco Carlo Borsani, del vice Roberto Pizzuti, degli assessori comunali Maria Rosaria Losso e Loredana Pastore, dei consiglieri Benito Mazza e Libero Polizza, e di uno dei due responsabili dell’ufficio tecnico comunale, Santo Garofalo; ma anche di Antonello Provenzano e Rosario Sessa.
Per il «fondato motivo» di ritenere di poter rinvenire gli atti originali relativi a una lunga serie di vicende, vengono perquisiti appartamenti e locali annessi, uffici e studi, eventuali veicoli di proprietà o in uso e le stesse persone iscritte nel registro degli indagati e naturalmente la sede municipale.
Cartelle piene di documenti, computer fissi e portatili, supporti informatici dai cd alle pendrive, agende telefoniche e dispositivi in grado di contenere informazioni sono posti sotto sequestro dai carabinieri.
In foto: i carabinieri presidiano le entrate al municipio [clicca qui per ingrandire]
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Carabinieri in piazza, dentro e fuori il municipio, pattuglie e camionette ovunque si voltino gli occhi. Va bene che San Lucido non potrebbe essere più sicura di così, ma perché tanto spiegamento di forze?
In mezzo ci sono giusto i cittadini, anch’essi divisi tra quanti sostengono l’importanza, con la stagione estiva, della presenza di un’amministrazione comunale, e quanti invece, criticando la linea di giunta, accarezzano l’idea di un salutare anno sabbatico col commissario che duri fino a giugno 2008.
Aggiornamento: le perquisizioni hanno riguardato 9 persone e 12 tra case, uffici e locali.
Egli commenta così le dichiarazioni rese da Borsani e Pizzuti appena saputo dell’invalidazione del voto che un anno prima li aveva incoronati alla guida del paese: «Sono sinceramente colpito dal grave livello qualitativo delle affermazioni rilasciate da Borsani e Pizzuti in merito alla sentenza del Consiglio di Stato. È veramente inconcepibile che persone che rappresentano le istituzioni da tanti anni utilizzino espressioni quali “vittoria meschina”, “barbarie dal punto di vista sociale”, per commentare la decisione dell’organo di più alto grado della giustizia amministrativa nel nostro Paese», afferma Di Buono.
E’ così che Pietro Covelli stavolta può atteggiarsi da
Il terzo grado di giudizio si suppone venga seguito dallo stesso avvocato che ha curato i primi due, Francesco Perri del Foro di Cosenza; il ricorso al Tar contrario allo scioglimento del consiglio invece dovrebbe essere affidato ad altro legale. In questa fase la maggioranza pare stringersi compatta intorno al sindaco, a partire dal vice Roberto Pizzuti.
Ieri mattina, tarda mattinata: gli assessori e i consiglieri commentano la sentenza del CdS ma soprattutto l’operazione di minoranza dalla quale è scaturita: il ricorso al Tar e poi in appello al CdS per l’annullamento delle elezioni tramite l’invalidazione dei certificati medici per il voto assistito.
«Il CdS ha mandato tutti a casa perché i compiti non sono stati svolti bene da nessuno, senza distinzioni tra certificati fatti da quello o da quell’altro. Né si può dire che è questione di bravura dell’avvocato o di come si regola un giudice perché se la sentenza è diversa probabilmente è perché diversamente sono andate le cose.
E anche a Cavaliere pensa Luigi Provenzano (Sdi) quando, commentando il dopo-CdS, parla di «“fuga” in un solo anno di due importanti consiglieri comunali, Antonicelli e Cavaliere» e di «“distinguo” di importanti organizzazioni politiche (alcuni circoli della Margherita ed Italia dei Valori), che avevano concesso una temeraria quanto immeritata apertura di credito ad un Sindaco fortemente radicato nel Centro-destra» come segnali evidenti del calo dei consensi.
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